26 novembre 2011

Regole di ecologia spicciola (CNR)

Almanacco Scienza CNR
Dove trovare informazioni che ci aiutino ad acquisire comportamenti sostenibili dal punto di vista ambientale? Spesso i testi scientifici sono complicati e i siti web non risultano sempre attendibili. Il 'Manuale di sopravvivenza energetica' di Andrea Mameli, fisico e divulgatore può venirci in aiuto.
Con il suo linguaggio chiaro e colloquiale, il volume consiglia come servirsi al meglio della tecnologia, evitando sprechi. Un elenco, in ordine alfabetico, suggerisce come comportarsi con l'acqua, l'automobile e gli elettrodomestici, indicazioni semplici che richiedono solo attenzione e buona volontà.
Camminare il più possibile, spegnere le luci se non necessarie, bere acqua del rubinetto, posizionare il frigorifero lontano da fonti di calore e distante almeno dieci centimetri dalla parete, utilizzare come 'giocattoli creativi' vecchi oggetti in disuso, sostituire le vecchie lampadine con quelle a basso consumo, avviare la lavatrice solo a pieno carico... Molti dei suggerimenti sono noti ma spesso trascurati perché conflittuali con un certo conformismo consumistico. Altri, invece, paiono davvero originali: ad esempio creare una compostiera domestica per l'autoproduzione di biogas a partire dagli scarti alimentari.
Federica Pennone
Almanacco della Scienza Quindicinale a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio Nazionale delle Ricerche (N. 19 - 23 novembre 2011)

25 novembre 2011

Energia dal vento e comunità locali (A. Mameli, G. Carta, M. Manieli, 2011)






Abstract

X Convegno Nazionale sulla Comunicazione della Scienza
Trieste, 23-25 novembre 2011

Titolo dell’abstract: Energia dal vento e comunità locali
Area di riferimento: 06. Studi sociali sulla scienza
Abstract
Il progetto di ricerca “Energia dal vento e comunità locali” analizza la percezione pubblica sulle tecnologie per lo sfruttamento della fonte eolica. I risultati della ricerca sono indirizzati ai comunicatori scientifici, con l’obiettivo di migliorare il dialogo fra i diversi attori sociali all’interno dei processi comunicativi e di quelli decisionali riguardanti l’insediamento nel territorio di complessi tecnologici.
L’analisi, condotta in Sardegna nel 2011, ha una forma qualitativa e si è basata su interviste semi-strutturate sull’ipotesi di partenza, ovvero che il dibattito sulla costruzione di nuovi parchi eolici rappresenti una richiesta di accedere alla governance del rischio da parte delle comunità locali che si sentono escluse dai processi decisionali.
In partenza si è deciso di analizzare il modo in cui i giornali hanno trattato il tema dell’eolico nel corso del 2010, anno durante il quale è stato dato ampio risalto al dibattito sugli impianti eolici, sia dal punto di vista dell’ impatto ambientale delle pale, sia da quello sui presunti illeciti penali compiuti intorno alla costruzione di nuovi parchi eolici nell’Isola. Lo studio sui mass-media è stato svolto sui due principali quotidiani sardi, L’Unione Sarda e La Nuova Sardegna, con lo scopo di capire se e in che modo la linea seguita dai due giornali potesse aver influenzato il processo comunicativo e le opinioni dei pubblici.
In seguito sono state individuate tre località distinte, legate ai parchi eolici per la loro effettiva presenza e per la forte probabilità di insediamento di nuovi aerogeneratori nel territorio comunale. La scelta è ricaduta su:
  • Is Arenas, al centro di un forte scontro sull’eventualità prospettata di costruire un grande parco eolico al largo della costa;
  • Ulassai, che ospita a poche centinaia di metri dalle abitazione uno dei principali parchi eolici della Sardegna, di proprietà della raffineria Saras;
  • Gergei, nel cui territorio si ipotizza l’installazione di pale eoliche.

