Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Brain

In che modo il cervello associa sensazioni alla musica? Risultati delle ricerche condotte all'Università Milano-Bicocca

Immagine
A volte le domande che ti poni da una vita trovano risposta. Penso a questi miei due interrogativi decennali: perché ci sono musiche che classifico come allegre  e altre tristi ? E perché queste sensazioni non sono solo mie ma sembrano essere le stesse per tutte le persone? Di recente ho vissuto un'esperienza che ha riacceso con forza queste mie curiosità. Ho visitato la Pinacoteca Nazionale di Cagliari con una guida semplicemente straordinaria:  Marco Peri . Durante la visita Marco ha fatto provare a tutti i partecipanti sensazioni diverse, di fronte a uno stesso quadro, cambiando la musica di sottofondo. Anche questa breve ma intensa  esperienza sinestetica  mi ha mostrato ancora una volta la contaminazione tra sensi e sensazioni. E di conseguenza ha rafforzato la mia voglia di sapere perché ciò accade. Uno degli ambiti in cui questa sensazione mi è affiorata più spesso è ovviamente il cinema. Negli ultimi anni la visione di film sottotitolati mi ha esposto a...

Il cervello degli chef. Uno studio del CNR IBFM di Catanzaro pubblicato su Plos One

Immagine
Uno studio dell’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibfm-Cnr) di Catanzaro pubblicato sulla rivista Plos One svela il cervello degli chef: Increased cerebellar gray matter volume in head chefs . I ricercatori si sono chiesti se il lavoro di direzione di cucina possa indurre un iper-sviluppo cerebrale e rendere più abili e veloci: le attività che richiedono un continuo aggiornamento e perfezionamento delle capacità acquisite nel tempo sono infatti di fondamentale interesse scientifico. «Le neuroscienze - spiega Antonio Cerasa, il ricercatore Ibfm-Cnr che ha ideato e coordinato lo studio - si sono sempre occupate di musicisti, scacchisti, taxisti e sportivi, dimostrando che l’allenamento finalizzato al miglioramento delle proprie prestazioni produce fenomeni di plasticità neurale rilevabili con le tecniche di risonanza magnetica. Nessuno, però, aveva mai studiato gli chef, una categoria di lavoratori impegnati per lunghi periodi di...

Quando il DNA entra nella pubblicità. Le varianti del gene DRD4 protagoniste dello spot Rover

Immagine
Ieri aspettavo la partita di rugby Scozia-Italia e mi sono imbattuto in una pubblicità che citava qualcosa di genetico, ma stavo facendo rumore in cucina e non ho capito bene cosa diceva. Così sono andato a cercare su youtube e ho trovato la versione originale... Il concetto espresso nello spot è molto chiaro: una persona su quattro è geneticamente predisposta all'avventura e lo strumento per aiutare questa attitudine naturale a manifestarsi è l'automobile in questione. Semplice e intrigante. Il gene in questione,  DRD4-7R è stato soprannominato  "gene dell'avventura". Si trova la documentazione in italiano sul  gene dell'avventura .  Il punto di partenza di questo ragionamento è corretto: due varianti del gene DRD4  sono state associate a un comportamento attivo , indirizzato alla ricerca di nuove esperienze . Il neuroscienziato Chuansheng Chen (Università della California) ha studiato queste varianti del gene DRD4 in più di 2 mila i...

FENS Forum, Milano: una ricerca svela le capacità di orientamento dei bambini ciechi

Immagine
I bambini ciechi dalla nascita non si orientano meglio degli altri con l'udito: è il risultato di uno studio presentato oggi al Forum europeo delle Neuroscienze (in corso a Milano fino al 9 luglio). La ricerca, condotta da Monica Gori, Tiziana Vercillo, Giulio Sandini, Elena Cocchi e David Burr dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova e in collaborazione con l’istituto David Chiossone di Genova, ha coinvolto bambini con disabilità visiva dalla nascita. I ricercatori hanno sottoposto i bambini a una serie di stimoli uditivi complessi, chiedendo loro di stabilire da dove provenisse un determinato suono. «Tutte le misure eseguite finora in altri esperimenti - sottolinea Monica Gori - consideravano stimoli uditivi singoli, quindi più semplici di quelli che siamo abituati a sentire nell’ambiente che ci circonda. Noi per la prima volta abbiamo ricreato una situazione complessa e più simile a quella in cui un bambino non vedente è normalmente immerso ogni giorno». Un esercizio a...

