17 settembre 2011

Con la cultura si fa il pane. Pordenone docet.

zebre nei negozi a pordenone Due giorni fa ho avuto il piacere di partecipare al festival PordenoneLegge invitato a presentare il mio Manuale di sopravvivenza energetica (scienza Express).
La sera del mio arrivo a Pordenone (dopo un volo da Roma più lungo del previsto per una "riattaccata" causata da raffiche di vento sul cielo di Venezia), ho raggiunto l'albergo dove ho ricevuto la borsina di cotone con i classici colori del festival: giallo e nero. Ed ecco subito i primi indizi: una barretta di cioccolato prodotto a Pordenone incartato con gli stessi colori, un libretto con il programma del festival e in copertina la zebra gialla. Ecco cosa avevo visto poco prima nelle vetrine dei negozi! E l'occhio cade su un articolo che illustra le ricadute economiche delle iniziative culturali, tratto da uno studio sull’industria culturale redatto poche settimane prima da Fondazione Symbola e Unioncamere. Leggo che la Provincia di Pordenone è la seconda in Italia in termini di "incidenza del valore aggiunto del sistema produttivo culturale sul totale". Quanto? 643 milioni e 66 mila euro (8% dell’intero valore aggiunto). Persone impiegate a vario titolo? 14 mila persone (il 9% del totale degli occupati). Prima di Pordenone c'è solo Arezzo (8,5%). E poi, scorrendo il programma del festival, leggo che ieri, 16 settembre, hanno discusso del tema Manuale sopravvivenza energetica PordenoneLegge “I festival letterari producono ricchezza?”. Trovo anche un comunicato che scioglie ogni dubbio. Parla Giovanni Pavan, presidente della Camera di Commercio di Pordenone: "poiché dall’indagine emerge che sono soprattutto le industrie creative, come l’editoria, a portare in alto il fatturato, non ci sono dubbi che questo ottimo risultato sia stato conseguito grazie al Festival del Libro. È un successo di cui andiamo fieri e sul quale vogliamo lavorare per crescere”.
Leggo anche che ogni anno Pordenonelegge muove circa 700 mila euro "dei quali più di 400 mila euro ricadono sul territorio pordenonese - a beneficio di fornitori di servizi, collaboratori e strutture ricettive - mentre il rimanente esce dal territorio per pagare i compensi degli ospiti e altri servizi resi fuori città." Una bella lezione per chi sbraita sguaiatamente: "dalla cultura non si mangia". Evidentemente il pane si fa anche con la cultura.
Poi sono andato a mangiare e ho notato che anche le tovagliette di carta raccontano Pordenonelegge.
Ho guardato le vetrine dei negozi e ho visto altri riferimenti al festival. Che vendano pane (come la bottega della Ines che ho fotografato) o scarpe o libri, quasi ovunque spunta una zebra gialla e nera. Una bella zebra gialla e nera che mi ha insegnato molto. Grazie Pordenone.
pordenonelegge
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 17 settembre 2011

P. S. Giovedì 15, all'incontro organizzato da Chiara Sartori e dai suoi splendidi complici, ho contato 150 persone. Una novantina di studenti provenienti da di due Istituti tecnici e da un Liceo classico. Il resto erano giovani, adulti e anziani. Pubblico attento, educato e, a giudicare dalle domande, molto interessato.

16 settembre 2011

In Italia gradimento al 92% per il fotovoltaico come fonte del futuro (IPR)