Gli individui intervistati sono stati dieci per ogni paese, cinque maschi e cinque femmine.
Da una prima analisi dei dati (lo studio è attualmente in corso) l’ipotesi di partenza sembra confermata: la posizione delle comunità locali pare essere consapevole, incentrata sul rapporto fra i rischi e i benefici percepiti a seguito dell’edificazione di turbine eoliche, con forti richieste di comunicazione e informazione sulla reale utilità che il parco eolico comporta per il territorio che lo ospita. Nonostante siano venute alla luce preoccupazioni legate principalmente a tre fattori (impatto ambientale, inquinamento elettromagnetico e acustico) la maggioranza degli intervistati si dice disposta ad accettare i rischi qualora sussistano prove dei benefici che deriverebbero dall’installazione di pale eoliche.
È ancora da verificare come i parametri riguardanti il genere, l’età e l’istruzione influenzino la percezione della singola persona.
Già a questo punto della ricerca è dunque evidente una forte richiesta di dialogo e partecipazione da parte dei diversi pubblici coinvolti.

Autori:
Andrea Mameli (CRS4, Cagliari)
Gianluca Carta (MCS SISSA, Trieste)
Martina Manieli (MCS SISSA, Trieste)

Wearable technology: l'elettronica indossabile.

elettronica indossabile "Organic electronics on natural cotton fibres" è il titolo di un articolo firmato da Giorgio Mattana e Piero Cosseddu (Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Elettronica dell'Università di Cagliari), Beatrice Fraboni (Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna), George G. Malliaras (Centre Microélectronique de Provence, Ecole Nationale Supérieure des Mines de Saint Etienne, Gardanne), Juan P. Hinestroza (Cornell University, Dept. of Fiber Science and Apparel Design, Ithaca), Annalisa Bonfiglio (Università di Cagliari e CNR Istituto di Nanoscienza di Modena).
Come è stato possibile? I ricercatori hanno sviluppato una nuova tecnica per rivestire i fili di cotone utilizzando un finissimo strato di nanoparticelle d’oro e di polimeri conduttivi e semiconduttivi. Questi strati di materiali costituiscono la struttura del transistor, mediante il quale si regola il flusso di corrente tra due elettrodi attraverso una tensione applicata al terzo elettrodo. I transistor diventano così dei semplici fili di cotone e possono essere lavorati normalmente per la tessitura.
Spiega Annalisa Bonfiglio: "Al posto di fili o nanoparticelle di metallo per la prima volta le ricerche hanno portato all’accoppiamento delle fibre di cotone con un polimero conduttivo, senza intaccare la morbidezza del tessuto. Questi transistor miglioreranno la qualità e la realizzazione dei biosensori indossabili. In futuro potremo avere tessuti ‘intelligenti’ semplici e comodi, in grado di monitorare il battito cardiaco o rilevare la temperatura corporea, utili alla realizzazione di capi per i lavoratori a rischio, per monitorare i pazienti o per atleti che praticano sport estremi”.

Abstract
Nanoscale modification of natural cotton fibres with conformal coatings of gold nanoparticles, deposition of thin layers of the conductive polymer poly(3,4-ethylenedioxithiophene) (PEDOT) and a combination of these two processes were employed to increase conductivity of plain cotton yarns. This innovative approach was especially designed to fabricate two classes of devices: passive devices such as resistors obtained from electrically conductive cotton yarns, and two types of active devices, namely organic electrochemical transistors (OECTs) and organic field effect transistors (OFETs). The detailed electrical and mechanical analysis we performed on treated cotton yarns revealed that they can be used as conductors still maintaining a good flexibility. This study opens an avenue for real integration between organic electronics and traditional textile technology and materials.

24 novembre 2011

Biomimesi: quando scienza e tecnologia si ispirano alla natura

victoria Nel 1851 l'architetto britannico Joseph Paxton si ispirò alle foglie di una ninfea originaria del Brasile, la Victoria amazonica, per progettare il Crystal Palace. Le particolari nervature di questo giacinto acquatico conferiscono alle sue foglie una resistenza tale da rappresentare un eccellente modello geometrico per il palazzo londinese che ospitò la Great Exhibition di quell'anno. Il Crystal Palace costituisce ancora oggi uno dei più celebri esempi di architettura del ferro e viene preso a modello di Biomimesi: l'emulazione del genio della natura. Ogni organismo vivente nel corso della sua evoluzione ha affrontato una serie di condizioni che ne hanno modellato forma e funzioni. Trarre ispirazione da "macchine" collaudate per milioni di anni si rivela una mossa vincente. Il problema è riuscirci. Un esempio classico di successo è quello del Velcro: il metodo di chiusura ideato da Georges de Mestral (brevetto del 1955) in seguito all'osservazione della capacità dei fiori di bardana di aderire ai tessuti grazie ai microscopici uncini. velcro
Chissà ora cosa nascerà dagli studi dei ricercatori delle Università di Oxford e Sheffield sulle caratteristiche della seta naturale: Spider know-how could cut future energy costs (Oxford University, 23 Nov 11). Gli scienziati inglesi hanno dimostrato che la seta naturale è migliaia di volte più efficiente delle fibre sintetiche.
Vedremo cosa nascerà da questa ricerca.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 24 novembre 2011

