04 agosto 2012

I veleni dell'isola (L'Unione Sarda, 4 Agosto 2012)

C'è anche un pezzo di Sardegna nel libro di Lilana Cori "Se fossi una pecora verrei abbattuta? Store di persone, animali e inquinamento”. C'è la terra («la mia amata Sardegna») delle industrie altamente inquinanti e dei poligoni di tiro in alcune tra le più belle aree geografiche del mondo. E c'è ovviamente la Sardegna delle pecore. Perché le pecore? «Da una parte – spiega l'autrice – possono essere considerate come indicatori biologici, dall'altra monitorate per proteggere la salute dei consumatori». Come accade per l'altro animale sentinella, le api, anche le pecore vengono studiate nel loro ambiente naturale.
Liliana Cori affronta il tema dell'inquinamento partendo dalla descrizione degli equilibri naturali compromessi per mano umana, per poi passare alla legislazione di tutela ambientale e alle moderne tecniche di monitoraggio, mentre un capitolo è dedicato ai veleni che entrano nel nostro corpo: il Ddt, le diossine, i policlorobifenili, il piombo, l'arsenico, il mercurio.
«In Italia – scrive Liliana Cori (laq quale dedica il volume al padre “portato via dagli effetti della chimica che ha tanto amato”) – le pecore sono state utilizzate in diverse circostanze, ad esempio per capire il comportamento delle fibre di amianto nei polmoni nell'area ad alto rischio ambientale che si trova a Biancavilla, in Sicilia». E, in linea con la strategia europea sulle diossine, non basta informare l'opinione pubblica, occorre anche coinvolgerla in modo che tutti possiamo contribuire in maniera attiva alla riduzione delle emissioni inquinanti nell'ambiente.
Liliana Cori, antropologa, esperta di comunicazione ambientale e ricercatrice, spiega il titolo del suo libro: «Se fossi una pecora verrei abbattuta? è la domanda di una donna a cui abbiamo chiesto di donare un po’ del latte con cui stava allattando il suo bambino. Volevamo misurare la diossina, i metalli e altri inquinanti dell'ambiente». E conclude: «Ci vuole un'economia ecologica capace di contabilizzare rischi, danni e benefici sul lungo periodo, senza scaricare i costi delle crisi sulle pecore, abbattute per offrire un'improbabile tranquillità alle comunità che vivono negli stessi territori».
Un libro di grande attualità che affronta, anche con lievità, argomenti delicati e impegnativi.
Andrea Mameli (Articolo pubblicato Sabato 4 Agosto 2012 nella pagina dei Libri del quotidiano L'Unione Sarda)

03 agosto 2012

Lingue minoritarie. Il bilinguismo aumenta l'agilità mentale. Studio delle Università di Cagliari e Glasgow

Lo studio ("Bilingualism in Sardinia and Scotland: Exploring the cognitive benefits of speaking a 'minority' language") è stato pubblicato il 16 Aprile 2012 nella rivista International Journal of Bilingualism a firma di Fraser Lauchlan (University of Strathclyde, Glasgow), Marinella Parisi (Università di Cagliari), Roberta Fadda (Università di Cagliari).

