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Quando in classe gli scolari erano più di 40

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Tra meno di un mese sarà passato un anno da quando il cuore di Babbo ha smesso di battere. E mi accorgo che oggi riaffiorano solo ricordi felici. Curiosamente oggi ho ricevuto una foto riferita a qualcosa che non ho vissuto: ritrae Babbo con una classe di 41 scolaretti. Non so di che anno è quella foto (ma immagino di un periodo compreso tra il 1950 e il 1960). Non so in che scuola è stata scattata. So solo che una classe di 41 scolaretti  (sempre che il giorno della foto non mancasse qualcuno) fa spavento. E allora riaffiorano altri ricordi: Babbo mi raccontò di aver frequentato un corso di costruzione di giocattoli, in Svizzera. Quando? Dove? Chissà se riuscirò mai a scoprirlo... So solo che con lui c'era il maestro Salis di Santulussurgiu. Andrea Mameli Blog Linguaggio Macchina Perdasdefogu ricorda Tito Mameli. L'importanza dei Maestri Elementari (Linguaggio Macchina, 24 dicembre 2012)   Tito Mameli, Maestro (Education 2.0, 5 Aprile 2013) A sinistra...

Perdasdefogu ricorda Tito Mameli. L'importanza dei Maestri Elementari.

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Il 22 Dicembre 2012 Perdasdefogu ha onorato il ricordo di mio padre, Tito Mameli , con un incontro nella Biblioteca Comunale. Con la relazione di Francesca Lai è stato possibile ricostruire l'elenco dei Maestri Elementari dal 1750 al 1923. Giacomo Mameli ha poi letto l'elenco della classe composta dai nati nel 1936, con la quale Tito Mameli iniziò a insegnare, subito aver conseguito il Diploma di Maturità Magistrale. In linea con la splendida atmosfera di curiosità e collaborazione che si viene a creare nella Biblioteca di Perdasdefogu sono state poi ascoltate le testimonianze di alcuni ex scolari. Tra le tante segnlo quella di Felice Tegas , nato nel 1936, autore di una bellissima lettera, dalla quale riporto alcuni passaggi:   "Caro Maestro Tito, sono il tuo ex alunno Felice Tegas da Perdas, ti scrivo perché ora non posso parlarti più; ti scrivo per riconoscenza. Non sei stato un burocrate, ma un lavoratore del campo, un contadino della cultura, un seminatore di...

L'albero di Foghesu, le foto e la memoria sbiadita

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Cosa sarebbe la nostra memoria senza le fotografie ? Sarebbe forse più debole, perché non potrebbe avvalersi di immagini di rinforzo ? Oppure sarebbe più forte, in quanto più allenata a farne a meno? Non ho elementi per analizzare la seconda ipotesi e quindi mi fermo alla prima. Senza le immagini fotografiche alcuni dei nostri ricordi si deformano, sfumano, scompaiono. A volte un ricordo persiste esclusivamente (o quasi) perché viene rigenerato dalle fotografie. Altre volte al ricordo dell’evento si sovrappone al ricordo dalla fotografia dell’evento e l'immagine, stampata o digitale, assume un ruolo cruciale. A me è successo qualcosa di simile con questo autoscatto del 27 Ottobre 1988 (fotocamera reflex: Petri MF-101, obiettivo: 50 mm, pellicola: Kodachrome). Una foto che ha al centro una piccola catasta di legname, a destra, vicino al portone di casa c'è mio padre, Tito, e a sinistra, vicino alla finestra ci sono io. Qualche giorno fa ho ritrovato la foto in un cas...

La nostalgia dell'immortalità. Quando mio babbo e mio suocero si incontrarono sotto le bombe. In ricordo di Enrico Pili.

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Quando l'uomo arrivò alla porta del rifugio era quasi senza respiro. Aveva percorso i due chilometri che separano il porto di Cagliari dai Giardini Pubblici tutti di corsa. "Anti sciusciau tottu"... Esclamò quando lo fecero entrare nelle antiche grotte scavate nel calcare. E subito richiusero la porta: le esplosioni sarebbero durate ancora a lungo. "Hanno distrutto il porto!" Gridò ancora poi fu soltanto silenzio in quella spelonca. Un silenzio interrotto, a ondate, dai motori degli aerei e delle loro bombe. Era una domenica fredda ma solare, quel 28 febbraio 1943 e quando mancavano dieci minuti all'una apparvero in cielo 46 quadrimotori Boeing B 17 “Flying Fortress”, scortati da 39 caccia Lockheed P-38J “Lightning”. A Cagliari tutti si stavano sedendo a tavola, tranne chi lavorava al porto o in una delle due stazioni ferroviarie e pochi altri, quando si scatenò l'inferno. Gli aerei “alleati” scaricarono 538 bombe sul porto e la stazione della città. I...