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Occhio pigro. E il cervello cura la vista.

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Alessandro Sale, neurofisiologo, ricercatore dell'Istituto di Neuroscienze del CNR di Pisa, propone una nuova strategia per migliorare la vista delle persone colpite da ambliopia, la sindrome dell'occhio pigro. La ricerca, condotta insieme a Lamberto Maffei (Presidente dell'accademia dei Lincei) è stata presentata ieri al Forum Europeo delle Neuroscienze, in corso a Milano. L'ambliopia comporta la riduzione della capacità visiva di un occhio e colpisce il 4% della popolazione mondiale. Per curarla il metodo più efficace è il "rimedio del pirata": si copre l'occhio sano per permettere all'altro di svilupparsi fino al recupero completo. Ma il tutto deve avvenire entro gli 8 anni dato che negli adulti le cellule nervose non sono più abbastanza plastiche da riuscire a recuperare dai deficit di sviluppo. Alcuni recenti esperimenti condotti all'Istituto di Neuroscienze del CNR di Pisa hanno individuato una strategia non invasiva che potrebbe rivelarsi...

Il fascino dei Ponti. Parco Molentargius (Cagliari)

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L'area umida del golfo di Cagliari dedicata all'estrazione del sale marino a uno sguardo superficiale può apparire un luogo dimenticato, triste e maleodorante. Ma se si gira a piedi e si osserva tutto con calma, le sorprese possono essere notevoli. Mi è già capitato e ho dedicato due post alle strutture che ho avuto la fortuna di visitare: Due incisioni del 1943 nel Caposaldo VII: opera di un soldato di Trieste di servizio a Cagliari? (6 maggio 2012) e Molentargius un anno dopo. Osservazioni e scoperte (grazie a Monumenti Aperti) . Oggi mi sono invece dedicato a una (pur breve) osservazione dei ponti, strutture indispensabili in un'area costituita per il 90% d'acqua. Come sempre il ferro arrugginito cattura la mia attenzione. Ma ci sarebbe bisogno di una guida preparata per farsi spiegare a cosa servivano, quando furono costruiti e con quali tecnologie. Altrove, in Europa, ho visto reperti di archeologia industriale molto più modesti di questi, enormemente valoriz...

Sale e pepe nelle batterie (ecologiche) di domani?

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Una ricerca dell'università svedese di Uppsala ha generato un nuovo tipo di batteria sottile e flessibile, basata su cellulosa (ricavato da alghe marine e lacustri) e sale. La nuova batteria carica molto più velocemente di quelle al Litio. L'articolo originale, pubblicato su Nano Letters (September 9, 2009) Ultrafast All-Polymer Paper-Based Batteries A Salt and Paper Battery technologyreview - September 15, 2009 Salt and Paper Battery May One Day Replace Lithium Batteries physorg.com - September 15th, 2009 by John Messina