27 gennaio 2013

Musica e parole. Una ricerca sul cervello evidenzia importanti correlazioni.

Chi studia musica è in grado di riconoscere le parole scritte con maggiore facilità rispetto alle persone che non hanno pratica musicale. Il risultato è contenuto in una ricerca del dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca condotto su un campione di 15 musicisti (pianoforte, violino, violoncello, tromba, clarinetto, flauto, organo, composizione, direzione d’orchestra) del conservatorio Verdi di Milano e su altrettante prive di competenza musicale. La spiegazione? Nel cervello dei musicisti si attiva un’area del linguaggio che nelle altre persone appare spenta. Lo studio, pubblicato su Neuropsychologia e condotto in collaborazione con il Cnr presso il laboratorio di elettrofisiologia cognitiva dell’Università di Milano-Bicocca, può avere delle applicazioni positive anche nella cura della dislessia.
«È noto che imparare a suonare bene uno strumento musicale - spiega Alice Mado Proverbio, docente di Psicobiologia e Psicologia Fisiologica e coordinatrice dello studio - modifica la connettività cerebrale e la struttura funzionale del cervello, sia a livello di materia grigia che di materia bianca, velocizzando il transfer inter-emisferico, migliorando il controllo e la coordinazione motoria e l’elaborazione uditiva dei suoni».
Il cervello dei musicisti che hanno iniziato a studiare musica da piccoli, a partire da circa 8 anni, risulta essere più veloce nel riconoscere le parole, come emerge dall'elaborazione visiva delle note e delle parole in 30 persone destrimani e dalla registrazione della loro attività bioelettrica sincronizzata (ERP) in risposta a parole e note in un pentagramma.
Con l’applicazione di una tecnica di neuroimmagine elettromagnetica è stato osservato che durante l'analisi di simboli alfabetici le persone prive di conoscenze musicali attivavano solo la regione per le parole (detta anche visual word form area, situata nel giro fusiforme della corteccia occipito/temporale, BA37) e il giro occipitale inferiore di sinistra (BA18), mentre nei musicisti queste regioni si attivavano su entrambi gli emisferi, raddoppiando il volume corticale impegnato (guarda la foto 1 con le diverse attivazioni cerebrali). Per la comprensione simbolica delle note è infatti necessaria una raffinata analisi spaziale di tipo globale in cui eccelle l’emisfero destro.
I musicisti, a differenza delle altre persone che si sono sottoposte all’esperimento, utilizzavano dunque le cortecce visive di entrambi gli emisferi cerebrali, dando vita a un meccanismo neurale in parte comune per l’analisi delle parole e delle note nel pentagramma.
«L’evidenza che il meccanismo neurale di elaborazione delle lettere differiva per musicisti dalle persone che non conoscono il pentagramma – conclude la professoressa Proverbio - dimostra come il training musicale precoce modifica i meccanismi neurali di lettura. Questi risultati possono avere interessanti applicazioni per i bambini a rischio di dislessia (deficit di lettura) in cui la regione visiva per le parole (di sinistra) si attiva in modo atipico o insufficiente».
Lo studio della musica all’inizio dell’alfabetizzazione svilupperebbe dunque un centro di analisi visiva simbolica anche a destra, che verrebbe poi utilizzato sia per le parole sia per le note.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 27 Gennaio 2013
 
Musical expertise affects neural bases of letter recognition
Alice Mado Proverbio, Mirella Manfredia, Alberto Zanib, Roberta Adornia
Neuropsychologia
Abstract
It is known that early music learning (playing of an instrument) modifies functional brain structure (both white and gray matter) and connectivity, especially callosal transfer, motor control/coordination and auditory processing. We compared visual processing of notes and words in 15 professional musicians and 15 controls by recording their synchronized bioelectrical activity (ERPs) in response to words and notes. We found that musical training in childhood (from age ∼8 years) modifies neural mechanisms of word reading, whatever the genetic predisposition, which was unknown. While letter processing was strongly left-lateralized in controls, the fusiform (BA37) and inferior occipital gyri (BA18) were activated in both hemispheres in musicians for both word and music processing. The evidence that the neural mechanism of letter processing differed in musicians and controls (being absolutely bilateral in musicians) suggests that musical expertise modifies the neural mechanisms of letter reading.

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