11 dicembre 2016

A cavallo tra i fili di rame e la filiconìa. Cosa mi ha insegnato la mostra Barocco digitale di Alberto Soi

Memoria di macchine elettroniche che hanno elaborato idee, pensieri, immagini, lavoro.
Elementi rivelatisi caduchi, ormai muti, impenetrabili.
Geometrie, volumi, oggetti ormai destituiti di senso incontrano altri oggetti ancora densi di devozione popolare.
La loro unione richiede adattamenti e scomposizioni, crea un contorno che echeggia fasti barocchi e un nuovo senso, ancora religioso.

Alberto Soi



I circuiti stampati scelti da Alberto Soi costituiscono, per chi scrive, qualcosa di molto vicino alla perfezione.
Questi fogli rigidi, quasi tutti di verdissima bachelite, sui cui corpi s'innestano lucenti piste di rame e avvolgimenti di sottili fili dorati, rappresentano l'eterno conflitto tra conduttori e isolanti.
Ma per esaltare le virtù di questi materiali prodigiosi, i seminconduttori, dobbiamo cercare con più attenzione, fino a scorgere i transistor, le resistenze, i condensatori, i diodi.
E, talvolta, possiamo riuscire a riconoscere anche le sublimi forme dei circuiti integrati, che racchiudono tanti componenti in pochissimo spazio.
Per questi brandelli di computer, io, fisico non praticante, confesso di nutrire qualcosa di religioso: li considero resti sacri, da venerare, come reliquie di quella conoscenza intellettuale che si è saputa incarnare nella materia fisica.
Un'incarnazione a grandezza decrescente, come recita la profezia di Gordon Moore (1965): il numero di transistor che si possono inserire in un circuito integrato raddoppia ogni due anni.
Ma grazie al cielo la Legge di Moore, che in altre parole regola il rimpicciolimento dei dispositivi elettronici, è destinata a fare i conti con le supreme leggi della fisica, in particolare l'effetto Joule (quello che lega indissolubilmente il passaggio di corrente elettrica all'interno dei circuiti con la produzione di calore) e i comportamenti quantistici della materia. (1)
Non è dunque per un caso fortuito che oggi abbiamo Barocco digitale.
Provate a pensare che cosa sarebbe successo se i circuiti non fossero stati più grandi di pochi millimetri?
Dove avrebbero trovato spazio le sacre immagini?
Ecco che ora i circuiti non più percorsi da corrente svelano tutto il loro potere salvifico, che consiste nel concedere asilo a quelle "piccole immagini devozionali", come le chiamava il loro primo studioso, Adolf Spamer. (2)
Ora, non è che la filiconia, così definita dieci anni fa dal collezionista di immaginette sacre Attilio Gardini, troverà spazio tra i cultori del retrocomputing.
Nient'affatto: resteranno due mondi separati. Ma due mondi che da questo incontro possono trarre incoraggiamento reciproco, sempre che i RAAE (3) e le immaginette possano aver bisogno di qualche incoraggiamento.
Sarei curioso di osservare le reazioni del pubblico, quelle istintive e quelle meditate, come di fronte a ogni forma d'arte, al cospetto di quelle cornici di rame che ornano il volto della Beata Vergine o di quei "pin" che racchiudono la Madonna del Buon Consiglio.
Cosa accade quando la creatività di un artista fa sposare il prodotto dell'ingegno umano con il falso barocco?
Sarei curioso anche di sapere quali reazioni susciterebbe Barocco digitale in Jorge Mario Bergoglio, primo papa a citare un film nel testo di un'Esortazione Apostolica ("Il pranzo di Babette" di Gabriel Axel in Amoris laetitia, 2016) per spiegare il concetto di gratuità e di festa. E il primo papa a parlare di Ecologia Integrale dentro un'enciclica (Laudato si', 2015).
Ora non vorrei ammantare di valore escatologico l'opera di Alberto Soi, ma secondo me Barocco digitale sembra proprio inserirsi nel solco tracciato dall'enciclica ispirata a San Francesco: "Non ci sono due crisi separate, una ambientale e un'altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale. Le direttrici per la soluzione richiedono un approccio integrale per combattere la povertà, per restituire dignità agli esclusi e nello stesso tempo per prendersi cura della natura" (4).
Forse la metafora di queste due crisi risiede nel rifiuto elettronico che si riveste di volti sorridenti?

Andrea Mameli

(1) The chips are down for Moore's law. The semiconductor industry will soon abandon its pursuit of Moore's law. Now things could get a lot more interesting. M. Mitchell Waldrop. Nature, 9 February 2016.
(2) Adolf Spamer. Das kleine Andachtsbild vom XIV. bis zum XX. Jahrhundert (F. Bruckmann, München, 1930).
(3) Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, direttiva europea RAEE 2012/19/EU.
(4) Laudato sì. Capitolo quarto. Un'ecologia integrale (139).


P.S. Oggi ho visto la mostra e ho capito (anzi ho rafforzato perché in qualche modo lo sapevo già) due cose:
1)  rivedere la mostra almeno una seconda volta, possibilmente con qualcuno che possa cogliere particolari che tu non noti, è indispensabile per trovare le sfumature che ti erano sfuggite;
2) quando pensi di aver capito tutto e osservato tutto c'è sempre qualcuno che ti mostra qualcosa che non avevi proprio capito o neppure visto, come l'immaginetta "Madonna con Bambino" connessa con un sacerdote cinese, Padre Taddeo, che visse a Cagliari (e io invece immaginavo del tutto lontana, come origine almeno alla nostra città) e le mani 

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