10 marzo 2012

Meteoriti rivelano altri metodi di assemblaggio delle componenti della vita. Nuove scoperte su "Meteoritics and Planetary Science".

Meteorite Antartide Gli elementi costitutivi della vita possono assemblarsi in diversi modi. La nuova ricerca condotta dalla NASA (Astrobiology Analytical Laboratory, Goddard Space Flight Center di Greenbelt, nel Maryland) si basa sui dati raccolti su 14 a meteoriti trovati in Antartide, come quello nella foto a sinistra (credits: Antarctic Search for Meteorites program, Case Western Reserve University). Questi meteoriti sono ricchi di carbonio, aminoacidi e minerali. In particolare questi ultimi risultavano essere stati sottoposti a temperature superiori a 1100 gradi centigradi. In precedenza gli amminoacidi erano stati creati a partire da acqua, aldeidi, chetoni, ammoniaca e cianidrine implicate nella sintesi di Strecker rinvenuti in meteoriti che risultavano essere stati stati creati a temperature basse.
Aaron Burton «Anche se avevamo già trovato amminoacidi - ha dichiarato Aaron Burton, ricercatore della NASA (nella foto) - in meteoriti ricchi di carbonio, non ci aspettavamo di trovare proprio questi gruppi, in quanto le alte temperature normalmente tendono a distruggere gli aminoacidi. Tuttavia, il tipo di amminoacidi abbiamo che scoperto in questi meteoriti indica che sono stati prodotti da un diverso, ad alta temperatura di processo come loro asteroidi madri gradualmente raffreddato».
Burton è autore di un articolo su questa scoperta pubblicato su Meteoritics and Planetary Science nel quale viene identificato nei 14 meteoriti soggetti a alterazioni termiche: A propensity for n-ω-amino acids in thermally altered Antarctic meteorites
Abstract
Asteroids and their fragments have impacted the Earth for the last 4.5 Gyr. Carbonaceous meteorites are known to contain a wealth of indigenous organic molecules, including amino acids, which suggests that these meteorites could have been an important source of prebiotic organic material during the origins of life on Earth and possibly elsewhere. We report the detection of extraterrestrial amino acids in thermally altered type 3 CV and CO carbonaceous chondrites and ureilites recovered from Antarctica. The amino acid concentrations of the thirteen Antarctic meteorites ranged from 300 to 3200 parts-per-billion (ppb), generally much less abundant than in amino acid-rich CI, CM, and CR carbonaceous chondrites that experienced much lower temperature aqueous alteration on their parent bodies. In contrast to low-temperature aqueously altered meteorites that show complete structural diversity in amino acids formed predominantly by Strecker–cyanohydrin synthesis, the thermally altered meteorites studied here are dominated by small, straight-chain, amine terminal (n-ω-amino) amino acids that are not consistent with Strecker formation. The carbon isotopic ratios of two extraterrestrial n-ω-amino acids measured in one of the CV chondrites (δ13C approximately −25‰) are consistent with 13C-depletions observed previously in hydrocarbons produced by Fischer-Tropsch type reactions. The predominance of n-ω-amino acid isomers in thermally altered meteorites hints at cosmochemical mechanisms for the preferential formation and preservation of a small subset of the possible amino acids.

Meteorites Reveal Another Way to Make Life's Components

09 marzo 2012

Riconoscere gli oggetti: capacità umane ancora non eguagliate dalle macchine. Un articolo su Journal of Neuroscience offre nuovi scenari.

