Perché le marce della morte? Vittore Bocchetta ha una risposta
Vittore Bocchetta, a Cagliari per la mostra delle sue opere, ha raccontato la sua ipotesi sulle cosiddette marce della morte ( Todesmärsche). Bocchetta nel 1945 è prigioniero nel campo di Hersbruck. Nel mese di aprile il campo viene evacuato con le marce della morte . Una notte, in prossimità dell'abitato di Schmidmühlen, Bocchetta riesce a fuggire insieme a un deportato francese, Marcel Maurin. Per Vittore Bocchetta la marcia della morte si trasforma, paradossalmente, nella marcia verso la vita. Ecco come racconta quella fuga in RIVISITAZIONE A FLOSSENBÜRG ED A HERSBRUCK (© Vittore Bocchetta 2010): «Qualcuno mi scuote, è Marcel. Marcel Morin, tipografo marsigliese, il più giovane dei sei francesi: "Maintenant Victor! C'est arrivé le moment! Allons on! Ecoute alors, je ne suis pas un trouillard! (Adesso! È arrivato il momento. Andiamocene. E ascoltami bene: io non sono un vigliacco!)." Mi spiega il suo piano e ignoriamo gli altri. Come d’a...