Oggi, in chiusura del salone delle rinnovabili ZeroEmission Rome 2011 è stato presentato il quinto rapporto "Gli italiani e il solare" a cura della Fondazione UniVerde e dell'Istituto IPR Marketing
Credono nel fotovoltaico come fonte del futuro il 92% dei mille cittadini intervistati (disaggregati per sesso, età, area di residenza). Ecco come hanno risposto alle altre domande.
Ha mai sentito parlare di “case ecologiche"?
No, mai: 9%
Non risponde: 10%
Sì ma non so cosa significa: 24%
Sì e so cosa significa: 57%
Case ecologiche: percezione dei vantaggi
Non sa: 5%
Nessun vantaggio, è solo un fenomeno di moda: 4%
Garanzia per la salute, per i materiali usati: 14%
Contenimento dell'impatto sull'ambiente: 30%
Benefici economici per l'abbattimento degli sprechi nei consumi: 47%
Quanto sono ecologiche le case degli italiani?
La sua casa ha...
Fotovoltaico: 5%
Solare termico: 7%
Pareti esterne rivestite con materiali per isolamento termico: 25%
Pareti con vernici naturali: 30%
Doppi vetri: 66%
Elettrodomestici di classe A: 70%
La percezione del consumo mensile di energia
Sa quanta energia consuma la sua casa ovvero quanta energia serve ogni mese per riscaldarla e rinfrescarla, produrre acqua calda e illuminarla?
No e non mi interessa: 5%
Sì e ci sto attento: 37%
No, ma vorrei saperne di più: 58%
L’intervento prioritario per migliorare l’efficienza energetica della propria casa
Elettrodomestici di classe A: 5%
Doppi vetri: 10%
Solare termico: 14%
Rivestimento isolante esterno: 15%
Fotovoltaico: 46%
Le fonti di energia del futuro
Quali sono le fonti di energia su cui l’Italia, pensando al futuro, dovrebbe maggiormente puntare?
Solare: 92%
Eolica: 54%
Idro: 39%
Geotermica: 23%
Nucleare: 18%
Biomasse: 17%
Gas: 12%
Petrolio: 3%
Propensione al solare
Ha mai preso in considerazione l’idea utilizzare energia solare?
Sett 2009: 54%
Magg 2010: 61%
Otto 2010: 66%
Magg 2011: 67%
Sett 2011: 79%
In merito a quest'ultima analisi c'è da dire che il valore non potrà crescere indefinitamente, se non altro perché tra i mille intervistati quelli che avranno il fotovoltaico in casa saranno ogni anno di più.

L’appuntamento con la prossima edizione di ZeroEmission Rome è dal 5 al 7 settembre 2012.

15 settembre 2011

Manuale di sopravvivenza energetica a Pordenonelegge

manuale sopravvivenza energetica pordenonelegge Il 15 settembre 2011 alle 10 e 30 nel Palazzo Montereale Mantica di Pordenone, presentazione del libro Manuale di sopravvivenza energetica. Come consumare meglio ed essere felici (Scienza Express, 2011) di Andrea Mameli.
Incontro con Andrea Mameli e Maurizio Melis per le scuole superiori. In collaborazione con Assessorato alla Cultura del Comune di Pordenone.
Giunto alla dodicesima edizione il festival Pordenonelegge si svolge al centro della città con 245 ospiti in oltre 200 incontri in 32 luoghi del centro storico.

14 settembre 2011

Manuale di sopravvivenza energetica a ZeroEmission Rome 2011

Quest’anno a ZeroEmission Rome, la grande esposizione delle fonti rinnovabili, saranno presentati 20 libri, tra i quali il mio Manuale di sopravvivenza energetica (Scienza Express, 2011). Appuntamento alla Fiera di Roma mercoledì 14 settembre alle 16 e 30, tavola rotonda "Un futuro senza petrolio e nucleare: come realizzarlo?”. All’incontro, moderato da Chiara Zaccherotti (ISES Italia) intervengono gli autori: Marco Gisotti (Guida ai green jobs, Edizioni Ambiente), Andrea Mameli (Manuale di sopravvivenza energetica, Scienza Express), Matteo Mariotti (La ventilazione naturale, Dario Flaccovio), Mario Tozzi-Valerio Rossi Albertini, (Il futuro dell’energia, Edizioni Ambiente).
Gli incontri con gli autori a ZerEmission sono coordinati da Roberto Rizzo, esperto in fonti rinnovabili e redattore delle riviste FV Fotovoltaici e Wind Energy.