Davide Zoccolan SISSA Cosa c'è alla base del riconoscimento visivo degli oggetti che ci circondano? Per tentare di rispondere a questa fondamentale domanda Davide Zoccolan (nella foto), direttore del Laboratorio di neuroscienze visive della Sissa di Trieste, insieme a James DiCarlo (MIT) e Nicole Rust (Università della Pennsylvania), hanno condotto uno studio, culminato in un articolo pubblicato su Journal of Neuroscience. Il riconoscimento visivo è un processo di elaborazione dell'informazione estremante complesso: nei primati non umani metà della corteccia cerebrale è destinata allo svolgimento di compiti visivi. Zoccolan e il suo team hanno scoperto recentemente che anche i ratti riescono a codificare in modo invariante gli oggetti, il loro sistema visivo è in grado cioè di identificare un oggetto nonostante appaia di volta in volta in posizioni, dimensioni e contesti differenti.
«Noi - spiega Zoccolan dal 2009 alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste - siamo in grado di classificare e identificare gli oggetti, indipendentemente dagli inifiniti modi in cui possono presentarsi davanti ai nostri occhi: per la posizione, l’orientamento, la dimensione, il contesto e le condizioni di illuminazione. E riusciamo a farlo in poche centinaia di millisecondi. La comprensione dei meccanismi neuronali che consentono al cervello di interpretare la straordinaria ricchezza di informazioni visive rappresenta non solo una delle maggiori sfide delle neuroscienze sistemiche e computazionali, ma anche un passo fondamentale verso lo sviluppo di sistemi di visione artificiale»
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it
fonte: ufficio stampa Sissa, Trieste, 8 marzo 2012


How does the brain solve visual object recognition?
Dicarlo JJ, Zoccolan D, Rust NC.
Mounting evidence suggests that 'core object recognition,' the ability to rapidly recognize objects despite substantial appearance variation, is solved in the brain via a cascade of reflexive, largely feedforward computations that culminate in a powerful neuronal representation in the inferior temporal cortex. However, the algorithm that produces this solution remains poorly understood. Here we review evidence ranging from individual neurons and neuronal populations to behavior and computational models. We propose that understanding this algorithm will require using neuronal and psychophysical data to sift through many computational models, each based on building blocks of small, canonical subnetworks with a common functional goal.

08 marzo 2012

Hallucigenia, mon amour

Hallucigenia question (Natural History Museum)

Hallucigenia Natural History Museum

Hallucigenia model (Andrea Mameli, 2009)

Hallucigenia Mameli 2009 prepation
Hallucigenia Mameli 2009 complete
Hallucigenia, creatura delle meraviglie (blog Linguaggio Macchina, 29 marzo 2009)

07 marzo 2012

Laser a elettroni liberi: accordo tra ENEA e Sincrotrone Trieste

FERMI@Elettra Un laser a elettroni liberi (Free Electron Laser) in grado di produrre lampi brevissimi di luce coerente in un intervallo di lunghezze d’onda che va dall'ultravioletto ai raggi X è l'obiettivo dell'accordo stipulato tra l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) e la Società Consortile per Azioni Sincrotrone Trieste. In questo tipo di laser la radiazione viene emessa da un fascio di elettroni liberi, accelerati a velocità relativistiche, che interagisce con una struttura magnetica detta ondulatore magnetico (e non viene dagli elettroni di un sistema atomico opportunamente eccitato come nei laser convenzionali). Il laser a elettroni liberi emette impulsi di luce brevissimi, dell'ordine di qualche decina di femtosecondi, e luminosissimi: fino a 100 miliardi di miliardi di volte più luminosi del sole. La sorgente così ottenuta può essere usata per fotografare con precisione le proprietà dinamiche dei materiali: le fasi istantanee di una reazione chimica e gli stati transitori della materia. L’ENEA e la Sincrotrone Trieste hanno firmato una convenzione triennale allo scopo di estendere e consolidare i rapporti di collaborazione. Personale dell’ENEA parteciperà allo sviluppo della nuova sorgente FERMI@Elettra realizzata a Trieste.
Ricercatori della società Sincrotrone Trieste parteciperanno alla progettazione e alla realizzazione della sorgente di tipo FEL denominata CAESAR (Comprehensive Advanced Electron Source Amplified Radiation) operante nella regione spettrale complementare a FERMI (Terahertz – Ultravioletto).
La collaborazione punta a offrire alla comunità scientifica e all’industria radiazione coerente, nell’intervallo compreso fra i Terahertz i Raggi X,.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it
Fonte: ufficio stampa ENEA, 5 marzo 2012

Inv-factor anche tu genio, terza edizione. Scadenza iscrizioni: 15 aprile 2012.

