15 novembre 2014

Diventa anche tu cacciatore di asteoridi. Asteroid Grand Challenge Series

Oggi la NASA ha rilasciato una nuova mappa degli "oggetti vicini" Near Earth Objects (NEOs). Ma quanto vicini? Fino a 50 milioni di km dal nostro pianeta. Ogni giorno la Terra è bombardata da più di 100 tonnellate di polvere e particelle della dimensione di un granello di sabbia provenienti dallo spazio. E una volta all'anno un asteroide delle dimensioni di un'automobile colpisce l'atmosfera terrestre originando una spettacolare scia di luminosa.
Le tracce dei piccoli asteroidi che attraversano l'atmosfera terrestre sono indicate nella mappa (pubblicata ieri dalla NASA) con un cerchietto blu quando gli impatti sono avvenuti di notte e arancione giorno (la dimensione del cerchietto è proporzionale all'energia liberata nell'impatto espressa in GJ).
La mappa mostra dati raccolti dal Governo USA dal 1994 al 2013 periodo in cui gli impatti con l'atmosfera terrestre sono stati 556, e hanno generato bolidi (o palle di fuoco). In quasi tutti i casi gli oggetti si sono disintegrati nell'impatto, fatta eccezione per Chelyabinsk (l'asteroide esploso nei cieli della Siberia nel 2013 causando un migliaio di feriti) il più grande asteroide a colpire la Terra in quel periodo.
Chiunque può diventare un cacciatore di asteroidi con il programma NASA’s Asteroid Grand Challenge Series: i consigli per la popolazione sono nel video 

A 500-kiloton airburst over Chelyabinsk and an enhanced hazard from small impactors (Nature 503, 238–241, published online: 6 November 2013)

13 novembre 2014

Richard Phillips Feynman e l'immaginazione nella scienza

Mi interrogo spesso sul significato di immaginazione e di creatività, in campo scientifico.
Sarebbe mai nato, mi chiedo, un progetto come quello della sonda Rosetta, senza una buona dose di immaginazione? Non credo proprio.
E chi avrebbe mai cercato di capire il suono o il calore o la materia oscura o la luce o le bolle di sapone, non ci fosse l'immaginazione a far da compagna di strada agli scienziati.
Trovo spesso un aforisma di Richard Feynman (da "Fisica dello spazio-tempo", Zanichelli, Bologna, 1996) c: «La nostra immaginazione è tesa al massimo; non, come nelle storie fantastiche, per immaginare cose che in realtà non esistono, ma proprio per comprendere ciò che davvero esiste.»
Poi inizio a leggere la splendida opera del Nobel per la fisica 1965, "La Fisica di Feynman" e nell'introduzione al primo volume (Zanichelli nel 2001) mi imbatto in queste parole, che definirei senza esitazione, maestose, sacre, definitive.
Parole importanti in quanto dedicate alla consapevolezza della nostra conoscenza. E oneste, dato che restituiscono al concetto di approssimazione (del tutto delegittimato, almeno nella lingua italiana) adeguata dignità:

«Ciascun punto o parte dell'insieme della natura è sempre solo un'approssimazione all'intera varietà ossia a quella che, per quanto ne sappiamo, è l'intera verità. Infatti, tutto ciò che conosciamo è solo un qualche genere di approssimazione, perché noi sappiamo di non conoscere ancora tutte le leggi. Quindi le cose devono essere apprese solo per essere nuovamente disimparate, oppure, cosa più probabile, per essere corrette.»

E poi si arriva all'immaginazione:

«Il principio della scienza, quasi la sua definizione, è il seguente: La prova di tutta la conoscenza è l'esperimento. L'esperimento è il solo giudice della "verità" scientifica. Ma qual'à la sorgente della conoscenza? Da dove vengono le leggi che devono essere provate? L'esperienza stessa aiuta a produrre tali leggi, nel senso che ci fornisce dei suggerimenti. Ma è pure necessaria l'immaginazione per creare da questi suggerimenti le grandi generalizzazioni, per indovinare i meravigliosi, semplici, ma molto strani schemi che vi stan sotto, e poi sperimentare al fine di verificare nuovamente se abbiamo indovinato gli schemi giusti. Questo processo immaginativo è talmente difficile che nella fisica si fa una divisione del lavoro: vi sono i fisici teorici i quali immaginano, deducono e cercando di indovinare nuove leggi ma non fanno esperimenti; e poi vi sono i fisici sperimentali i quali fanno gli esperimenti, immaginano, deducono e cercano d'indovinare.»

