06 giugno 2015

Zia Consola, grazie per il tuo sorriso

Anche quest'anno la famiglia Melis di Perdasdefogu si apprestava a confermare la propria presenza nel Guinness dei primati (per il terzo anno consecutivo) come famiglia più longeva del mondo: i fratelli (iniziando dai più "giovani") Mafalda 81, Vitalia 84, Vitalio 88, Adolfo di 91 anni, Concetta 94, Antonio 96, Claudina 102 (il 30 Giugno) e Consola, che avrebbe compiuto 108 anni il 22 agosto.
Ma se Zia Consola ha mancato l'appuntamento con i 108 anni io non dimenticherò mai quel suo sorriso inossidabile e quel senso dell'umorismo autenticamente contagioso.
Grazie.

Una risata NON vi seppellirà. Chi ride può campare più di cent'anni (Linguaggio Macchina, 26 Agosto 2013)

Poche settimane fa ABC news (Today Health) ha dedicato un servizio all'alimentazione della famiglia Melis: Try the healthy minestrone soup that might just help you live to 100! (12 Maggio 2015).

05 giugno 2015

Aaron Ciechanover e la Medicina Personalizzata: «Io sono una persona, non una statistica.»


La mia intervista a Aaron Ciechanover pubblicata nella pagina della Cultura del quotidiano L'Unione Sarda



«Rna, Dna, proteine: la cura del paziente inizia da qui»

Andare controcorrente spesso ha dei vantaggi. È il caso di Aaron Ciechanover, premio Nobel per la Chimica nel 2004 per aver scoperto i meccanismi di degradazione delle proteine, la loro morte, mentre tutti gli altri si interessavano alla loro vita. Oggi Ciechanover divide il suo tempo tra la rierche (nei laboratori dell'Israel Institute of Technology di Haifa, dove è nato nel 1947, «un mese prima che l'ONU riconoscesse lo stato di Israele»), le riunioni della Pontificia Accademia delle Scienze e le conferenze in giro per il mondo. Oggi sarà a Cagliari (alle 20 in Piazza Palazzo) per raccontare una rivoluzione della medicina personalizzata.
Cosa è la medicina personalizzata?
«Si tratta un approccio differente alla cura, che non si occupa solo della malattia ma anche del paziente, perché tiene conto delle differenze tra le persone. L'uomo risponde ai diversamente a una particolare cura rispetto alla donna. Con un paziente la terapia può avere effetti, con un altro no, con altri ancora predominano gli effetti collaterali. In medicina abbiamo avuto molte rivoluzioni. Io sono una persona, non una statistica.»
Perché si parla di rivoluzione?
«Partiamo dallo sviluppo di modelli di medicine. Pensate a cosa è stato fatto per il diabete, per il colesterolo e tante altre malattie. Poi c'è stata una grande rivoluzione con la tecnologia, pensate alle immagini per la diagnostica, come la Risonanza Magnetica. E poi arti artificiali e parti di cuori. Quindi la più importante: la medicina personalizzata. Quella che si avvale di tutte le conquiste precedenti e mette al centro il paziente. E' quella che si occupa della persona analizzando DNA, RNA, proteine e metaboliti.» 
Il padre Il padre della Medicina Personalizzata, Leroy Hood, ha coniato l'espressione 4P: personalizzata, predittiva, preventiva e partecipatoria. È d'accordo?
«Se scoprono che avete un gene che porta al cancro, possono farlo sapere al vostro datore di lavoro, a vostro marito o a vostra moglie, ai vostri figli. Siete d'accordo o no? E se si scopre che avete un gene legato a una grave patologia cosa fate? Scegliete di avere avere figli o no? Solo il paziente può rispondere a questi interrogativi. Sono decisioni molto personali, che sollevano grandi dilemmi etici. E c'è anche una quinta P: la precisione.»
Perché si parla di rivoluzione?
«Non so prevedere se sarà più economica o no. Bisogna guardare l'andamento degli ultimi 30 anni e si vede che la medicina è diventata sempre più costosa. E temo che la sanità sarà accessibile a sempre meno persone perché i sistemi sanitari nazionali non saranno in grado di sostenersi.»
Se avesse la bacchetta magica quale malattia cancellerebbe?
«Difficile rispondere. Direi il Cancro, ma il cancro esiste in centinaia di forme. Direi allora che la cosa più importante è prevenire le malattie. E anche qui non c'è una risposta unica perché esistono molte malattie e sono molti modi per prevenire le malattie. Purtroppo in medicina la bacchetta magica non esiste.»
Come si diventa premi Nobel?
«Con un misto di ingredienti: bisogna investire molto tempo e molta perseveranza, avere molta passione per la scienza e la volontà di lavorare duro. Spesso conta la serendipità: scoprire qualcosa cercandone un'altra. Ma bisogna essere anche fortunati, trovarsi al posto giusto nel momento giusto. E soprattutto bisogna avere la fortuna di incontrare buoni insegnanti, e a me è successo.»
Prima volta in Sardegna?
«No. Sono stato a un convegno a Olbia qualche anno fa. Conosco già la prossima domanda: so che la vostra isola è nota per la longevità dei suoi abitanti.»