La ricerca sul cervello priorità delle agende politiche mondiali. L'auspicio del FENS Forum in corso a Milano

Immagine
«Un terzo dei cittadini europei, 179 milioni di persone, ha sofferto nella propria vita di almeno una malattia del cervello, se consideriamo tutte le patologie esistenti, dalle più inabilitanti sino a quelle più lievi, come l’ansia. L’impatto di queste malattie sull’economia di tutti gli stati europei è una vera e propria bomba a orologeria innescata, soprattutto in vista del progressivo invecchiamento della popolazione. Per affrontare questa emergenza sociale l’Europa deve dotarsi di un forte network scientifico sia per la ricerca di base che per quella clinica» così Monica DiLuca , Presidente della Federazione Europea delle Società di Neuroscienze (FENS) durante il FENS Forum , il congresso internazionale, in corso a Milano dal 5 Luglio (e fino al 9). Il dato più significativo è forse questo: le patologie del sistema nervoso uccidono meno delle malattie cardiovascolari e di quelle tumorali, ma provocano disabilità di durata maggiore: per questo i costi sanitari più alti sfior...

Come vediamo i colori? Ce lo spiega Colm Kelleher

Immagine
How we see color - Colm Kelleher

Se la mancanza di pressione evolutiva rende deboli le nostre intelligenze, la forza è tutta nella società.

Immagine
«Sarei disposto a scommettere che se un cittadino di Atene dell'anno mille avanti Cristo dovesse apparire improvvisamente in mezzo a noi, potrebbe risultare più brillante e intellettualmente vivo rispetto ai nostri colleghi e amici». Con queste parole si apre l'articolo pubblicato su "Trends in Genetics" e firmato da Gerald R. Crabtree, docente di patologia e di biologia dello sviluppo alla Stanford University. Secondo Crabtree l'intelligenza umana avrebbe iniziato lento ma inesorabile declino da quando i nostri antenati hanno smesso di vivere esclusivamente di raccolta di frutti spontanei e di caccia. Così, con la diffusione dell’agricoltura e la nascita dei villaggi, la pressione evolutiva sui geni legati all’intelligenza si è ridotta notevolmente. Lo studio, intitolato "Our Fragile Intellect", indica che i geni connessi con le emozioni e l'intelligenza sarebbero fra 2 mila e 5 mila, e furono selezionati in un periodo compreso fra 50.000 e 500...

Mappatura delle relazioni tra occhio e cervello. Studio pubblicato su Current Biology il 4 Ottobre 2012.

Immagine
Studiando i reduci della Prima Guerra Mondiale che avevano subìto lesioni della corteccia visiva e presentavano aree di cecità nel loro campo visivo, il neurologo britannico Gordon Holmes riuscì a determinare il modo in cui la retina viene mappata sulla corteccia cerebrale. I punti ciechi potevano essere riconosciuti facendo chiudere un occhio ai pazienti e muovendo una luce in diverse posizioni del campo visivo, mentre essi guardavano un punto fisso. Un gruppo di ricercatori dell'Università della Pennsylvania ha perfezionato la mappa di Gordon Holmes con le moderne tecnologie. Lo studio è stato pubblicato nell'ultimo numero di Current Biology. «Misurando l'anatomia del cervello e applicando un algoritmo - ha spiegato Geoffrey Aguirre, professore di neurologia e coautore dello studio - possiamo finalmente predire on precisione come il mondo visivo di un individuo è correlato con il cervello. Stiamo già utilizzando questi riultati per studiare in che modo la perdita de...