Inv-factor. Anche tu genio Nelle precedenti due competizioni il premio "Inv-factor. Anche tu genio" ha prodotto alcuni brillanti risultati, come le scarpe che recuperano energia e ricaricano dispositivi elettronici, la bicicletta solare, l’androide che gioca a morra.
La competizione, organizzata dall’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Consiglio nazionale delle ricerche (Irpps-Cnr), è destinata agli studenti delle scuole superiori. Per partecipare è sufficiente compilare il modulo di iscrizione entro il 15 aprile 2012.
«Le tecnologie pervenute nel 2010 e nel 2011 sono 69 - spiega la responsabile del progetto Inv-factor, Rossella Palomba (Irpps-Cnr) - un dato che rivela una realtà scolastica creativa e intraprendente, da conoscere e valorizzare, e il successo del nostro evento, che ha lo scopo di valorizzare il talento dei ragazzi avvicinandoli al mondo della scienza. L’auspicio è che sempre più scuole aderiscano all’iniziativa».
I tre vincitori selezionati saranno invitati a mostrare le loro realizzazioni in occasione della manifestazione "Light 2012 - Accendi la luce sulla scienza", che si terrà il 28 settembre nel Planetario di Roma.
«Il nostro auspicio - sottolinea Rossella Palomba - è anche che ci sia maggiore sensibilità e apertura da parte degli imprenditori a brevettare le invenzioni dei ragazzi, come è successo per le scarpe che convertono l'energia meccanica prodotta dalla camminata in energia elettrica per ricaricare cellulari. Queste calzature sono state tradotte in brevetto grazie al supporto dell’Istituto di chimica dei composti organometallici (Iccom) del Cnr di Pisa e di un’azienda del settore calzaturiero».
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it
Fonte: CNR, Roma, 7 marzo 2012

06 marzo 2012

Con Novelli il diluvio è universale (L'Unione Sarda, 6 marzo 2012)

