21 novembre 2011

Riccardo Signorelli e il supercapacitore. Il futuro dell'immagazzinamento elettrico.

L'organo ufficiale del MIT evidenzia anche l'età, a sottolineare che gli inventori trentenni non sono frequentissimi nanche a Boston: Riccardo Signorelli, 33. Cheap nanotubes for ultracapacitors
Nella figura di Emily Cooper, tratta da Technology Review, vediamo lo schema del capacitore: 1) nanotubi 2) isolante 3) cariche positive 4) cariche negative (Credit: Emily Cooper).
Il supercapacitore è la nuova frontiera dell'accumolo elettrico? E se sì come? I capacitori conservano le cariche elettriche sulla superficie dei conduttori separati dagli isolanti. L'impiego di nanotubi aumenta enormemente la superficie dei conduttori e in questo modo più energia può essere immagazzinata. In altre parole la tradizionale batteria elettrica conserva energia in base a principi elettrochimici mentre il capacitore si basa su principi elettrici grazie. Nel supercapacitore si usano materiali a elevata porosità e altissimo assorbimento, anche grazie all'introduzione di un elettrolita liquido. Di conseguenza la capacità di immagazzinare energia è superiore anche mille volte a quella di un capacitore normale.
Per sviluppare il supercapacitore, con la scommessa di raggiungere il mercato entro due anni, l'impresa di Signorelli (FastCap) ha ottenuto 5,3 milioni di dollari dal governo Usa e da alcuni investitori privati.
Signorelli, diploma all'Istituto Tecnico Industriale Cesare Pesenti di Bergamo e laurea in ingegneria elettrica al Politecnico di Milano, è negli Usa da 11 anni, a partire dalla prestigiosa esperienza del dottorato di ricerca al MIT insieme al direttore del Lees (Laboratory for Electromagnetic and Electronic Systems) Joel Schindall.

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