30 luglio 2013

Muse FabLab: un laboratorio per la creatività del fare. Intervista a David Tombolato.

Marco Mameli, 9 anni, osserva la stampante 3D (Muse, 27 Luglio 2013).
«La sfida più grande - spiega David Tombolato, responsabile del Muse Fab Lab - era quella di entrare in un piano dedicato alla preistoria e all'innovazione nel percorso evolutivo della nostra specie ("Dai primi uomini sulle Alpi al futuro digitale"). L'abbiamo affrontata avendo a cuore la cultura del fare digitale, la cultura della mano che torna a essere importante».

Quando è stato pensato questo progetto? 
«L'idea del Muse Fab Lab è nata circa un anno fa. Ma gli allestimenti sono stati montati in appena quattro giorni e l'installazione dei macchinari è durata 24 ore».

Chi ha lavorato alla progettazione?
«Da Marzo 2013 abbiamo avuto la collaborazione di Massimo Menichinelli, reduce da una significativa esperienza nello sviluppo dell’Aalto FabLab a Helsinki e nella partecipazione al Fab BootCamp nel FabLab Barcelona e alla FabAcademy nel FabLab Amsterdam».

Chi lo gestisce adesso?
«Sabina Barcucci e Matteo Perini, scelti attraverso una selezione europea. Saranno loro a portare avanti i progetti di interazione e formazione con scuole, fondazioni, università, e ovviamente la gestione delle macchine collocate nel Muse».

Chi potrà usare le macchine del Muse Fablab?
«Saranno sono aperte a tutti coloro che hanno idee da sviluppare, per la creazione di modelli 3D e per il taglio laser, ma anche per la progettazione di circuiti con Arduino. Organizzeremo anche attività per bambini, dal disegnare mostri e stamparli, fino alla programmazione».
 
Andrea Mameli blog Linguaggio Macchina 30 Luglio 2013

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