29 settembre 2014

Opere sorprendenti a Alig'Art 2014


Quando sono andato a visitare la mostra allestita al Lazzaretto di Cagliari per il festival festival Alig'Art 2014, Futuro Anteriore (aperta fino a Domenica 5 Ottobre) sapevo di trovare qualcosa di piacevole e interessante, come per me sono in genere le creazioni artistiche basate sui rifiuti. Ma a un certo punto vedo una tavola appesa alla parete piena di tasti grigi, bianchi e neri: materiale ricavato da tastiere di computer. E più guardo e più vedo un insieme di tasti grigi, bianchi e neri. Non ne capisco il senso, ma tanto, mi dico per incoraggiarmi, dell'arte a volte posso anche non capire il senso.
Il cartello relativo all'opera di Claudio Rosa non mi aiuta: "Parole perdute. Corro nel mio presente voltando le spalle ad un passato che non capisco, giro la mia rivolta dalla tastiera di un computer inseguento un futuro che non sarà mio." Anche il pensiero di Pasolini non mi fornisce indicazioni.
Un momento, Pasolini. punto la fotocamera digitale sull'opera fino a quel momento misteriosa e lo vedo. Lo sguardo di Pier Paolo Pasolini è di fronte a me.
Riguardo a occhio nudo e rivedo tasti bianchi, grigi e neri.
Riguardo attraverso la fotocamera e rivedo la faccia di Pasolini.
La foto degli occhi rappresenta sempre occhi. Eppure a vederla a occhio nudo non è altro che un insieme di tasti bianchi, grigi e neri.
Mi avvicino e scatto anche di lato. Niente da fare: Pasolini è sempre pasolini attraverso l'occhio digitale. E appare sufficientemente nitido, con l'accostamento di punti di diverso colore che diventa accostamento di forme, come nel puntinismo di Seurat. L'effetto è decisamente sorprendente.


Prima di andar via ho riguardato a occhio nudo e ho visto ancora (e soltanto) tasti bianchi, grigi e neri. Ma questo non riduce, a mio parere, l'importanza dell'opera.



P.S. Quest'opera è una delle più sorprendenti che abbia mai visto.


Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 29 Settembre 2014


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