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L'importanza della memoria. Intervista a Vittore Bocchetta, antifascista, reduce dei lager nazisti

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C'è un prima e un dopo nelle parole di Vittore Bocchetta , antifascista. Ma c'è soprattutto un durante . Durante la prigionia nei lager nazisti di Flossenbürg e Hersbruck , dove il suo nome era sostituito dal numero 21361 e dal triangolo rosso. Nato a Sassari nel 1918, Bocchetta dal 1949 ha vissuto e insegnato in America Latina e negli Stati Uniti, dove ha svolto anche un'intensa attività di pittore e scultore.  Dal 1989 vive stabilmente a Verona e di tanto in tanto ritorna in Sardegna.  Il 23 Giugno 2015 il Comune di Cagliari ha conferito a Vittore Bocchetta la Cittadinanza Onoraria. Intervista a Vittore Bocchetta (Cagliari, Febbraio 2014) Riprese e montaggio: Emanuela Falqui Musica: Tabozzivil Illustrazioni e collage: Vittore Bocchetta Per saperne di più: Il sito ufficiale di Vittore Bocchetta La pagina di Wikipedia su Vittore Bocchetta Vittore Bocchetta, Aspirina per Hitler , Tamellini Edizioni, 2012 Vittore Bocchetta Prima e dopo ...

Quanti luoghi comuni sulla pastorizia! Intervista a Marzia Verona (L'Unione Sarda, 14 maggio 2012)

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Lontano dai luoghi comuni, fuori dalle gabbie del romanticismo, testimone delle esperienze moderne. È la visione della pastorizia che Marzia Verona, laureata in Scienze Forestali e Ambientali a Torino nel 2001 descrive nei suoi libri: “Vita d'Alpeggio” “Dove vai pastore?”.“Intelligente come un asino, intraprendente come una pecora”, nel blog - pascolovagante.wordpress.com. Entro l'estate uscirà “Di questo lavoro mi piace tutto”: una raccolta di interviste a giovani pastori under 30. Com'è nata questa passione? «Fin da bambina sono stata abituata a frequentare la montagna. La tesi di laurea mi ha portata a frequentare gli alpeggi, per studiarne la vegetazione. Poi, nel 2003-2004 ho svolto un'attività di censimento per conto della Regione Piemonte e così ho incontrato i primi pastori vaganti. Mi ha incuriosito il fatto che esistessero pastori nomadi che conducevano al pascolo le loro greggi per 365 giorni l'anno, attraverso valli, pianure, colline». Una passione ...

Neandertaliani, uomini come noi

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Nel 1884 Stefano De Stefani, pioniere della ricerca preistorica veronese, scriveva in “Notizie degli scavi di antichità” (Accademia del Lincei, 1887): "sulla strada cosiddetta nuova, che da Fumane conduce a Molina, avevamo osservato una frana di detriti di rocce dolomitiche, che conteneva buona quantità di ossa di bruti e di selce scheggiate”. Il luogo è la Grotta di Fumane (Verona) all'interno del Parco Naturale Regionale della Lessinia. Nel 1964 l'archeologo veronese Giovanni Solinas veronese, sollecitò l’intervento del Museo di Storia Naturale di Verona a tutela dei reperti, ossa e selci, affiorati copiosamente durante lavori di manutenzione stradale. Seguì una prima esplorazione da parte degli archeologi Angelo Pasa e di Franco Mezzena. Un nuovo intervento del Museo Civico di Storia Naturale di Verona, nel 1982, permise a Mauro Cremaschi dell’Università di Milano di esaminare parte della successione stratigrafica dei depositi esposti dagli scavi abusivi. Contemporane...