23 dicembre 2012

105 anni di simpatia. Zia Consola Melis e il segreto (non segreto) della longevità

Mi sorprende già dai primi istanti del nostro incontro, nella sua casa di Perdasdefogu, 2200 abitanti, 600 metri sul livello del mare, un'ora e mezza di strada da Cagliari.
Zia Consola mi sorprende per lo sguardo vispo e la stretta di mano vigorosa. E non solo.
Ma prima di illustrare la mia sorpresa rispondo a una domanda fondamentale. Chi è questa questa donna minuta che io chiamo zia? Io la chiamo zia perché Eleonora Mameli (mamma di zia Consola) era sorella del padre di Felice Mameli (mio nonno).
Ora, già il fatto che Consolata, nota Consola, sia nata nel 1907, basterebbe da solo a spiegare l'emozione dell'incontro. Se poi ai 105 anni di Consolata sommiamo quelli dei fratelli e delle sorelle (Claudia 99, Maria 97, Antonio 93, Concetta 91, Adolfo 89, Vitalio 86, Fida Vitalia 81, Mafalda 78) otteniamo 818 anni, ovvero una media di 90,8 anni a testa, numero entrato ufficialmente nel Guinness World Records. Proprio così: quella di zia Consola è la famiglia più longeva del mondo. E quando le chiedo se sa dirmi qual'è il segreto della sua longevità zia Consola mi risponde, rigorosamente in sardo, che il suo segreto è non avere segreti.
Sarà perché nella sua vita ha lavorato molto (ho letto in un'intervista che a 86 anni zia Consola zappava l'orto e portava la legna in spalla), perché ha cresciuto 14 figli o perché la sua vita è rallegrata da 24 nipoti e 25 pronipoti, o per la somma di questi fattori, di fatto io ho trovato in questa donna una serenità fuori dall'ordinario.
E a chi le chiede quali soddisfazione prova quando viene intervistata da giornalisti di tutto il mondo lei risponde che la soddisfazione vera è stata quella di essere benvoluti da tutti, anche se si era poveri.
Zia Consola soprende per il senso dell'umorismo che dimostra, nel senso che trova le battute e ha i tempi giusti per farle. Ma anche per il fatto che rammenda, infilando l'ago senza difficoltà, e cucina (in particolare i dolci tradizionali).
Ma la sopresa maggiore me la riserva quando esclama decisa "Assimbillara tottu a Felici". E dopo aver sottolineato la somiglianza tra me e nonno Felice racconta qualche piccolo aneddoto di quand'era bambina, ovvero di un secolo fa. La memoria di zia Consola mi colpisce e provo a pensare se ho qualche probabilità di invecchiare come lei...
Ora, assumendo che per ogni generazione di distanza fra due persone la quota di genoma condivisa si dimezza (50% tra genitori e figli, 25% fra nonni e nipoti, del 12,5% tra cugini) e sapendo che zia Consola è nipote di mio bisnonno allora il calcolo del patrimonio genetico che potrei condividere con lei si calcola facilmente. Quindi, dato che nella relazione zio-nipote si condivide il 25%, nel rapporto tra bisnonno e nipote si condivide il 12.5% allora io e Consolata Melis condividiamo il 3,1% del patrimonio genetico.
E ora che lo so? Ora devo solo sperare che dentro questa percentuale ci sia qualcosa che mi possa permettere di invecchiare bene.

Grazias meda, zia Consola.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it

Ringrazio di cuore Virginia Marci, Giacomo Mameli, Serena Sanna e i figli di zia Consola, per avermi aiutato a incontrarla e a ragionare sui miei rapporti di parentela con lei e le eventuali implicazioni genetiche... :-)

1 commento:

Gianfranco Meloni ha detto...

Mi sono imbattuto in questo bello e simpatico articolo proprio oggi, primo dell'anno!!
Speriamo che sia di buon auspicio e che possiamo tutti arrivare agli annie, soprattutto, alla lucidità di zia Consola!!!
A medas annos sa die de oje!