Luca Novelli ritorna in Sardegna. Sei anni dopo la fortunata esperienza del Festival Tuttestorie di Cagliari e tre anni dopo la partecipazione al Festival di Gavoi, lo scrittore (Premio Nazionale Legambiente 2001 per il miglior libro dedicato alla difesa dell'ambiente, Premio Andersen 2004 come migliore autore di divulgazione scientifica, Premio Legambiente per la collana Lampi di Genio nel 2004) è stato invitato dall'Unione di Comuni del Marghine e dal Servizio bibliotecario associato dei Comuni di Birori, Bolotana, Borore, Bortigali, Lei, Macomer, Noragugume, Silanus e Sindia. Ieri Novelli è stato protagonista di un incontro con i lettori a Botolana, mentre oggi sarà a Macomer (alle 18.30 nella Biblioteca Comunale). Gli incontri ruotano intorno all'ultimo libro di Novelli: “L'Ipotesi FitzRoy. Cacciatori di Diluvi” (Rizzoli, 2011) dedicato alla storia del capitano del compagno di viaggio di Darwin, Robert FitzRoy, ossessionato dal Diluvio Universale. Per scriverlo è stata necessaria un'incursione sul monte Ararat: così è nato un diario di viaggio accattivante, come i precedenti volumi di Novelli dedicati ai viaggi di Darwin, splendidamente illustrato e rilegato come una moleskina.
Perché racconta questa storia?
«Il clima sta cambiando. Credo che ormai sia una opinione condivisa da tutti. Ma è cambiato varie volte durante la storia dell'umanità, talvolta in modo drammatico, causando migrazioni ed estinzioni di massa. Il capitano Robert FitzRoy è stato il primo meteorologo a occuparsi seriamente di clima livello globale. Era però convinto che la Terra, come racconta la Bibbia, fosse stata oggetto di un Diluvio Universale. Durante le tappe del mio Viaggio con Darwin, dal 2005 al 2009, ho più volte visto i paesaggi e i resti delle grandi creature estinte con i suoi occhi. Ho pensato di andare alle origini del mito, facendo una ricerca e una chiacchierata sui cambiamenti climatici degli ultimi 40.000 anni, soprattutto nel Mediterraneo. È un viaggio che avrebbero fatto volentieri Darwin e Fitzroy. Magari litigando».
Come sta andando il suo giro d'Italia letterario “Lampi di genio e no”?
«La serie, anche grazie alle puntate televisive Rai, mi sta facendo conoscere in Italia meglio di altri miei lavori del passato. Ma incontrare ragazzi nelle scuole e tenere conferenze nelle biblioteche, da tempo fa parte del mio lavoro di autore. Sono incontri mirati a far amare e a usar bene la scienza, soprattutto in difesa dell'ambiente. Sono graditi da lettori di tutte le età, e spesso trovo inaspettati stimoli per collegarli al territorio che mi ospita».
Prossimi progetti?
«Uno strepitoso Pitagora, che molti confondono con Archimede, con tanto di versione app. Lo presenteremo alla prossima Fiera del Libro di Bologna agli editori esteri. Poi c'è l'idea di fare un altro “viaggio scientifico”, come quello dell'Ipotesi Fitzroy. Questo top secret e crisi permettendo»,
Andrea Mameli
L'Unione Sarda, 6 marzo 2011

I problemi causati dai lavori in corso? Segnalali al Sindaco. L'esempio del Mayor of London

I lavori stradali (roadworks) ti causano qualche problema? Il Sindaco di Londra ti invita a segnalarli.
Report a roadworks problem E per rendere la cosa semplice e concreta ti rimanda al sito apposito (Report roadworks) dal quale arrivi alla mappa interattiva: Report ItPlease select the type of problem you wish to report or view previously reported issues. roadworks LONDON mappa dei problemi stradali di londra E non serve neppure sapere come si chiama la strada (gli unici a cui viene richiesto di conoscere le 25 mila strade di Londra sono i tassisti, per i quali esiste un apposito esame, denominato non a caso "The Knowledge") dato che la mappa interattiva genera il nome sul form. The form will generate the address. Location of roadworks. Please select a location by zooming into the map and then clicking on the exact location. All roadworks with a permit in the area will then appear as icons. If you recognize one of the icons as a set of roadworks where you've seen a problem, you can tag this by clicking on the roadworks icon and then click on Select roadworks. If no roadworks icon appears, you can still click on the map where you’ve seen a problem. You can also use the address search facility on the left of the map if you know the exact address, after which you can then click on the location or the roadworks icon where the problem is. You then just need to click Next to continue with your report.

Da non perdere la galleria di foto (Examples of roadworks sites), con gli esempi chiarificatori: Good roadworks e Bad roadworks.
Nel complesso l'iniziativa mi sembra eccellente. Devo dire che questo esempio del Mayor of London mi sembra un ottimo modello di dialogo con i cittadini. E non solo per i lavori nelle strade...
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 6 marzo 2012

Il blog Linguaggio Macchina tra i primi 15 blog di scienza e 342-simo in classifica assoluta in lingua italiana

Wikio Linguaggio Macchina nel mese di Febbraio 2012 è salito dal 1180-simo al 342-simo posto nella classifica assoluta dei blog in lingua italiana e dal 38-simo al 15-simo posto nella speciale classifica blog di scienza in lingua italiana!
Fino a oggi su Linguaggio Macchina ho scritto circa 1200 post. Il primo risale al 4 ottobre 2005: Ottobre 1965: nasce il primo Personal Computer. E' italiano. Non avrà seguito.

