03 aprile 2021

Ci guardano. Tutta la forza del teatro in dieci monologhi (video) degli allievi della Scuola “Luca Ronconi” guidati da Carmelo Refici

Ho visto "Ci guardano", un bel lavoro della Scuola “Luca Ronconi” del Piccolo Teatro di Milano, sotto la regia di Carmelo Refici.  Sono 10 monologhi tenuti (molto bene) da altrettanti allievi della Scuola Ronconi, un flusso di parole, di gesti, di sguardi, di rimandi e di salti temporali, sul rapporto tra la vittima e il carnefice. 
"Ci guardano" è una visione, anzi un'irruzione, sul teatro (dentro il teatro), sulla sua rappresentazione (per mezzo di un video), sul suo significato (che non è solo quello di raccontare storie), sulla sua costituzione (la formazione degli attori 

Le storie in "Ci guardano" sono prese dalla mitologia e dalla cronaca. E tra i monologhi ispirati alla cronaca mi ha colpito molto quello che inizia con una vista dall'alto: sotto c'è una persona sporca di terra che parla guardando in camera. Il protagonista della storia è Alfredo Rampi (più noto come Alfredino, il bambino che cadde in un pozzo a Vermicino, 20 km da Roma, nel 1981).  Lo interpreta Alberto Marcello, al quale va tutta la mia stima e ammirazione perché è il primo sardo ad aver superato le selezioni della scuola Ronconi.

Mi ha colpito perché mi ricorda una storia: una tragedia inconsolabile il cui epilogo fu frutto di una gigantesca incapacità nella gestione delle emergenze (non a caso poco tempo dopo nacque la Protezione Civile). Ma è anche la storia di un bambino sacrificato sull'altare del voyeurismo televisivo.

Mi ha colpito per la rappresentazione: in questa porzione di "Ci guardano" il video supera il livello della semplice riproduzione dei momenti vissuti sulla scena e in quei pochi minuti si avvicina alla natura dell'immagine cinematografica in cui, per dirla con Jean Epstein: «lo sguardo percepisce, la memoria conserva e l’immaginazione compone».

Mi ha colpito per l'interpretazione: Alberto Marcello fa esplodere in 5 minuti tutta la forza del teatro. Lo guardi, lo ascolti, entri nella pozzo con Alfredo. 
E Alberto Marcello dimostra di possedere tutta la potenza della recitazione, quella capacità di entrare (e di farci entrare) nelle vite (e nelle morti) degli altri, con una intensità e una naturalezza che mi fanno scommettere sul futuro di questo giovane attore. 


Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 3 aprile 2021


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