Andrea Mameli

RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo pubblicato il 5 Giugno 2015, L'Unione Sarda, pagina 40.

04 giugno 2015

Il senso dell'umorismo secondo Aaron Ciechanover

Ho sempre pensato al senso dell'umorismo come a un chiaro indicatore della presenza di vita intelligente. Così, quando il premio Nobel Aaron Ciechanover alla domanda se il senso dell'umorismo ha una qualche importanza nella vita mi ha risposto: "Non potrei farne a meno", mi sono sentito gratificato.


Con A. Ciechanover a Cagliari (4 Giugno 2015)


Lei è noto per essere un uomo spiritoso. L'umorismo ha qualcosa a che vedere con il suo mestiere?

«Penso di sì. Tutti noi abbiamo personalità diverse, l'oceano degli esseri umani è molto più diversificato di qualsiasi altro mare, ma penso che dovremmo mantenere noi stessi nella giusta proporzione. Man mano che si invecchia si scende un po' dal podio, anche come scienziati. Dobbiamo essere estremamente seri da un lato, nel capire il mondo e cercare di viverci in pace, per quanto è possibile; dall'altro lato non ci possiamo prendere troppo sul serio. Cosa spinge noi uomini a ridere? Questa è una grande domanda scientifica, sa? Cos'è uno scherzo? Come siamo stati educati a capire questo tipo di attività umana, ad accorgerci che uno scherzo è uno scherzo? Anche una domanda del genere appartiene alla conoscenza, e mi affascina. Prendere la vita con una certa levità credo che in fondo ci aiuti, l'umorismo ci aiuta a spendere energie per fini utili e non a sprecarle per altre cose inutili. L'uomo butta via gran parte del suo tempo, il sense of humour ce ne fa risparmiare un po'.»
(Lo scienziato che guardò da un'altra parte. Carlo Dignola. L'Osservatore Romano, 3 Luglio 2010)


Humor ability reveals intelligence, predicts mating success, and is higher in males.
Gil Greengrossa, Geoffrey Millerb.
Intelligence. Volume 39, Issue 4, July–August 2011, Pages 188–192
Abstract
A good sense of humor is sexually attractive, perhaps because it reveals intelligence, creativity, and other ‘good genes’ or ‘good parent’ traits. If so, intelligence should predict humor production ability, which in turn should predict mating success. In this study, 400 university students (200 men and 200 women) completed measures of abstract reasoning (Raven's Advanced Progressive Matrices), verbal intelligence (the vocabulary subtest of the Multidimensional Aptitude Battery), humor production ability (rated funniness of captions written for three cartoons), and mating success (from the Sexual Behaviors and Beliefs Questionnaire). Structural equation models showed that general and verbal intelligence both predict humor production ability, which in turn predicts mating success, such as lifetime number of sexual partners. Also, males showed higher average humor production ability. These results suggest that the human sense of humor evolved at least partly through sexual selection as an intelligence-indicator.