Ufficio stampa Università di Cagliari, 3 agosto 2012 - Nel problem-solving e nel pensiero creativo le capacità dei bambini bilingui superano quelle dei coetanei che parlano una sola lingua. Lo stabilisce una ricerca ideata e diretta da una docente dell'Ateneo cagliaritano, l'ordinario in Psicologia dello Sviluppo e dell'Educazione Marinella Parisi, condotta dal dottor Fraser Lauchlan (dell'Università di Strathclyde-Glasgow e visiting professor dell'Università di Cagliari) in collaborazione con la dottoressa Roberta Fadda, ricercatrice del Dipartimento di Pedagogia, Psicologia, Filosofia.
Parte dello studio, svolto in Scozia, ha riguardato un campione di alunni della scuola primaria, di cui metà parlavano solo inglese e l'altra metà sia inglese che gaelico. Un finanziamento della Regione Sardegna ha permesso di completare la ricerca con bambini della nostra Isola che parlano solo italiano oppure, la metà degli alunni sottoposti ai test, sia italiano che sardo.
In totale, tra Scozia e Sardegna, la ricerca ha esaminato 121 bambini dell'età di 9 anni, 62 dei quali bilingue. Durante i test sono stati invitati a riprodurre modelli di blocchi colorati, a ripetere oralmente una serie di numeri, dare definizioni chiare di parole e risolvere mentalmente una serie di problemi aritmetici. I compiti sono stati tutti impostati in inglese o in italiano. I risultati sono presentati nell'articolo scientifico "Bilingualism in Sardinia and Scotland: Exploring the cognitive benefits of speaking a 'minority' language", pubblicato dall'International Journal of Bilingualism lo scorso 16 aprile.
I risultati permettono di affermare che i bambini bilingui riescono a svolgere i compiti previsti in modo più brillante rispetto ai colleghi monolingui. Il vantaggio è legato alla necessità di prontezza mentale per passare da una lingua all'altra, un allenamento che svilupperebbe anche le competenze utili in altri tipi di pensiero ed esercizio mnemonico.
La ricerca evidenzia inoltre risultati migliori da parte dei bimbi britannici che parlano anche gaelico, rispetto ai coetanei in grado di parlare sia l'italiano che il sardo. Questa differenza può essere spiegata in quanto la lingua gaelica non viene imparata solo in famiglia ma anche grazie all'insegnamento formale nelle scuole e, in più, è disponibile una vasta letteratura di largo uso da cui apprendere tutte le forme del linguaggio. Al contrario, il sardo non è insegnato a scuola, mantiene una tradizione in gran parte orale e attualmente non esiste una sua forma standardizzata.
Il dottor Lauchlan - docente onorario della Scuola di scienze psicologiche e salute di Strathclyde, ha spiegato che: "Nonostante perduri il pregiudizio di chi teme che il bilinguismo possa essere fonte di confusione nell'apprendimento delle lingue, e quindi sia potenzialmente dannoso, lo studio ha scoperto che ci sono benefici dimostrabili, non solo nel linguaggio, ma anche in aritmetica, nel problem solving e nel pensare in modo creativo. Abbiamo anche valutato il vocabolario dei bambini, non tanto per la conoscenza delle parole bensì per il grado di loro comprensione: ancora una volta, c'era una netta differenza nel livello e nella ricchezza di dettaglio nella descrizione dei significati a favore degli alunni con doppia lingua". In ultimo il ricercatore scozzese: "Abbiamo anche trovato che questi alunni avevano un'attitudine per l'attenzione selettiva, cioè l'abilità di identificare e concentrarsi sulle informazioni più importanti, che potrebbe derivare proprio dal fenomeno del 'code-switching', la capacità di alternanza linguistica e di pensare in due lingue diverse".
Per la dottoressa Fadda "L'originalità dello studio voluto dalla professoressa Parisi consiste nell'aver indagato per la prima volta i vantaggi del bilinguismo in lingue minoritarie, come il sardo e il gaelico". "Considerato il dibattito ancora acceso sull'importanza dell'insegnare il sardo a scuola nella nostra regione" - conclude la ricercatrice - "i risultati di questa ricerca forniscono un contributo importante a sostegno dei benefici del bilinguismo sardo-italiano nella scuola primaria".

Abstract
The research reports on a study investigating the cognitive benefits of bilingualism in children who speak the minority languages of Sardinian and Scottish Gaelic, in addition to their respective ‘national’ languages of Italian and English. One hundred and twenty-one children, both bilingual and monolingual, were administered a series of standardised cognitive ability tests targeted at the four areas that have been previously shown to be advantageous to bilingual children in the literature, namely, cognitive control, problem-solving ability, metalinguistic awareness and working memory. The bilingual children significantly outperformed the monolingual children in two of the four sub-tests, and the Scottish children significantly outperformed the Sardinian children in one of the sub-tests. The differences found were largely due to the superior performance of the Scottish bilingual children who receive a formal bilingual education, in contrast to the Sardinian bilingual children who mostly only speak the minority language at home. The implications of the results are discussed.

Visita agli studi Sky di Milano. Contributo alla ricerca genetica per lo studio della Sindrome di Crisponi e malattie rare.


Video: Alvin e i Chipmunks benefici a Sky.

Post: Immersione televisiva. Visita agli studi Sky Italia (27 Luglio 2012).

02 agosto 2012

Quanto etanolo hai nel cervello? Te lo dice un sensore. Studio pubblicato su Analytical Chemistry il 23 Luglio 2012

Con l'obiettivo di comprendere a fondo le alterazioni causate dal consumo di alcolici nei confronti della chimica del cervello, un gruppo di ricercatori (Università di Sassari e University College di Dublino) ha sviluppato un biosensore impiantabile in grado di misurare i livelli di etanolo nel cervello dei ratti. Lo studio, pubblicato su Analytical Chemistry il 23 Luglio 2012 - Development and Characterization of an Implantable Biosensor for Telemetric Monitoring of Ethanol in the Brain of Freely Moving Rats - è stato rilanciato anche su Chemical & Engineering News con un articolo di Melissae Fellet intitolato Electrode Measures Brain Alcohol Levels In Tipsy Rats all'interno di un'inchiesta sulle ultime frontiere in campo chimico e ingegneristico.
Andrea Mameli 2 Agosto 2012 www.linguaggiomacchina.it

01 agosto 2012

"Vedere " la forma della luce. Una ricerca del CNR in un articolo per Physical Review Letters del 3 Agosto 2012.