Andrea Mameli, 6 marzo 2012

04 marzo 2012

Bambini accanto alla teca di Lucy. Natural History Museum, 27 febbraio 2012



Bambini a lezione (giocosa) di paleontologia al Natural History Museum di Londra

Crosswalk, London. Warning words.

Look right Caution on streets of downtown London
Before you start to cross: look to the right for traffic.
Many tourists in London don't look the correct way when crossing the street, because they normally drive on the right. Effects of the automobile on societies...
In London you often find the warning "Look Right" painted on the street, like this in the picture.
Andrea Mameli


Strisce e semafori a Londra (linguaggiomacchina.it)
Pedestrian crossing (wikipedia.org)
New Pedestrianism (wikipedia.org)

Musica, il primo linguaggio dell'uomo (L'Unione Sarda, 21 maggio 2007)

canto antenati Codice Edizioni Cosa possono avere in comune la disciplina scientifica moderna e una delle più antiche manifestazioni dell'intelligenza umana? Genetica e musica condividono un aspetto molto importante: mettono in luce le parentele culturali e biologiche tra gli esseri umani e fra i popoli. Musica e genetica sono dunque strumenti per capire. Ne sono convinti gli organizzatori della Festa della Musica e della Genetica, giunta alla seconda edizione, che si concluderà domani a Bologna. Scienziati e musicisti raccontano al grande pubblico i complessi rapporti tra la biologia e la musicalità umana, e si parle anche delle frontiere della genetica, di biodiversità, di migrazioni umane e di contaminazioni. A confronto genetisti, psicologi, biologi, antropologi e musicologi. Questo campo di studio è poco trattato: la letteratura scientifica ha sempre definito la musica un prodotto creato unicamente a scopo ludico e ricreativo.
Il canto degli antenati (Codice Edizioni, euro 32) tenta di fare luce sul tema. Secondo l'autore, l'archeologo britannico Steven Mithen, la propensione musicale è uno dei più misteriosi e affascinanti caratteri peculiari del genere umano. Mithen sostiene che le abilità comunicative dei nostri antenati dovrebbero essere rivalutate insieme alla musica, che a sua volta non può prescindere dall'evoluzione del corpo e della mente. Le 412 pagine del volume illustrano accuratamente il progetto dell'autore: tracciare un affresco completo, a cavallo tra genetica, archeologia, paleontologia, neurologia, in grado di spiegare i meccanismi che guidano gli esseri umani a pensare, parlare e creare musica. Per Steven Mithen i primi ominidi comunicavano attraverso un linguaggio musicale e questa forma di comunicazione avrebbe toccato l'apice nei neandertaliani: essi disponevano di una configurazione delle alte vie respiratorie che avrebbe consentito loro di parlare, ma non avevano quei circuiti nervosi che sono deputati al controllo del linguaggio. La crescente complessità dei gruppi sociali degli uomini di Neanderthal richiedeva un continuo scambio di informazioni, per questo si sviluppò un articolato sistema di comunicazione: suoni e gesti del corpo. Per Mithen il piacere che si prova nell'ascoltare e nel creare musica, nel danzare o vederlo fare, risiede forse in questo. E i Sapiens? Forse i primi iniziarono a comunicare in questo modo, ma lo sviluppo del cervello garantì l'evoluzione del linguaggio. Oggi conosciamo anche Foxp2: il gene legato alla parola, ma molti quesiti devono ancora trovare risposta. Di certo Il canto degli antenati contiene un'ipotesi centrale ricca di suggestione: l'esistenza di un precursore unico per lingua e musica, o musilingua, come la chiama l'archeologo inglese. Un concetto che richiama il Saggio sull'origine delle lingue di Rousseau (1761): il linguaggio primitivo è melodia e musica.
Andrea Mameli, L'Unione Sarda, 21 maggio 2007