02 giugno 2015

Bando del concorso FunkyPrize 2015: Usare e osare il digitale

Il concorso FunkyPrize intende individuare, segnalare e premiare coloro che, con la loro attività, usano e osano il digitale in sintonia  con il manifesto del concorso e ispirandosi ai valori di positività, umanità e semplicità che hanno indirizzato le attività e gli insegnamenti di Marco Zamperini.
I seguenti elementi saranno considerati particolarmente importanti nella valutazione delle candidature: la stretta relazione delle attività con le tematiche della rete e del suo sviluppo maturo e consapevole nel nostro Paese, l’ampiezza e la continuità del loro impatto – anche potenziale – sul pubblico cui sono rivolte, gli aspetti innovativi e lo spirito “funky”. Saranno prese in considerazione tutte quelle esperienze che hanno “osato” migliorare la vita delle persone in ambiti di interesse collettivo. A puro titolo di esempio, senza che ciò limiti altre possibilità, rientrano fra tali ambiti: la salute, l’istruzione, l’inclusione e la partecipazione sociale, i diritti e i doveri della cittadinanza digitale.

Requisiti di partecipazione
Il concorso è riservato a persone fisiche, Società o Enti residenti in Italia o comunque operanti stabilmente in Italia e muniti di codice fiscale.  La partecipazione al concorso è libera e gratuita. Non possono partecipare al concorso i membri del Comitato Premio Marco Zamperini, i promotori e i membri della Giuria del premio, le aziende che sostengono finanziariamente il premio e i loro dipendenti.

Modalità di partecipazione 
Per partecipare al concorso è necessario presentare la propria candidatura esclusivamente online attraverso il sito www.funkyprize.org seguendo le istruzioni ivi indicate.

In particolare, si dovrà:
  • stampare e firmare il modulo di accettazione delle condizioni del concorso, scaricabile dal sito;
  • compilare in ogni sua parte l’apposito formulario sul sito, inserendo ogni informazione ritenuta utile;
  • inoltrare quando sopra esclusivamente attraverso il sito, allegando la scansione del modulo di accettazione sopra menzionato e di un documento di identità in corso di validità.

31 maggio 2015

Jeremy Rifkin a Cagliari il 5 Giugno: Internet of things come fattore chiave della terza rivoluzione industriale

Jeremy Rifkin sarà a Cagliari il 5 Giugno: interverrà al festival Leggendo Metropolitano sul tema La Società a costo marginale zero.


Nel libro del 2014 The Zero Marginal Cost Society, Rifkin indica nella “Internet of things” l'elemento chiave della terza rivoluzione industriale. Una rivoluzione industriale in cui trovano posto le "smart grid": reti intelligenti nelle quali ogni edificio produce l'energia di cui ha bisogno e decide se consumarla, se vendere il surplus o se immagazzinarla.

Nel libro, pubblicato in Italia da Mon­dadori con il titolo La società a costo marginale zero Rifkin sottolinea il ruolo svolto dalle fonti rin­no­va­bili nel ridi­se­gnare le strutture urba­ne, la rein­ven­zione della pro­prietà pri­vata a par­tire dai com­mons fisici e "imma­te­riali", l’economia della col­la­bo­ra­zione e l'affermazione che ha fornito il titolo del libro: i costi legati alla produzione di un bene si stanno avvicinando a zero.

Due letture per approfondire il pensiero di Rifkin: 
E due letture critiche:
  • No Value (Timoty Ogden, Stanford Social Innovation Review, Autunno 2014)
  • Il paradosso di Rifkin (Leonardo Baggiani, criticaustriaca.it, 13 Aprile 2015)

Ricordo quando Rifkin venne in Sardegna, il 15 maggio 2009, per il venticinquesimo congresso Nielsen al Forte Village di Pula. Lo ricordo bene perché il quotidiano L'Unione Sarda mi chiese un pezzo per la pagina della Cultura (che fu pubblicato il 15 maggio con il titolo: Rivoluzione verde: la lezione sarda del professor Rifkin e con una splendida foto scattata dall'amico Marco Cogoni). Rifkin ha introdotto il concetto di Terza rivoluzione industriale, che ha poi sviluppato nel libro del 2011 La terza rivoluzione industriale: come il "potere laterale" sta trasformando l'energia, l'economia e il mondo
Qualche anno dopo l'amico Gianfranco Meloni mi mandò un fumetto, basato sul pensiero di Rifkin, che pubblicai il 6 Gennaio 2012 con il titolo Rivoluzione energetica secondo Rifkin