Siamo abituati a riconoscere la luce per le manifestazioni della sua presenza (calore e colori) e per la sua assenza (ombre e buio). Ma finora nessuno aveva mai fotografato la forma più intima della luce: il singolo quanto di eccitazione.
Ci sono riusciti i ricercatori dell’Istituto nazionale di ottica del CNR di Sesto Fiorentino (Ino-Cnr), guidati da Marco Bellini e Alessandro Zavatta, utilizzando una tecnica che mette insieme l’ottica quantistica e quella cosidetta ultraveloce. Il risultato sono una serie di misure della forma di stati quantistici luminosi, della durata di poche decine di femtosecondi. La ricerca aiuta a indagare in dettaglio la struttura quantistica della luce. Ma potrà anche aprire la strada a nuove applicazioni.
Lo studio, in corso di pubblicazione su Physical Review Letters, è stato possibile utilizzato un algoritmo genetico: una procedura sperimentale che fa evolvere per mutazioni e riproduzioni un gruppo casuale, in modo che possa adattarsi alle condizioni ambientali nelle generazioni successive.
Oltre ad aver ricostruito le strutture temporali di singoli fotoni variamente deformati, i ricercatori Ino-Cnr hanno anche dimostrato come utilizzare questa capacità per nuovi schemi di codifica dell’informazione quantistica.
Questo studio ha permesso di misurare il singolo fotone anche quando assume simultaneamente più forme distinte: se si assegna una lettera dell’alfabeto a ciascuna di queste si può riuscire a interpretare anche tutte le loro sovrapposizioni quantistiche. Un alfabeto composto da molte lettere e dalle loro sovrapposizioni coerenti significa, per la comunicazione quantistica, un enorme vantaggio rispetto alle tradizionali codifiche basate su qubit (un alfabeto basato su due soli stati di polarizzazione della luce).

Per cercare di capire meglio ho posto alcune domande a Marco Bellini, responsabile del gruppo Ino-Cnr che ha condotto la ricerca.
Nel comunicato del CNR lei spiega che molte applicazioni delle proprietà quantistiche della luce (al calcolo e alle tecnologie della comunicazione per dirne due) dipendono dalla conoscenza della forma assunta da un singolo fotone. Potrebbe fare qualche esempio per cercare di far capire il concetto anche a chi non ha nozioni di fisica quantistica?
«Molte di queste tecniche si basano sul fenomeno dell'interferenza tra due campi luminosi. Si ha interferenza perfetta solo se due campi hanno la stessa forma spaziotemporale, cioè appartengono allo stesso modo. Se si usa un singolo fotone per trasmettere informazione in modo sicuro con la tecnica della crittografia quantistica, è essenziale conoscere esattamente la sua forma in modo che la stazione ricevente sia in grado di analizzarlo facendolo interferire con luce della forma appropriata».

Lei spiega che la tecnica che vi ha permesso di effettuare con successo questo studio permette di misurare il singolo fotone anche quando assume simultaneamente più forme distinte. Cosa significa, in parole povere?
«Quantisticamente una particella può ad esempio esistere contemporaneamente in due posizioni spaziali distinte in uno stato di sovrapposizione quantistica. In questo caso un singolo fotone può assumere contemporaneamente due forme distinte, anche molto diverse tra loro. Con la nostra tecnica siamo in grado di distinguere questo caso da quello banale in cui il fotone assume talvolta una forma e talvolta l'altra».

A quali conclusioni giungete nel vostro articolo in corso di pubblicazione su Physical Review Letters?
«Che abbiamo sviluppato una tecnica per misurare la forma temporale di singoli fotoni e che tale tecnica è così potente da permetterci anche di utilizzare la forma del fotone per codificare e decodificare informazioni. Visto che le forme possibili sono molte, abbiamo la possibilità di ampliare notevolmente la capacità di trasmissione».

Andrea Mameli 1 Agosto 2012 www.linguaggiomacchina.it

"Adaptive detection of arbitrarily shaped ultrashort quantum light states", C. Polycarpou, K. N. Cassemiro, G. Venturi, A. Zavatta, M. Bellini (Physical Review Letters, Volume 109, Issue 5, August 3, 2012, Accepted Jun 28, 2012).
ABSTRACT
A quantum state of light is the excitation of a particular spatiotemporal mode of the electromagnetic field. A precise control of the mode structure is therefore essential for processing, detecting, and using photonic states in novel quantum technologies. Here we demonstrate an adaptive scheme, combining techniques from the fields of ultrafast coherent control and quantum optics, for probing the arbitrary complex spectro-temporal profile of an ultrashort quantum light pulse. The ability to access the modal structure of a quantum light state could boost the capacity of current quantum information protocols.

31 luglio 2012

Combattere il traffico con gli incentivi. Gli esperimenti di Bangalore e di Stanford.

