28 dicembre 2013

Car sharing e biglietti intelligenti: ottimi esempi da Monaco di Baviera

Desideri per il 2014: sistemi di car sharing e biglietti intelligenti, nella mia città, a beneficio di tutti.
Servus München è un sistema di car sharing diffuso a Monaco e nell'area metropolitana. costa da 9 a 20 euro all'anno (a seconda del tipo di contratto) e 22 centesimi al minuto (per il periodo di utilizzo). Oggi (il numero varia ogni giorno, di poco ma varia) ci sono 282 Smart sparse per la città: se ti serve la puoi prenotare (fino a 34 minuti prima), la usi (per un tempo massimo di 24 ore) dopo aver avvicinato il tuo chip e inseritobil tuo pin e poi la lasci dove vuoi.


Un sistema analogo, disponibile a Berlino, Colonia, Monaco e in altre città è DriveNow: mette a disposizione 2200 auto (BMW e Mini) costa 24 centesimi al minuto tutto incluso, oltre la quota annuale di 19 euro.
Il chip di DriveNow, applicato alla patente (come si vede nella foto), viene riconosciuto dall'auto e, se non era prenotata da altri, comanda lo sblocco delle portiete. Dentro il veicolo si trova il dispositivo per l'inserimento del proprio pin e così ha inizio il cronometraggio dell'utilizzo. Con la app si riesce a sapere in tempo reale dove si trova l'auto più vicina e la si può prenotare fino a un quarto d'ora prima.


Per Cagliari io auspico anche il biglietto intelligente: unico tagliando per tutti i mezzi pubblici. A Monaco c'è HandyTycket: metro, bus, tram, treno.
Ringrazio Stefania Melis per avermi fatto scoprire questi servizi a Monaco di Baviera.

Andrea Mameli



Ring. Mauro Staccioli. München

Ring. München [Photo: Andrea Mameli, 2013]




26 dicembre 2013

Una coppia di gemelli per Giovanna, l'orsa polare di Hellabrunn



Mamma orsa abbraccia i suoi gemellini: è una scena ormai consueta nel giardino zoologico Tierpark Hellabrunn di Monaco di Baviera dal 9 Dicembre, quando Giovanna, orsa polare di 7 anni, ha partorito i suoi due cuccioli.
In queste foto, pubblicate sul profilo facebook del Tierpark Hellabrunn, fanno tenerezza. Si tratta della prima nascita, documentata, di orsi bianchi in Europa. Il direttore dello Zoo, Andreas Knierem,
The zoo’s director, Dr. Andreas Knieriem, enthused, “It is as if we were there live watching the labour and birth of a polar bear and, as if that weren’t enough, Giovanna showed us not one, but two very different births!”



On Monday, 9 December 2013 polar bear, Giovanna, gave birth to two babies at Munich’s Hellabrunn Zoo. The colour footage from surveillance cameras showed both births at close range – a global sensation.



24 dicembre 2013

Cagliari Capitale Europea della Cultura: il mio auspicio per il 2014.

Nel 2014 si saprà quale sarà la Capitale Europea della Cultura 2019.
Il blog Linguaggio Macchina sostiene la candidatura di Cagliari (e della Sardegna intera).



Cagliari Capitale Europea della Cultura 2019? Solo se si rema insieme (Linguaggio Macchina, 15 novembre 2013)

Tre uomini in orbita intorno alla Luna. Era il 24 Dicembre 1968.

Il racconto di questa straordinaria avventura di 45 anni fa, insieme scientifica, tecnologica e umana, rivive - grazie a Paolo Attivissimo - in un fantastico livetweet:



Per approfondire: La Terra vista dalla Luna 45 anni fa: genesi di una foto storica (Paolo Attivissimo, il disinformatico, 20/12/2013)



Apollo 8, the first manned mission to the Moon, entered lunar orbit on Christmas Eve, December 24, 1968. That evening, the astronauts; Commander Frank Borman, Command Module Pilot Jim Lovell, and Lunar Module Pilot William Anders did a live television broadcast from lunar orbit, in which they showed pictures of the Earth and Moon seen from Apollo 8. 