Spider

22 novembre 2011

"Manuale di sopravvivenza energetica": risparmiare e salvare l'ambiente scientificamente (Sardinia Innovation, 20/11/2011)

Manuale sopravvivenza energetica"Manuale di sopravvivenza energetica": risparmiare e salvare l'ambiente scientificamente
Il giornalista scientifico Andrea Mameli racconta nel suo ultimo libro "Manuale di sopravvivenza energetica" cosa si può fare, nel nostro piccolo, per salvare l’ambiente, come consumare meglio ed essere felici. E' un ricettario di consigli pratici per tutti quelli che hanno a cuore il bilancio economico ed energetico della propria casa e quello ecologico del proprio pianeta. Un manuale da leggere tutto d’un fiato o da tenere sempre in tasca e spulciare all’occorrenza. Bolletta bioraria, solare termico, pannelli fotovoltaici, lampadine, compostiere, batterie ricaricabili, apparecchi in stand-by, forni solari, elettrici e a microonde. Tutte le nostre piccole azioni quotidiane lasciano un’impronta sull’ambiente.
Presentazione di "Manuale di Sopravvivenza Energetica": Venerdì 25 Novembre ore 18, La Feltrinelli Point (Via Paoli, 19 Cagliari); interverranno assieme all'autore il fisico Bruno D'aguanno e l'imprenditrice Daniela Ducato.

21 novembre 2011

Riccardo Signorelli e il supercapacitore. Il futuro dell'immagazzinamento elettrico.

L'organo ufficiale del MIT evidenzia anche l'età, a sottolineare che gli inventori trentenni non sono frequentissimi nanche a Boston: Riccardo Signorelli, 33. Cheap nanotubes for ultracapacitors
Nella figura di Emily Cooper, tratta da Technology Review, vediamo lo schema del capacitore: 1) nanotubi 2) isolante 3) cariche positive 4) cariche negative (Credit: Emily Cooper).
Il supercapacitore è la nuova frontiera dell'accumolo elettrico? E se sì come? I capacitori conservano le cariche elettriche sulla superficie dei conduttori separati dagli isolanti. L'impiego di nanotubi aumenta enormemente la superficie dei conduttori e in questo modo più energia può essere immagazzinata. In altre parole la tradizionale batteria elettrica conserva energia in base a principi elettrochimici mentre il capacitore si basa su principi elettrici grazie. Nel supercapacitore si usano materiali a elevata porosità e altissimo assorbimento, anche grazie all'introduzione di un elettrolita liquido. Di conseguenza la capacità di immagazzinare energia è superiore anche mille volte a quella di un capacitore normale.
Per sviluppare il supercapacitore, con la scommessa di raggiungere il mercato entro due anni, l'impresa di Signorelli (FastCap) ha ottenuto 5,3 milioni di dollari dal governo Usa e da alcuni investitori privati.
Signorelli, diploma all'Istituto Tecnico Industriale Cesare Pesenti di Bergamo e laurea in ingegneria elettrica al Politecnico di Milano, è negli Usa da 11 anni, a partire dalla prestigiosa esperienza del dottorato di ricerca al MIT insieme al direttore del Lees (Laboratory for Electromagnetic and Electronic Systems) Joel Schindall.

20 novembre 2011

Opinioni diverse sul "rientro dei cervelli". Un convegno a Nuoro il 5 dicembre.