The Feynman Lectures on Physics
Caltech and The Feynman Lectures Website are pleased to present this online edition of The Feynman Lectures on Physics. Now, anyone with internet access and a web browser can enjoy reading a high quality up-to-date copy of Feynman's legendary lectures. However, we want to be clear that this edition is only free to read online, and this posting does not transfer any right to download all or any portion of The Feynman Lectures on Physics for any purpose. 


P.S. Non appena ho scritto questo post ne ho letto un altro, almeno apparentemente di segno contrario:
Troppi creativi "rovinano" la società (Stefano Pisani, MaddMaths, November 13, 2014)
Un modello matematico che dimostra che per una società non sempre avere molti creativi è un bene (anzi). Per avere un risultato culturalmente ottimale per la società, dovrebbe essere scoraggiata la creatività quando un creativo 'fa fiasco' e incoraggiata quella dei creativi di successo

12 novembre 2014

Master on-line in “Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza”

Michele Fabbri, direttore del Master di Ferrara

Il Master in Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza dell’Università di Ferrara è un master annuale di I livello che offre strumenti, metodi ed esperienze nel campo del giornalismo scientifico e della comunicazione della scienza, incluso l’ambito istituzionale.
La figura del giornalista su cui il master continua a lavorare - spiega il direttore del master, Michele Fabbri - non è, checché se ne dica, una figura professionale in crisi, quelli che sono in crisi sono i media tradizionali. Anzi in questa società c'è sempre più richiesta di formazione e di figure professionali in gradi di proporla e in questo spazio fra giornalismo e i vecchi media in crici che il master lavora, produce ricerca e anche lo sforzo di nuova formazione.

Tutta l'attività didattica è seguita da un tutor di classe e da tutor di contenuto. Le uniche attività obbligatorie in presenza sono gli esami, che si svolgono esclusivamente durante i week end. Il master offre anche la possibilità di seguire in presenza attività facoltative (seminari, laboratori, conferenze, spettacoli) organizzate anch'esse nei week end in coincidenza con le sessioni di esame.

L’iscrizione al Master comporta il pagamento di una tassa pari a Euro 2.200,00 (tra le più basse per i master di quest’ambito nel panorama italiano) così rateizzata:
  • prima rata di Euro 1.400,00 scadenza 14 novembre 2014
  • seconda rata di Euro 800,00 scadenza 13 marzo 2015
L’attivazione del corso è subordinata al raggiungimento delle 30 iscrizioni.

Normativa di riferimento per Master, Corsi di Perfezionamento e Corsi di Formazione

11 novembre 2014

Comics & Science: e la materia oscura diventa di colpo più chiara.

