03 marzo 2012

Cane giuda camion. Fa notizia?

Cane giuda camion. Londra, 28 febbraio 2012.
london cane londra camion

Sembra proprio un cane alla guida di un camion. E farebbe certamente notizia.
Ma la foto è scattata per le strade di Londra e il cane occupa il sedile del passeggero. Niente notizia. Peccato che a volte cose simili nell'acquistare "popolarità" su facebook divengano poi notizie esse stesse. Peggio ancora quando la fonte (o presunta tale) è un quotidiano o un'agenzia di stampa (e i loro siti web, of course)...
Lo storico Marc Bloch nel saggio "Riflessioni d’uno storico sulle false notizie della guerra" («Revue de synthèse historique», 1921) scrive: "Perché la leggenda nasca, sarà ormai sufficiente un avveni­mento fortuito: una percezione inesatta, o meglio ancora una per­cezione inesattamente interpretata".
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 3 marzo 2012

Neanderthal navigarono tra le isole greche Kefallinia e Zakynthos. Uno studio pubblicato su Journal of Archaeological Science.

Neanderthal trip I Neanderthal affrontarono il mare tra 110 mila e 35 mila anni fa. Lo afferma uno studio pubblicato il 10 febbraio 2012 sulla rivista Journal of Archaeological Science.
George Ferentinos e i suoi colleghi del Laboratorio di geologia marina e oceanografia fisica del'Università di Patrasso (Greece) hanno trovato che il livello del Mediterraneo circa 100 mila anni fa era nolto più basso del livello attuale. La presenza dei Neanderthal viene indicata dagli strumenti in pietra di tipo Mousteriano (dal sito di Le Moustier, un riparo in roccia nella regione francese della Dordogna, introdotto da G. de Mortillet nel 1872).
Estremamente interessanti i commenti a questa scoperta sul blog The Subversive Archaeologist: Iain Davidson Guest Comment: Seafaring Neanderthals? (March 2, 2012). Senza discutere la preparazione e la competenza degli autori del paper l'archeologo Iain Davidson pone alcuni interrogativi sulla reale consistenza dei trasferimenti su acqua e conclude così: "If we accept all of the other unsubstantiated assumptions involved in this paper, we may simply be looking at crossings that must have been commonplace at the time modern humans were moving out of Africa." (Iain Davidson, March 3, 2012)
Ecco il link all'articolo originale, firmato da George Ferentinos, Maria Gkioni, Maria Geraga, George Papatheodorou, Early seafaring activity in the southern Ionian Islands, Mediterranean Sea. Il paper, pubblicato su Journal of Archaeological Science, è online dal 10 Febbraio 2012.
Neanderthal Abstract
This paper summarises the current development in the southern Ionian Islands (Kefallinia and Zakynthos) prehistory and places it within the context of seafaring. Archaeological data from the southern Ionian Islands show human habitation since Middle Palaeolithic going back to 110 ka BP yet bathymetry, sea-level changes and the Late Quaternary geology, show that Kefallinia and Zakynthos were insular at that time. Hence, human presence in these islands indicates inter island-mainland seafaring. Seafaring most likely started some time between 110 and 35 ka BP and the seafarers were the Neanderthals. Seafaring was encouraged by the coastal configuration, which offered the right conditions for developing seafaring skills according to the “voyaging nurseries” and “autocatalysis” concepts.
Approfondimenti:

Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 3 marzo 2012

02 marzo 2012

Come riusare circuiti elettronici

riuso elettronica Circuiti elettronici diventano copertine di quaderni (Andrea Mameli, Natural History Museum, Londra, febbraio 2012)

01 marzo 2012

Bambini a lezione (giocosa) di paleontologia al Natural History Museum di Londra

bambini al museo bambini al museo di storia naturale Non capita tutti i giorni di visitare un museo in compagnia di un esperto. Il 27 febbraio 2012 la fortuna è toccata a cinque bambini, portati al Natural History Museum di Londra, per seguire la lezione (giocosa) del paleontologo Gian Luigi Pillola (Università di Cagliari). Ai cinque bambini, provenienti da Cagliari, è stata illustrata la sezione Our Place in Evolution all'interno della quale, in appena un'ora, è stato percorso il lungo cammino da Homo erectus a Homo sapiens.
Dopo alcune ore il professor Pillola, con la collaborazione di due suoi studenti del corso di Museologia Naturalistica, ha chiesto ai bambini di raccontare cosa avevano imparato.
Un'esperienza interessante e divertente, che i cinque bambini non dimenticheranno facilmente.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 1 marzo 2012

Cinque bambini al Natural History Museum
bambini al museo
bambini al museo
bambini al museo

Frammenti di Sardegna a Londra: minerali del Sulcis nelle teche del Natural History Museum

Natural History Museum, London
Minerals

allophane Mameli 2012
azurite Mameli 2012
green crystals Mameli 2012

Andrea Mameli

29 febbraio 2012

Luca Novelli porta in Sardegna i suoi Lampi di Genio

Luca Novelli ritorna in Sardegna, sei anni dopo la fortunata esperienza del Festival Tuttestorie: sarà a Botolana il 5 marzo e a Macomer il 6. L'occasione è il ciclo di incontri Lampi di Genio.

