10 dicembre 2012

Nazca: non tracce celesti ma itinerari terreni. Uno studio pubblicato su Antiquity (Dicembre 2012).

Hanno camminato per 1.500 chilometri nel deserto di Nazca seguendo le linee tracciate fra il 100 AC e il 700 DC.
E ora, dopo 5 anni, l'archeologo Nicholas Saunders (University of Bristol) e l'archeoastronomo Clive Ruggles (University of Leicester) hanno presentato i risultati delle loro ricerche: lo studio è stato pubblicato sull'ultimo numero della rivista Antiquity.
Saunders e Ruggles hanno scoperto un nuovo disegno finora nascosto, creato non per essere visiblie dal cielo, come ci eravamo ormai abituati a pensare, ma come effetto inconsapevole di un movimento di uomini e animali. Un movimento ripetuto per secoli, legato forse a motivi rituali, le cui tracce hanno indotto alcuni a ipotizzare scenari fantasiosi come forme di comunicazione con civiltà extraterrestri.
A conclusioni simili era giunto, nel 2009, l'archeologo tedesco Tomasz Gorka, secondo il quale le linee di Nazca erano sentieri rituali.
Andrea Mameli 10 Dicembre 2012 www.linguaggiomacchina.it
Desert labyrinth: lines, landscape and meaning at Nazca, Peru
Antiquity. Volume: 86 (Dec. 2012) Number: 334 Page: 1126–1140
Clive Ruggles and Nicholas J. Saunders
Abstract
The shapes drawn out by the famous Nazca lines in the Peruvian desert are at their most evident from the air—giving rise to some famously fantastic theories about their origin. The new understanding offered here is the result of a piece of straightforward brilliance on the part of our authors: get down on the ground, where the original users were, and see where your feet lead you. Using stratigraphic and taphonomic reasoning to decide which lines were contemporary, they discover an itinerary so complex they can justify calling it a labyrinth, and see it as serving ceremonial progressions.

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