Comics&Science: un modello di comunicazione attraverso il fumetto, un laboratorio culturale raffinato, una maniera rigorosa e insieme divertente di mettere insieme scienza e intrattenimento. Un'operazione a mio avviso riuscitissima, anche se la scelta di dare alle due pubblicazioni la parvenza di una rivista ha penalizzato l'aspetto finale dell'opera.
Nel 2013 Leo Ortolani e Cédric Villani (Symmaceo communications e Cnr edizioni) hanno dato vita al primo volume L’approccio di Ortolani è scanzonato ma mai banale, divertente ma mai superficiale. Me ne sono accorto quando era seduto accanto a me sul palco, nelle due ore di conferenza al Cagliari FestivalScienza 2014, con le sue battute taglienti e con la sua continua ricerca di senso. Apprezzo molto il suo modo di porsi di frone al pubblico e il suo continuo regalare sorrisi e spunti per meditazioni.
In questo fumetto lo scienziato eccentrico e la complessità della materia sono il naturale nutrimento dell'umorismo di Leo Ortolani, la cui arma segreta è stata proprio osservare gli scienziati e parlare con loro. L'idea è di Andrea Plazzi, matematico, curatore dei lavori di Ortolani e di Roberto Natalini, Direttore dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo del CNR.
In questo fumetto lo scienziato eccentrico e la complessità della materia sono il naturale nutrimento dell'umorismo di Leo Ortolani, la cui arma segreta è stata proprio osservare gli scienziati e parlare con loro.
L'idea è di Andrea Plazzi, matematico, curatore dei lavori di Ortolani e di Roberto Natalini, Direttore dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo del CNR. Ieri a Cagliari Andrea Plazzi ha raccontato (con l'aiuto di un video e grazia alla sua eccellente capacità narrativa) la visita che ha compiuto al CERN il 3 luglio 2014, insime a graphic designer e autori di fumetti, guidati da scienziati che lavorano negli acceleratori.
Da questa visita ha poi, in tempi da record, dato origine alla storia a fumetti di Tuono Pettinato (autore di Enigma, Nevermind, Corpicino) che esplora la natura misteriosa del Tempo, in perenne equilibrio tra fisica teorica, filosofia e psicologia.
Sono onorato di aver preso parte a questo divertente incontro, organizzato sapientemente da Bepi Vigna, per almeno tre motivi: per la simpatia (e la competenza) dei due ospiti; per lo straordinario calore del pubblico, attento dalla prima all'ultima parola; perché condividono con me lo status di "Non Praticanti": Andrea Plazzi è un matematico non praticante, Leo Ortolani è un geologo non praticante.
Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 11/11/2014

P.S. gli amici di NUES hanno pubblicato un bellissimo resoconto sul loro blog http://nues2014.blog.tiscali.it ecco la parte dedicata al Cagliari FestivalScienza:
9/11: ExMà – Festival della Scienza, ore 11.00
Comics & Science 1 e 2
In una domenica mattina incredibilmente soleggiata, è meraviglioso entrare all’ExMà e vedere davanti ai propri occhi la scienza spiegata in maniera semplice e accattivante, attraverso esperimenti e ricostruzioni, colorate, smontabili e tattili, di quanto infinitesimamente piccolo sarebbe possibile osservare solo attraverso un microscopio. Questo è il VII Festival della Scienza, che si occupa di divulgazione scientifica, con il fine di instillare, soprattutto nei più giovani, l’amore per le discipline di questo settore, sfruttando forse il motore più potente per la conoscenza: la curiosità.
Quale location migliore, dunque, per l’incontro di Nues 2014 dedicato a Comics&Science?
Sala Conf. ExMà VII FestivalScienza
Questa pubblicazione della Symmaceo Communications, realizzata in collaborazione con Lucca Comics & Games e il CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche, intende esplorare e promuovere il connubio scienza/intrattenimento, dimostrando come sia possibile fare divulgazione scientifica, stimolando la curiosità dei lettori di tutte le età su argomenti considerati “ostici”, a partire dal fumetto, mezzo espressivo quanto mai efficace, perché capace di veicolare messaggi attraverso il racconto per immagini. La sala conferenze dell’ExMà, alle 11.00, è decisamente piena e il pubblico è pronto ad ascoltare l’editor e matematico Andrea Plazzi, che racconta, alternando aneddoti divertenti e serie riflessioni sul metodo “scientifumettistico”, i due numeri di Comics & Science: il primo, con i disegni di Leo Ortolani, attraverso il programma Misterius e il suo buffo presentatore, introduce i lettori a personaggi quali Jean Pierre Bagolot, Enrico Fermi, Kurt Godel e Cedric Villani; il secondo, con i disegni di Tuono Pettinato, propone una riflessione sul tema del tempo, citando Heidegger e Hannah Arendt, con la semplicità e l’immediatezza di un tratto che suscita interesse anche verso i concetti più complessi.
Andrea Mameli e Spider-Man
Fumetto e ironia, dunque, sono la chiave: lo si capisce quando Andrea Mameli, esperto di comunicazione e scienza, che con i suoi interventi e domande ha moderato l’incontro, sale sul palco portando con se una fidata spalla: Spider-Man!
Potrebbe sembrare strano, vedere sullo schermo della sala conferenze le immagini di una “truppa” di fumettisti che visita il Cern di Ginevra, ma senza dubbio aiuta a comprendere la genesi di un’idea e dimostra come mondi apparentemente lontani possano invece incontrarsi sulle tavole di un fumetto e, attraverso queste, esprimersi, incuriosendo un pubblico eterogeneo, per età e interessi.
Andrea Plazzi racconta: fumettisti al Cern!