Di Luca Novelli (Premio Nazionale Legambiente 2001 un libro per l'ambiente, Premio Andersen 2004 come migliore autore di divulgazione scientifica, Premio Legambiente per la collana Lampi di Genio
2004) segnalo l'ultimo libro: L'Ipotesi FitzRoy. Cacciatori di Diluvi (Rizzoli). Uba storia poco (o per nulla) conosciuta in Italia, la storia del capitano Robert FitzRoy, compagno di viaggio di Darwin e climatologo ante litteram, ossessionato dal Diluvio Universale. Per verificare l’ipotesi di FitzRoy Luca Novelli è salito sul monte Ararat: il diario di viaggio illustrato costituisce questo libro, rilegato come una moleskina.

28 febbraio 2012

Ötzi: nuovi risultati dagli studi del genoma pubblicati su Nature Communications (28 febbraio 2012)

Museo Bolzano Ötzi Il 28 marzo 1998 ho avuto la fortuna di visitare il Museo Archeologico di Bolzano. Il reperto principale era Ötzi, la mummia di Similaun. Oggi Ötzi fa di nuovo notizia, grazie ai risultati di uno studio condotto dai ricercatori dell'Accademia Europea di Bolzano (Institute for Mummies and the Iceman, EURAC) e di due Istituti di genetica umana delle Università di Tubinga e dello Saarland. L'articolo, pubblicato su "Nature Communications", si basa sull'analisi del genoma completo dell'uomo vissuto 5 mila anni fa. Una delle scoperte più interessanti è che la mummia evidenzia una predisposizione genetica e uno dei sintomi dell'arteriosclerosi. L’analisi del genoma di Ötzi ha inoltre evidenziato tracce di borrelia, una famiglia di batteri che provoca una malattia infettiva trasmessa dalle zecche.
Un risultato di rilievo è anche l'appartenza di Ötzi a un aplogruppo Y molto raro in Europa (oggi presente in Sardegna e in Corsica), così come altre sue caratteristiche: aveva gli occhi marroni, i capelli castani e soffriva di intolleranza al lattosio. Quest’ultima scoperta avvalora l’ipotesi che l’intolleranza al lattosio potesse essere diffusa anche 5.000 anni fa.

 
Andrea Mameli 28 febbraio 2012 www.linguaggiomacchina.it

Foto:
1) Reconstruction by Kennis (© Südtiroler Archäologiemuseum, Foto Ochsenreiter): la nuova
ricostruzione dell'Iceman esposta al Museo Archeologico dell'Alto Adige.
2) Dr. Egarter, Dr. Zink sampling (© Samadelli Marco/EURAC): Eduard Egarter-Vigl
(sinistra) e Albert Zink (destra) durante il prelievo di campioni nel novembre 2010.


New insights into the Tyrolean Iceman's origin and phenotype as inferred by whole-genome sequencing. Nature Communications 3. Article number: 698 doi:10.1038/ncomms1701. Received 28 October 2011. Accepted 24 January 2012. Published 28 February 2012.
Abstract
The Tyrolean Iceman, a 5,300-year-old Copper age individual, was discovered in 1991 on the Tisenjoch Pass in the Italian part of the Ötztal Alps. Here we report the complete genome sequence of the Iceman and show 100% concordance between the previously reported mitochondrial genome sequence and the consensus sequence generated from our genomic data. We present indications for recent common ancestry between the Iceman and present-day inhabitants of the Tyrrhenian Sea, that the Iceman probably had brown eyes, belonged to blood group O and was lactose intolerant. His genetic predisposition shows an increased risk for coronary heart disease and may have contributed to the development of previously reported vascular calcifications. Sequences corresponding to ~60% of the genome of Borrelia burgdorferi are indicative of the earliest human case of infection with the pathogen for Lyme borreliosis.

