16 gennaio 2012

Conclusa la spedizione Mini Darwin in Argentina

Mini Darwin Argentina Sissa Medialab Trieste, 16 gennaio 2012 - Sono rientrati in Italia i giovanissimi esploratori che hanno partecipato alla spedizione Mini Darwin, svoltasi dal 26 dicembre al 9 gennaio in Argentina, sulle tracce del viaggio di Charles Darwin. Realizzata da Sissa Medialab - con la collaborazione del Museo delle Scienze di Trento, il patrocinio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Oceanografia Sperimentale (OGS) di Trieste, del Comune e della Provincia di Trieste, e il supporto tecnico di Metamondo Tour Operator - la spedizione ha portato sette bambini (italiani e argentini, dai 9 ai 12 anni). I bambini erano accompagnati dal paleontologo Marco Avanzini e dal biologo Alfred Beran.
In un viaggio di oltre 4500 chilometri i Mini Darwin hanno scoperto alcune delle meravigliose testimonianze della storia della vita sulla Terra e hanno rielaborato i processi geologici e biologici che hanno portato al mondo che conosciamo oggi. Giganotosauro
«Darwin, nel suo viaggio intorno al mondo a bordo del brigantino Beagle - commenta Simona Cerrato, coordinatrice del progetto - è stato tra i primi a scoprire e descrivere queste meraviglie. Rivivere l’avventura del grande scienziato, calpestando i luoghi dove è stato tra il 1832 e il 1835, è stata una grande emozione. E non solo per i bambini» .
Con i fuoristrada messi a disposizione dal Parco Naturale e dall’Università di Punta Alta i Mini Darwin hanno raggiunto la spiaggia di Monte Hermoso, proprio dove Darwin rimase tre giorni senza provviste a causa delle avverse condizioni meteorologiche.
«Qui abbiamo scoperto un fossile di megaterio, una specie di bradipone gigante estinto: lo abbiamo estratto dal terreno con l’aiuto del martello da geologo» racconta con entusiasmo Matilde, 12 anni. Scorpiovenator
A Pehuen-Co, invece, i bambini hanno riscoperto le tracce di un’antica passeggiata di megateri e uccelli: dove un tempo c’era un fiume, gli animali si abbeveravano e hanno lasciato le loro tracce sulle sponde fangose.
«A partire dalle impronte sulla sabbia abbiamo provato a calcolare, come fanno oggi i paleontologi, la velocità e le dimensioni di quegli animali» continua Matilde.
Il viaggio è proseguito fino alla Valle dei Dinosauri, dove hanno potuto ammirare i giganti della Terra: al Museo “Ernesto Bachman” di Villa El Chocón i resti (completi all’80%) del Giganotosauro carolinii, il più grande carnivoro esistito, e al Museo “Carmen Funes” di Plaza Huincul l’Argentinosaurus huinculensis. Barreales
Al Centro Paleontológico Lago Barreales i giovani esploratori sono stati con i paleontologi che stanno studiando il Futalognkosaurus dukei, un bestione di quasi 34 metri, e hanno partecipato agli scavi attualmente in corso.
Sulle Ande, superando un guado perché la strada era stata spazzata via dal fango, hanno raggiunto il Bosque Darwin, un bosco fossile pietrificato scoperto da Darwin stesso e che oggi porta il suo nome, e hanno visitato il Puente del Inca, un’impressionante formazione geologica sospesa sulla valle del Rio las Cueva. Sulla via del ritorno verso Buenos Aires non poteva mancare una giornata a cavallo. Come Darwin, che viaggiava a cavallo di posta in posta, i Mini Darwin si sono cimentati nell’equitazione assistiti dai gauchos della estancia Isabela.
Tutto il viaggio è stato documentato giorno per giorno sul sito www.minidarwin.it con video, foto e racconti. Sono in preparazione materiali didattici, giochi, un documentario e un libro.

Simona Regina. Ufficio Stampa SISSA

MiniDarwin

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