Blog Linguaggio Macchina
23 Dicembre 2013

23 dicembre 2013

Infografica: #trasparenzaSARD o dei social media al servizio dei cittadini

L'infografica dell'incontro del 9 Dicembre 2013: #trasparenzasard: "Trasparenza partecipazione cittadini connessi" (a cura dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale, Delegazione regionale Sardegna).

Room 237 sublime strumento di svago.

Ieri ho visto Room 237, il documentario di Rodney Ascher dedicato a Stanley Kubrick e al suo capolavoro del 1980 Shining.
Canale Sky Arte HD sia lodato: adoro questo modo di vivisezionare le pellicole, queste meta-critiche cinematografiche che analizzano il singolo fotogramma, questo scrupoloso scandagliare tra le scene alla scoperta di discrepanze o apparenti errori di sceneggiatura.
Ma per puro divertimento, non certo per assecondare fantasmagoriche teorie del complotto.
Certo, gli spunti ci potrebbero anche essere, me li trovo sinceramente molto deboli. Specie per temi grandi, enormi, come lo sterminio degli Indiani Americani o l'Olocausto o le presunte bugie sulla conquista della Luna.
Il documentario di Ascher inizia con una scena di Eyes Wide Shot nella quale Tom Cruise si sofferma sulla soglia del locale Sonata Jazz davanti alla locandina di Shining che riporta la frase: “The wave of terror that swept across America is here“. Basta questa frase per mettere (o cercare di mettere) il film di Kubrick in connessione con il genocidio dei Nativi Americani?
E basta la macchina per scrivere tedesca usata da Jack Nicholson per mettere in relazione Shining con lo sterminio degli Ebrei europei per mano dei nazisti?
E l'Apollo 11? Forse basta il maglioncino indossato da Danny. Ma ci sarebbe dell'altro: le geometrie della moquette sulla quale il bambino gioca con le macchinine richiamerebbero la forma delle rampe di lancio, viste dall'alto, di Cape Canaveral.
E queste forme nel documentario sono state affiancate allo scopo di accostarle alle trame che ricoprono il pavimento.
Il risultato è davvero suggestivo:
Peccato che nella realtà ciascuna rampa di lancio ("Launch Complex") sia molto distante dalle altre (ecco la lista completa di Cape Canaveral). 
Ma poniamo anche che Kubrick si sia veramente divertito a scegliere il disegno della moquette in questo modo: ci sarebbe un senso in questa scelta? Ma certo: in base alle teorie del complotto sotto sotto ci sarebbe il senso di colpa del regista per aver realizzato la messa in scena di un finto allunaggio. Peccato che invece sulla Luna noi umani, sì ci siamo andati!
Comunque, come dico sempre per la fantascienza, non m'interessa che possa essere vero o meno, l'importante è che mi faccia divertire.
Così considero Room 237 un sublime strumento di svago.
E un atto d'amore nei confronti del cinema di Stanley Kubrick.


P. S. Dopo aver scritto questo post ho trovato una bellissima analisi di Matteo Bittanti: "ROOM 237 & LA NUOVA CINEFILIA" (mattscape.com11/2/2013)
Un'analisi accuratissima nella quale si tocca quello che secondo me è il cuore del problema: "nessuno possiede veramente Shining, ma molti ne sono stati (e ne sono) posseduti. Questa possessione collettiva ha prodotto corpora interpretativi che ci invitano a ripensare e ridefinire quell'oggetto misterioso che è Shining. Non esiste un solo Shining, bensì cinque, cinquanta, cinquecento differenti Shining."
E c'è spazio anche per una bella soddisfazione personale: nel testo di Matteo Bittanti trovo due conclusioni che - lungi da volermi paragonare a Bittanti (docente di visual culture, media studies e Game Art al California College of the Arts di San Francisco & Oakland) - coincidono con la mia visione: 
  •  "In breve, sul piano formale e narrativo, Room 237 è un fallimento. Ma si tratta di un fallimento interessante. Un fallimento da incoraggiare"
  •  "per apprezzare Room 237 è indispensabile stare al gioco".

Andrea Mameli
Blog Linguaggio Macchina
23 Dicembre 2013