Il racconto dello scorso week-end di Nues 2014 non può che concludersi con un ringraziamento a Leo Ortolani e Andrea Plazzi, per gli incontri che ci hanno regalato: vi salutiamo con la speranza che torniate presto in Sardegna a raccontare di fumetti e scienza, con la semplicità, l’ironia e la generosità che solo i “grandi” sanno dimostrare al pubblico!
Un saluto,
Lazzarino
Leo Ortolani e Andrea Plazzi a Nues 2014: il racconto

09 novembre 2014

Con Silvia Rosa Brusin, la mente del Tg Leonardo


Se una critica può essere mossa, agli organizzatori del Cagliari FestivalScienza, è di che gli eventi sono tantissimi e seguirli tutti è impossibile. Oggi, penultima giornata, ce ne sono in programma 14, distribuiti tra ExMà e MonteClaro. Per gli amanti degli sguardi alti, tra scienza e filosofia segnaliamo la presentazione del libro “Vita e natura. Una visione sistemica” di Fritjof Capra e Pier Luigi Luisi (Sala conferenze ExMà) alle 10 e 30. Allo stesso orario e a pochi metri di distanza Alessia Zurru (Laboratorio Scienza) fa giocare i bambini con la fisica: “Newton e la mela in testa”. Sempre alle 10 e 30 ma nel Teatrino di Monte Claro i divulgatori svizzeri Giorgio Hausermann e Marco Miranda celebrano i 10 anni del progetto “La scatola di Einstein”.
Nel pomeriggio Silvia Rosa Brusin, ideatrice e conduttrice del Tg Leonardo racconta la sua, straordinariamente unica, esperienza di telegiornale scienficico, alle 16 e 30 nella Sala conferenze ExMà. Stesso luogo, ma alle 18, il fisico Guido Pegna affronterà un tema elettrizzante: “Qual'è il confine fra normale e paranormale? Un esempio di fisica vissuta”.
Alla giornalista Silvia Rosa Brusin abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa della sua esperienza alla guida del Tg Leonardo.
Perché “La scienza dietro l'angolo”?
«Perché è la scienza che sta per arrivare ma che non puoi prevedere. È quella che si trova dietro l'angolo dei laboratori, come quella che in 20 anni abbiamo raccontato con il nostro telegiornale scientifico: un esperimento della Rai l'unico del genere in Europa. Noi trasformiamo in notizia quello che avviene nei laboratori. Per farlo serve uno sguardo preveggente e c'è bisogno di spiegare bene notizie in cui spesso l'aspetto scientifico non appare in superficie. In 20 anni abbiamo avuto la fortuna di incrociare i più grossi eventi scientifici dalla decifrazione del Genoma umano alla scoperta del Bosone di Higgs.»
Non è un impegno da poco?
«Abbiamo avuto la fortuna e la capacità di incrociare i fatti fondamentali della scienza. Noi non siamo divulgatori scientifici ma giornalisti scientifici: non facciamo la lezione sulla legge della relatività ma in qualche maniera cerchiamo il modo di spiegare le grandissime scoperte e tra le righe dobbiamo riuscire a far capire che dietro c'è la relatività.»
Quali sono le principali difficoltà e i successi?
«Abbiamo solo 10 minuti al giorno. E abbiamo sempre almeno un milione di spettatori al giorno.»
Vi capitano molte bufale scientifiche?
«In vent'anni di bufale ne abbiamo incontrate tante. Ormai devo dire che ce ne accorgiamo “a pelle”, o per una straordinarierà sospetta o per altri indizi che ci mettono in guardia. La migliore arma è andare sempre a verificare le fonti.»
Andrea Mameli (articolo pubblicato nella pagina della Cultura del quotidiano L'Unione Sarda, 8/12/2014)