08 novembre 2013

Carl Sagan. Da alieno tra gli astrofisici a profeta indimenticabile

La placca in onore di Carl Sagan a Brooklin
Carl Edward Sagan (9 Novembre 1934, 20 Dicembre 1996) è entrato nell'immaginario collettivo come l'animatore del dibattito, interno al mondo scientifico, sulla possibilità di un incontro con entità extraterrestri.
Non sarà stato facile, almeno all'inizio, far breccia tra gli astrofisici, impegnati a osservare rigorosamente il metodo scientifico.
Ma poi, graudalmente, la possibilità di sfruttare il setacciamento cosmico effettuato dai radiotelescopi terrestri anche per indagare possibili segnali alieni è stata accettata e oggi è una pratica normale. Prima di Sagan sarebbe stato un sacrilegio parlare di Wow Signal in un radiotelescopio (come ad esempio nel caso, a me vicino, del Sardina Radio Telescope).

Della voluminosa eredità scientifica e divulgativa di Carl Sagan cito il romanzo Contact (da cui è tratto il film di Robert Zemeckis del 1997), il progetto di ricerca SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence) e le placche poste all'interno delle sonde Pioneer.
Ma il testamento di Carl Sagan è anche nella foto scattata nel 1990 dalla sonda Voyager 1 in cui si vede il pianeta Terra dalla distanza di 6 miliardi di chilometri: "Pale Blue Dot": la Terra vista dallo spazio profondo e il sogno di Carl Sagan.

Andrea Mameli 

P.S. Nel blog di Daniele Barbieri ho recuperato un post molto interessante che avevo letto quest'estate e non ritrovavo più: Il segnale «Wow» o della speranza (13 Agosto 2013).

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