06 luglio 2014

YouTube: tra cultura partecipativa e rivincita dell'artigianato.

Villasimius, 6 Luglio 2014 [Foto: Andrea Mameli]
Mi aspettava da 4 anni sul comodino il bel saggio di Jean Burgess (Queensland University of Technology) e Joshua Green (MIT, Massachussets Institute of Technology): YouTube (Egea, Milano, 2009). Sono riuscito a leggerlo oggi, tra la sabbia e gli scogli di Campulongu, a Villasimius. Il libro inizia con la storia del più famoso media partecipativo dedicato ai video e poi approfondisce l'argomento sotto svariate angolature. YouTube è la rivincita dell'artigianato (digitale), lo spazio mediatico ibrido, la vetrina della voglia di fare (tutorial di ogni genere) e di mostrare (la cultura della cameretta), la finestra alternativa per il mondo commerciale.
Tutto ciò contribuisce a creare una cultura della partecipazione che si auoregola e orienta. "Molti importanti YouTuber sono riluttanti a moderare o cancellare i commenti perché questo genere di controlli sono contrari all'etica dell'apertura che dovrebbe distinguere la cultura partecipativa"
YouTube è il frutto maturo della cybercultura moderna, le cui radici affondano nei fumetti, nelle radio libere, nei filmati amatoriali: per questo non di una rivoluzione si tratta quanto di una convergenza. Molto simile a quella descritta nel saggio di Henry Jenkins del 2006 "Convercence Culture", come spiega l'introduzione all'edizione italiana (Apogeo) firmata Wu Ming: "Sul finire del 2006, Jenkins ha illustrato sul suo blog otto caratteristiche fondamentali dello scenario dei nuovi media. Non un campionario di strumenti e dispositivi, ma un insieme di pratiche e tratti culturali che ritraggono come gli individui e le società si relazionano ai mezzi di comunicazione.
E' interessante notare che nel dibattito nostrano questi 8 elementi sono sì riconosciuti e accettati, ma il più delle volte in un'accezione triviale, inquietante o stereotipata. Sono quindi un'ottima mappa per analizzare nel dettaglio proprio il genere di equivoci che il libro aiuta a scacciare".
Per Burgess e Green YouTube è anche un modo per osservare il mondo: "Se pensiamo YouTube come un sistema redazionale la pubblicazione è un processo di formazione di senso".
YouTube pesca motivazione e sentimento dal passato ma quello che cambia non è solo la tecnologia quanto l'aumento delle possibilità di ricezione e di circolazione. Ma davvero YouTube offre tutte queste possibilità? Dipende. Secondo Burgess e Green "L'accesso a tutti i livelli di partecipazione possibile è limitato a un particolare  segmento della popolazione, quello che ha motivazioni, competenze tecniche e sufficiente bagaglio culturale specifico del sito, per partecipare a tutti i livelli d'impegno consentiti dal network". Ecco comparire lo spettro del digital divide: "L'alfabetizzazione digitale - sempre secondo Burgess e Green - è uno dei problemi centrali della cultura partecipativa". E secondo i due autori proprio la pratica nell'uso (passivo e attivo) di YouTube può, facilmente, contribuire a colmare quel vuoto.
Forse YouTube non è una lettura da spiaggia, lo ammetto, ma per me è stata una lettura estremamente stimolante.

Andrea Mameli
blog Linguaggio Macchina, 6 Luglio 2014

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