Cosa succederebbe se per contrastare il traffico che imperversa nelle città si invogliassero i conducenti a evitare le fasce orarie più critiche?
Questa domanda ha guidato l'esperimento condotto a Bangalore, in India, per sei mesi (dal 6 Ottobre 2008 al 10 Aprile 2009) da Deepak Merugu (ingegnere elettronico dell'Università di Stanford), Balaji S. Prabhakar (ingegnere elettronico dell'Università di Stanford), N. S. Rama (Infosys Technologies, Bangalore). Il progetto, denominato INSTANT (for the Infosys-Stanford Traffic project), ha coinvolto circa 14 mila pendolari della società Infosys Technologies di Bangalore.
Attualmente Balaji Prabhakar è impegnato in un progetto che coinvolge chi entra e chi esce da Stanford nelle fasce 8-9 e 17-18. Chi partecipa al progetto, denominato Capri (Congestion and Parking relief Incentive) riceve in alcuni punti da accumulare e in altri casi piccole somme di denaro. Il sistema è completato da un social network interno attraverso il quale ogni dipendente può verificare il proprio comportamento e quello degli altri.
Prabhakar, che a Stanford insegna “Incentive Mechanisms for Societal Networks” osserva il comportamento degli automobilisti e punta a incentivare anche il parcheggio distante da casa: "I posti che distano 10 minuti a piedi sono quelli più vuoti. E noi vogliamo incoraggiare la gente a utilizzare i posti auto anche se sono distanti".

D. Merugu, B. Prabhakar, N. Rama "An Incentive Mechanism for Decongesting the Roads: A Pilot Program in Bangalore" (NetEcon, ACM Workshop on the Economics of Networked Systems, July 2009)

Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 31 Luglio 2012

30 luglio 2012

Come asciugare un paio di pantaloni in aereo? (How to dry a pair of pants on the plane?)


Sei in aereo con tuo figlio e vi portano da bere. Ovviamente gli dici "stai attento al bicchiere" e altrettanto ovviamente, per la Legge di Murphy il bicchiere si rovescia e i pantaloni si bagnano. Non ci sono pantaloni di ricambio e l'arrivo è previsto tra 40 minuti. Che si fa?
Assicurati che sul quotidiano che stai leggendo non ci siano notizie da conservare. Appallottola l'intero giornale, pagina per pagina, e infila la carta nelle gambe premendo con forza e assicurandoti di riempire tutto lo spazio tra la vita e le caviglie. Solleva il fantoccio così composto e apri le bocchette d'areazione al massimo. Dai il cambio alle braccia oppure alternati con un altro adulto. All'arrivo a destinazione i pantaloni saranno asciutti.


Alcuni consigli:

  1. avvisate subito gli assistenti di volo delle vostre intenzioni
  2. procuratevi una busta per elimiare il giornale appallottolato una volta estratto dai pantaloni
  3. l'efficiacia e la rapidità dell'asciugatura aumentano se la carta umida viene sostituita con carta asciutta
  4. non ascoltate i consigli di chichessia su fantomatiche asciugature al sole
  5. a seconda delle circostanze chiedete una copertina in dotazione all'aereo.
Non assicuro la riuscita di questi consigli se i figli sono più alti di un metro e 50.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 30 Luglio 2012

29 luglio 2012

Dentro il sottomarino Enrico Toti (Museo della scienza e della tecnica di Milano, 28 Luglio 2012)

Dentro il sottomarino Enrico Toti: una spettacolare visita guidata nel Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" di Milano.
Varato nel 1967, il Toti è il primo sottomarino costruito in Italia dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Lungo 42,6 metri e largo 4,75 metri era spinto da un motore elettrico da 900 CV che consentiva di raggiungere 14 nodi. Le batterie si potevano ricaricare grazie a due motori diesel FIAT MB 820 (da 1040 Cavalli).
La visita inizia con la descrizione dei motori, poi si attraversa questa balena d'acciaio e si capisce quanto si stava stretti e scomodi. Poi arriva il momento di guardare attraverso il periscopio e si vede il campanile di fronte. Infine i tubi lancia siluri, elementi che sembrano familiari per averli visti nei film. Meno familiare invece lo spazio riservato ai servizi igienici: uno spazietto veramente angusto, come si può vedere nel filmato 4.




Foto e video: Andrea Mameli per www.linguaggiomacchina 29 Luglio 2012
P.S. La guida è stata eccellente e molto paziente nell'illustrazione degli ambienti e delle tecnologie. Una visita senza guida non avrebbe assolutamente senso.

The Enrico Toti Submarine (Museo della Scienza e della Tecnica, Milano)

The Enrico Toti Submarine being laid down in 1965, launched in 1967, decommissioned in 1992 and preserved as a museum ship in Milan (Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica Leonardo), July 28, 2012.