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Carl Sagan. Da alieno tra gli astrofisici a profeta indimenticabile

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La placca in onore di Carl Sagan a Brooklin Carl Edward Sagan (9 Novembre 1934, 20 Dicembre 1996) è entrato nell'immaginario collettivo come l'animatore del dibattito, interno al mondo scientifico, sulla possibilità di un incontro con entità extraterrestri. Non sarà stato facile, almeno all'inizio, far breccia tra gli astrofisici, impegnati a osservare rigorosamente il metodo scientifico. Ma poi, graudalmente, la possibilità di sfruttare il setacciamento cosmico effettuato dai radiotelescopi terrestri anche per indagare possibili segnali alieni è stata accettata e oggi è una pratica normale. Prima di Sagan sarebbe stato un sacrilegio parlare di Wow Signal in un radiotelescopio (come ad esempio nel caso, a me vicino, del Sardina Radio Telescope ). Della voluminosa eredità scientifica e divulgativa di Carl Sagan cito il romanzo Contact (da cui è tratto il film di Robert Zemeckis del 1997), il progetto di ricerca SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence)...

Il pianeta Terra visto dalla sonda Cassini (prossima a Saturno)

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Ecco una nuova fotografia che ci mostra quanto siamo piccolini rispetto al resto: è stata scattata il 19 Luglio 2013 dalla sonda Cassini. Praticamente siamo noi visti da Saturno (il pianeta intorno al quale la sonda Cassini è in orbita dal 2004). NASA/JPL-Calthech Space Science Institute Un precedente famoso: nel 1990 la sonda Voyager 1 fotografò il pianeta Terra dalla distanza di 6 miliardi di chilometri: "Pale Blue Dot": la Terra vista dallo spazio profondo e il sogno di Carl Sagan

"Pale Blue Dot": la Terra vista dallo spazio profondo e il sogno di Carl Sagan

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Nel 1990 la sonda Voyager 1 scattò una foto in direzione Terra dalla distanza di 6 miliardi di chilometri realizzando il sogno dell'astronomo Carl Sagan. Osservando attentamente questa foto si riesce a scorgere il nostro pianeta: è il punto blu a metà della banda marrone sulla destra. E vista da 6 miliardi di chilometri la Terra appare proprio un piccolo puntino nel buio dello spazio profondo: Pale Blue Dot. Oggi, primo maggio 2011, la sonda Voyager 1 ha raggiunto i confini del Sistema Solare. Il suo propulsore, basato sul decadimento radioattivo del Plutonio 238 le permetterà di viaggiare fino al 2020. Le sonde Voyager 1 e 2 sono le uniche ancora attive in quella regione dello spazio e sono tuttora in grado di svolgere compiti scientifici, come dimostrano le recenti prese di dati sul vento solare. La sonda si sta allontanando dal sistema solare a una velocità di 17,063 km al secondo, pari a 3,600 Unità Astronomiche all'anno. Le distanze dalla Terra sono indicate, in tempo rea...