13 settembre 2011

Piuttosto mi darei fuoco piuttosto che usare piuttosto che in modo piuttosto sbagliato

Ora basta! Ho trovato un "piuttosto che" adoperato come la disgiuntiva "o" in un documento redatto ufficialmente da un Ente Locale. Non so se mi arreca maggior fastidio questa mostruosità o una "é" al posto di una "è" o ancora l'abuso di "quant'altro". Ma non volendo patire rabbia da solo, impotente di fronte a tanta volgarità, ho consultato il mio oracolo: l'Accademia della Crusca. E ho subito trovato pace. Ecco cosa scriveva, nell'ottobre 2002, Ornella Castellani Pollidori: «Era fatale che tra i primi a intercettare golosamente l’infelice novità lessicale fossero i conduttori e i giornalisti televisivi, che insieme ai pubblicitari costituiscono le categorie che da qualche decennio - stante l’estrema pervasività e l’infinito potere di suggestione (non solo, si badi, sulle classi culturalmente più deboli) del "medium" per antonomasia - governano l’evolversi dell’italiano di consumo.»
Grazie a Ornella Castellani Polidori ora il crimine grammaticale è circoscritto e analizzato in tutto il suo marcescente falso fascino: «Se quest’ennesima novità lessicale è da respingere fermamente non è soltanto perché essa è in contrasto con la tradizione grammaticale della nostra lingua e con la storia stessa del sintagma (a partire dalle premesse etimologiche); la ragione più seria sta nel fatto che un piuttosto che abusivamente equiparato a o può creare ambiguità sostanziali nella comunicazione, può insomma compromettere la funzione fondamentale del linguaggio.»
La mia crociata contro gli orrori d'italiano è una battaglia persa? Non direi, specialmente dopo aver letto la previsione, ricca di speranza, della ricercatrice dell'Accademia: «Basterà averre un po’ di pazienza: anche la voga di quest’imbarazzante piuttosto che finirà prima o poi col tramontare, come accade fatalmente con la suppellettile di riuso».

11 settembre 2011

Una verifica del numero di Dunbar, quello che pone un limite alle relazioni sociali (PLoS ONE)

Reply trees and user network Hanno studiato 25 milioni di conversazioni dirette, intercorse fra oltre un milione e mezzo di utenti di Twitter, giungendo a determinare il numero medio di "amici" con una relazione forte. E questo valore, compreso tra 100 e 200 è coincide con il valore individuato dall'antropologo di Oxford Robin Dunbar, secondo il quale la mente umana è in grado di gestire tra 100 e 200 amicizie. La ricerca, pubblicata il 3 agosto su Plos One, è firmata da Bruno Gonçalves (Pervasive Technology Institute, Indiana University, Usa), Nicola Perra (Indiana University e Laboratorio Linkalab, Cagliari), Alessandro Vespignani (Indiana University e Institute for Scientific Interchange, Torino).
Questo lavoro non è importante solo per lo specifico settore di appartenenza, ma potrebbe contribuire allo sviluppo di modelli di gestione di crisi sanitarie e nello sviluppo di strategie di marketing virale.

Modeling Users' Activity on Twitter Networks: Validation of Dunbar's Number
(B. Gonçalves, N. Perra, A. Vespignani)
Abstract
Microblogging and mobile devices appear to augment human social capabilities, which raises the question whether they remove cognitive or biological constraints on human communication. In this paper we analyze a dataset of Twitter conversations collected across six months involving 1.7 million individuals and test the theoretical cognitive limit on the number of stable social relationships known as Dunbar's number. We find that the data are in agreement with Dunbar's result; users can entertain a maximum of 100–200 stable relationships. Thus, the ‘economy of attention’ is limited in the online world by cognitive and biological constraints as predicted by Dunbar's theory. We propose a simple model for users' behavior that includes finite priority queuing and time resources that reproduces the observed social behavior.