30 gennaio 2012

L'esercizio musicale aiuta a mantenere il cervello giovane. Nina Kraus (Auditory Neuroscience Laboratory) spiega perché

Nina Kraus Nina Kraus insegna Neurobiologia e Fisiologia, Scienze della Comunicazione, Otorinolaringologia alla Northwestern University (USA) e dirige il laboratorio di ricerca Auditory Neuroscience Laboratory dove si indaga in tutte le direzioni nei rapporti fra cervello e udito, con un approccio multidisciplinare.
L'11 maggio 2011 la rivista PLoS One ha pubblicato un articolo di Nina Kraus dal titolo: "Musical Experience and the Aging Auditory System: Implications for Cognitive Abilities and Hearing Speech in Noise". Secondo questo studio l'educazione musicale protratta per tutto l'arco della vita consente di rallentare il decadimento cognitivo associato con l'invecchiamento. In altre parole, chi suona uno strumento sembra conservare meglio la memoria e la capacità di ascoltare il parlato in presenza rumori di fondo. Nina Kraus e i suoi colleghi hanno valutato la capacità di distinguere il parlato in ambienti rumorosi, la memoria di lavoro uditiva, quella visiva e i tempi di elaborazione cerebrale legata all'udito in 18 musicisti e 19 "non musicisti" di età compresa fra 45 e 65 anni. Il risultato? Chi aveva iniziato a suonare uno strumento intorno ai 9 anni, continuando per tutta la vita, ha ottenuto i risultati migliori. Solo nel caso della memoria di lavoro visiva le prestazioni erano pressoché uguali.
Il 7 gennaio 2012 la rivista Neurobiol of Aging ha pubblicato un nuovo articolo di Nina Kraus "Musical experience offsets age-related delays in neural timing" in cui vengono fornire per la prima volta le prove biologiche che dimostrano un impatto dell'esperienza musicale sui processi di invecchiamento: coloro che hanno suonato per tutta la vita mostrano di essere molto più svelti nelle risposte ai suoni rispetto ai non musicisti anche se più giovani.

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