Authors: Andreas Keller, Angela Graefen, Markus Ball, Mark Matzas, Valesca Boisguerin, Frank Maixner, Petra Leidinger, Christina Backes, Rabab Khairat, Michael Forster, Björn Stade, Andre Franke, Jens Mayer, Jessica Spangler, Stephen McLaughlin, Minita Shah, Clarence Lee, Timothy T. Harkins, Alexander Sartori, Andres Moreno-Estrada, Brenna Henn, Martin Sikora, Ornella Semino, Jacques Chiaroni, Siiri Rootsi, Natalie M. Myres, Vicente M. Cabrera, Peter A. Underhill, Carlos D. Bustamante, Eduard Egarter Vigl, Marco Samadelli, Giovanna Cipollini, Jan Haas, Hugo Katus,
Brian D. O'Connor, Marc R.J. Carlson, Benjamin Meder, Nikolaus Blin, Eckart Meese, Carsten M. Pusch & Albert Zink

Initial genetic analysis reveals Ötzi predisposed to cardiovascular disease (Eurac Research, Feb 28, 2012)
Initial genetic analysis reveals Ötzi predisposed to cardiovascular disease
Scientific magazine “Nature Communications” publishes new findings about physiognomy, ethnic origin and predisposition towards illness of the world’s oldest glacier mummy

27 febbraio 2012

Uranio nel granito svelato dal contatore Geiger. (Natural History Museum, Londra)

Il contatore Geiger al Natural History Museum di Londra posto accanto a un blocco di granito della Namibia contenente uranio.

"Press the button to hear the radioactivity register on the Geiger counter"
(Granite, Rossing uranium mine, Swakopmund, Namibia) Donateb by RTZ PLC.

Rössing Uranium Project, Namibia
The Rossing Uranium mine is located 70km north-east of Swakopmund in Namibia, Africa. It is the fifth largest producer of uranium in the world and accounts for about 8% of the world's uranium oxide production. The licence area of the mine is 180km2 of which 20km2 are used for mining, waste disposal and processing.

Earthquake room. Natural History Museum, London.

Kobe earthquakeEarthquake room: simulazione del terremoto di Kobe (Giappone). Natural History Museum, Londra. La visita a questa stanza della sezione geologica (The Power Within, Red Zone) del museo fa percepire cosa si prova a sentirsi vibrare la terra sotto i piedi. L'esperienza si svolge in un supermercato con carrelli e merce che trema negli scaffali.



Simulation of the Kobe earthquake (Japan). Natural History Museum, London (The Power Within, Red Zone).

Mamelivideo 2012.

26 febbraio 2012

Strisce e semafori a Londra (Andrea Mameli, 26 febbraio 2012)

strisce beatles Le strisce pedonali di Abbey Road, quelle della copertina di Abbey Road, l’undicesimo album dei Beatles, potrebbero tra non molto diventare le sole "zebre" di Londra. Oggi sono considerate pericolose, quando non corredate di apposito semaforo. Così a Londra vengono progressivamente smantellate. Ma per il British Heritage quelle di Abbey Road sono un monumento nazionale di classe II. Del resto le prime strisce pedonali nacquero proprio in Inghilterra, a Slough, nel Berkshire, il 31 ottobre 1951.
Beatles' Abbey Road zebra crossing given listed status
Ma questi giorni a Londra ho notato altre due cose. Primo: il semaforo per i pedoni dura pochissimo. Secondo: al posto dell'intermittenza si spegne. Proprio così: tra il verde e il rosso ora c'è il nero. Perché? Il primo punto si spiega con l'esigenza di snelire il traffico della capitale inglese. Il secondo si lega probabilmente alla necessità di dissuadere il pedone dall'intenzione di attraversare: se vedo l'ometto verde lampeggiare mi viene fretta ma passo, mentre se non vedo nulla sarò portato a fermarsi e attendere.
Hurry up and cross… Boris to put green man on a timer

semafori Londra Ci sono poi i semafori che avvisano l'automobilista che sta per scattare il verde. In assoluto non sono una novità (li ho visti in Svizzera circa 15 anni fa e so che esistono anche in Austria, Germania e Olanda) ma vederli a Londra mi ha fatto una bella impressione.
Quello che ho immortalato oggi a Londra non lontano da Piccadilly Cirscus (foto qui a sinistra) sta avvisando che il rosso sta per concludersi.
Leggo cronache di tre mesi fa e scopro che la decisione del sindaco di Londra di abolire le strisce zebrate e di ridurre i tempi di attraversamento, allo scopo di snellire il traffico e di renderlo più sicuro, ha suscitato polemiche. Ma è anche vero che molti londinesi attraversano con il rosso, ma da quel che vedo in maniera tutto sommato non caotica, o almeno così mi sembra.
Andrea Mameli 26 febbraio 2012 www.linguaggiomacchina.it