08 dicembre 2014

Esperienza di avvicinamento al carciofo: riuscita

«Il carciofo dal tenero cuore si vestì da guerriero, ispida edificò una piccola cupola, si mantenne all’asciutto sotto le sue squame» (Pablo Neruda. Ode al carciofo)

Mi è rimasto l'amaro in bocca. E non in senso metaforico: la degustazione del Carciofo spinoso di Sardegna Dop è stata una piacevole sopresa, per come è stata condotta (da personale dell'agenzia regionale per lo sviluppo in agricoltura Laore) e nel contesto in cui era collocata (il Festival Scirarindi). Ho partecipato alla degustazione durata circa un'ora e mezza) grazie al suggerimento dell'antropologa culturale Alessandra Guigoni, giunto dopo che avevo tentato inutilmente di orientarmi nel vastissimo programma del festival: da solo non ci sarei mai arrivato Ho così scoperto l'importanza di questo prodotto alimetare e credo di aver imparato, almeno parzialmente ad apprezzare le sue virtù. L'agenzia Laore, nel volume "Ortaggi, salute e consumo consapevole" (2011, 302 pagine) scrive: "Lo spinoso sardo rappresenta senz'altro l'ortaggio tradizionale per eccellenza. Dal mese di febbraio 2011 è ufficialmente riconosciuto come prodotto DOP dall'Unione Europea".
Ho sempre avuto molte curiosità sul carciofo e la prima parte dell'incontro le ha soddisfatte tutte: Gianfranco Matta e Davide Puddu hanno illustrato le caratteristiche alimentari di questo ortaggio e le peculiarità dell'analisi sensoriale (basata su gusto, olfatto e tatto).
L'agenzia Laore, nel volume "Ortaggi, salute e consumo consapevole" (2011, 302 pagine) scrive: "Lo spinoso sardo rappresenta senz'altro l'ortaggio tradizionale per eccellenza. Dal mese di febbraio 2011 è ufficialmente riconosciuto come prodotto DOP dall'Unione Europea".
La degustazione vera e propria, condotta da Elisabetta Pace e Silvia Bertelli, ha portato i partecipanti a riconoscere gli aspetti principali di questo prodotto alimentare. La difficoltà maggiore, per me (e credo per tutti coloro che si avvicinano all'affascinante mondo delle degustazioni guidate) è stata memorizzare gli odori e i sapori, per poi confrontarli: per il resto sono utilissime le schede per le valutazioni. Un'esperienza intensa, resa viva dalla sperimentazione diretta: una conferenza sugli stessi temi non sarebbe mai altrettanto coinvolgente.

«Così finisce in pace la carriera del vegetale armato che si chiama carciofo, poi squama per squama spogliamo la delizia e mangiamo la pacifica pasta del suo cuore verde» (Pablo Neruda)

Andrea Mameli
Blog Linguaggio Macchina 
8 Dicembre 2014

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