13 dicembre 2014

Le meraviglie del cervello (dell'attore e dello spettatore)

Grazie alla compagnia L'aquilone di Viviana oggi Cagliari ha ospitato un interessante dialogo tra Gabriele Sofia (Phil. Doctor in Tecnologie digitali per la ricerca sullo spettacolo, Université Paul Valery di Montpellier III), Gaetano Di Chiara (docente di farmacologia all'Università di Cagliari) e Laura Bifulco (Comitato Scienza Società Scienza). "Le acrobazie dello spettatore: dialoghi fra teatro e neuroscienze".
Gabriele Sofia ha illustrato alcune ricerche come quella che ha evidenziato effetti benefici del teatro in pazienti con morbo di Parkinson ("Active Theater as a Complementary Therapy for Parkinson's Disease Rehabilitation: A Pilot Study") e quella che mostra le relazioni tra chi compie un'azione e chi la osserva ("I know what you are dong: a neurophysiological study"). Ma soprattutto ha portato a riflettere sulla necessità per l'attore di sviluppare uno schema corporeo differente: lo schema corporeo performativo.
Gabriele ha fatto riflettere sulla particolare condizione del mestiere dell'attore che si deve sforzare di di rendere la propria gestualità e la propria voce più aderenti possibili a quelle "reali".
Gaetano Di Chiara ha illustrato lo studio di Lauri Nummenmaaa, Enrico Glereanb, Mikko Viinikainenb, Iiro P. Jääskeläinenb, Riitta Haria, Mikko Samsb del 2011 ("Emotions promote social interaction by synchronizing brain activity across individuals") nel quale sono state osservate (con isonanza magnetica funzionale: fMRI) durante la visione di frammenti di film (When Harry Met Sally e The Godfather). Lo studio mostra che le emozioni forti sincronizzano le reti di elaborazione del cervello: quelle spiacevoli nelle regioni frontale e mediana, mentre quelle piacevoli sincronizzano l'attività nelle reti connesse con attenzione, tatto e visione. Questo lavoro conferma che le emozioni umane possono portare a migliorare l'interazione sociale.
Mi è subito venuta in mente una domanda: quali aree si attivano nel cervello di persone nonvedenti che ascoltano l'audio di un film?

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 13 Dicembre 2014

Experimental design for fMRI (Upper) and subjective emotional ratings (Lower)

P.S. Prossimo appuntamento: Domenica 14 Dicembre alle 19:00 Processi Creativi Random. Regia: Ilaria Nina Zedda. Musiche e suoni: Fabio Piras. Due drammaturghi (Rossana Copez e Massimiliano Messina) e due attrici (Maria Loi e Marta Proietti Orzella) mostreranno in diretta il processo creativo con la scrittura e l'esecuzione dal vivo. Tutte le componenti che partecipano alla costruzione del processo saranno visibili simultaneamente grazie alle proiezioni coordinate da Marco Quondamatteo. Anche lo spettatore partecipa alla costruzione e sceglie le proposte da seguire.


08 dicembre 2014

Esperienza di avvicinamento al carciofo: riuscita

«Il carciofo dal tenero cuore si vestì da guerriero, ispida edificò una piccola cupola, si mantenne all’asciutto sotto le sue squame» (Pablo Neruda. Ode al carciofo)

Mi è rimasto l'amaro in bocca. E non in senso metaforico: la degustazione del Carciofo spinoso di Sardegna Dop è stata una piacevole sopresa, per come è stata condotta (da personale dell'agenzia regionale per lo sviluppo in agricoltura Laore) e nel contesto in cui era collocata (il Festival Scirarindi). Ho partecipato alla degustazione durata circa un'ora e mezza) grazie al suggerimento dell'antropologa culturale Alessandra Guigoni, giunto dopo che avevo tentato inutilmente di orientarmi nel vastissimo programma del festival: da solo non ci sarei mai arrivato Ho così scoperto l'importanza di questo prodotto alimetare e credo di aver imparato, almeno parzialmente ad apprezzare le sue virtù. L'agenzia Laore, nel volume "Ortaggi, salute e consumo consapevole" (2011, 302 pagine) scrive: "Lo spinoso sardo rappresenta senz'altro l'ortaggio tradizionale per eccellenza. Dal mese di febbraio 2011 è ufficialmente riconosciuto come prodotto DOP dall'Unione Europea".
Ho sempre avuto molte curiosità sul carciofo e la prima parte dell'incontro le ha soddisfatte tutte: Gianfranco Matta e Davide Puddu hanno illustrato le caratteristiche alimentari di questo ortaggio e le peculiarità dell'analisi sensoriale (basata su gusto, olfatto e tatto).
L'agenzia Laore, nel volume "Ortaggi, salute e consumo consapevole" (2011, 302 pagine) scrive: "Lo spinoso sardo rappresenta senz'altro l'ortaggio tradizionale per eccellenza. Dal mese di febbraio 2011 è ufficialmente riconosciuto come prodotto DOP dall'Unione Europea".
La degustazione vera e propria, condotta da Elisabetta Pace e Silvia Bertelli, ha portato i partecipanti a riconoscere gli aspetti principali di questo prodotto alimentare. La difficoltà maggiore, per me (e credo per tutti coloro che si avvicinano all'affascinante mondo delle degustazioni guidate) è stata memorizzare gli odori e i sapori, per poi confrontarli: per il resto sono utilissime le schede per le valutazioni. Un'esperienza intensa, resa viva dalla sperimentazione diretta: una conferenza sugli stessi temi non sarebbe mai altrettanto coinvolgente.

«Così finisce in pace la carriera del vegetale armato che si chiama carciofo, poi squama per squama spogliamo la delizia e mangiamo la pacifica pasta del suo cuore verde» (Pablo Neruda)

Andrea Mameli
Blog Linguaggio Macchina 
8 Dicembre 2014