Uno sconto fiscale in Italia fino al 31 dicembre 2013: è la scommessa del disegno di legge, denominato «Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia», elaborato dall'associazione culturale TrecentoSessanta e dall’lntergruppo parlamentare per la Sussidiarietà. Approvato al Senato il 23 dicembre 2010, il testo è maturato con una "larga intesa" tra Pdl, Lega, Pd (prima firma: Enrico Letta), Udc e Idv. Contrati ideputati di Futuro e Libertà. Gli articoli sono in tutto otto e puntano a favorire i laureati fino a 40 anni che abbiano maturato esperienze di lavoro all’estero e siano nel contempo desiderosi di rientrare in Italia. Per ottenere gli aiuti occorrerà essere assunti oppure avviare una propria attività d’impresa o di lavoro autonomo, trasferendovi domicilio e residenza, entro tre mesi e per almeno 5 anni. I beneficiari otterrebbero uno sconto sull'Irpef (del 30% per gli uomini, del 20% per le donne). La norma esclude chi abbia già usufruito degli incentivi per il “rientro dei cervelli” stabiliti dal decreto competitività (185/2008) e quelli della cosiddetta "Visco Sud".
Con il nome in codice di "Controesodo" questa proposta di legge ha sollevato una breve discussione su Wired.it: l'11 ottobre 2010 è la volta della deputata del PD Alessia Mosca Sei un cervello in fuga? Torna in Italia e hai lo sconto sulle tasse. Il giorno seguente è stata la volta di Emil Abirascid: "Defiscalizzare gli stipendi dei cervelli all'estero? Non mi convince". Due posizioni molto distanti.
Alessia Mosca: “Il senso degli sconti fiscali è dare un primo segnale. Dimostrare che c’è attenzione al tema e c’è disponibilità ad aiutare in caso di rientro. Gli altri problemi vanno risolti con altri strumenti."
Emil Abirascid: "non si capisce perché un ricercatore che ha fatto un’esperienza all’estero debba godere di vantaggi maggiori rispetto a uno che invece è restato in Italia e si è dato da fare per cercare di sviluppare le sue competenze nel Paese".
Ma non è solo una questione di rientri. Abirascid, come abbiamo fatto anche io e Mauro Scanu nel nostro libro del 2007 ("Scienziati di ventura", edizioni Cuec) sostiene l'importanza del creare il contesto adatto in Italia per diventare punto di accumulazione dei "cervelli": "prima crei l’ambiente ideale - ha dichiarato Emil a Wired.it - perché i cervelli possano esprimersi e solo dopo favorisci l’eventuale rientro che, a quel punto, magari avviene spontaneamente come conseguenza di un terreno favorevole."
L'operazione Controesodo, intanto, è andata avanti e la proposta è diventata legge con il numero 238 (data di nascita: 30 dicembre 2010) ed è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 9 del 13 gennaio 2011. La legge è entrata in vigore il 28 gennaio 2011. Ma a quanto vedo dal sito www.controesodo.it la sua applicazione stenta ancora.
Segnalo, sul tema, il Club dei Creativi: talenti italiani che hanno trovato all'estero la loro espressione migliore.
Dal manifesto dei creativi: "I Creativi italiani nel mondo sono una pietra miliare dell'Italian Style e rappresentano una risorsa preziosa dell'Italia, cui attingere per lo sviluppo economico e culturale del nostro paese. Creare una rete per metterli in relazione tra loro significa valorizzare le risorse all'estero e farle interagire con il sistema produttivo italiano: nell'economia globale non è decisivo il luogo in cui si produce ma le relazioni che si sviluppano."
A mio avviso di questo tema si parla spesso a sproposito e se a legiferare sono coloro che non hanno mai affrontato la scelta di un lavoro, distante o meno da casa, certamente le misure non saranno mai efficacissime.
Questa situazione è fotografata molto bene in un saggio di Lorenzo Beltramen: "Realtà e retorica del Brain Drain in Italia. Stime statistiche, definizioni pubbliche e interventi politici" (il file pdf si trova molto facilmente).
Per parlare di questo spinoso argomento siamo stati chiamati anche io e Mauro Scanu, in virtù della ricerca che abbiamo condotto quattro anni fa con il nostro Scienziati di ventura. "Frenare la fuga dei cervelli è possibile? Nuove strategie per la Sardegna" è il titolo del convegno in programma il 5 dicembre 2011 (nella sala convegni della Camera di Commercio di Nuoro alle 10) organizzato dall'Associazione Piccole e Medie Aziende (APAN) Sardegna.