Quanto etanolo hai nel cervello? Te lo dice un sensore. Studio pubblicato su Analytical Chemistry il 23 Luglio 2012

Immagine
Con l'obiettivo di comprendere a fondo le alterazioni causate dal consumo di alcolici nei confronti della chimica del cervello, un gruppo di ricercatori (Università di Sassari e University College di Dublino) ha sviluppato un biosensore impiantabile in grado di misurare i livelli di etanolo nel cervello dei ratti. Lo studio, pubblicato su Analytical Chemistry il 23 Luglio 2012 - Development and Characterization of an Implantable Biosensor for Telemetric Monitoring of Ethanol in the Brain of Freely Moving Rats - è stato rilanciato anche su Chemical & Engineering News con un articolo di Melissae Fellet intitolato Electrode Measures Brain Alcohol Levels In Tipsy Rats all'interno di un'inchiesta sulle ultime frontiere in campo chimico e ingegneristico. Andrea Mameli 2 Agosto 2012 www.linguaggiomacchina.it

Lo strano caso di Phineas Gage. Connectogram. Uno studio pubblicato su PLoS ONE il 16 maggio 2012

Immagine
Nel 1998 ho letto L'Errore di Cartesio di Antonio Damasio.  Ricordo di aver apprezzato la brillante trattazione con la quale il neuroscienziato portoghese nega la concezione cartesiana di dualismo corpo-mente sostenendo l'esistenza di un organismo unico e inseparabile.  Mi piaceva questa sua ipotesi di vicinanza tra emozione e ragione.  Ma mi intrigavano ancor più alcuni esempi basati su osservazioni di casi particolarmente significativi di deficit neurologici.  Uno in particolare mi è rimasto particolarmente impresso: Phineas Gage.  Nel 1848 Phineas Gage lavorava alla costruzione di una ferrovia in Vermont: il suo compito era far esplodere le rocce affioranti. Era una persona seria e onesta, sapeva scherzare e farsi rispettare.  Un giorno, per un'esplosione accidentale, una barra di ferro gli trapassò il cranio, dalla guancia sinistra al lobo prefrontale della corteccia cerebrale, ma non lo uccise.  Ma da allora non fu più la stessa persona. Phineas ...

Musica, dopamina e istinti. Una ricerca e due libri.

Immagine
"Senza musica il mondo preistorico sarebbe semplicemente troppo silenzioso per risultare credibile" (Steven Mithen). Robert Zatorre, neuroscienziato del Neurological Institute della Mcgill University di Montreal, ha dimostrato quanto si sapeva da tempo: le forti emozioni associate all'ascolto di un brano musicale sono correlati con il rilascio di dopamina nel cervello. La musica imita alcune caratteristiche del linguaggio in grado di trasmettere emozioni tipiche della comunicazione verbale, inserendosi in strutture cerebrali primitive, coinvolte con la motivazione, la gratificazione e l'emozione. Anatomically distinct dopamine release during anticipation and experience of peak emotion to music Valorie N Salimpoor, Mitchel Benovoy, Kevin Larcher, Alain Dagher, Robert J Zatorre Nature Neuroscience 14, 257–262 (2011) doi:10.1038/nn.2726 Abstract Music, an abstract stimulus, can arouse feelings of euphoria and craving, similar to tangible rewards that involve ...

Il declino cognitivo negli ultimi due anni di vita. Due studi del Rush Alzheimer's Disease Center di Chicago.

I due studi pubblicati il 4 aprile 2012 nell'edizione online di Neurology® (American Academy of Neurology) forniscono importanti indicazioni sull'invecchiamento cerebrale e sul deterioramento della memoria. Il primo studio ( "Terminal dedifferentiation of cognitive abilities" , Robert S. Wilson, Eisuke Segawa, Patricia A. Boyle, David A. Bennett, Rush Alzheimer's Disease Center, Rush University Medical Center, Chicago) mostra un'intensa accelerazione nei due anni e mezzo che precedono la morte. L'analisi è stata condotta da monitorando lo stato di salute mentale di 174 sacerdoti, suore e monaci cattolici, senza problemi di memoria, in un periodo compreso fra 6 e 15 anni prima della loro morte. Dopo il decesso i ricercatori hanno esaminato la materia cerebrale per alla ricerca delle tracce caratteristiche dell'Alzheimer. Secondo questo studio, il cui punto di riferimento è la conclusione della vita, nel periodo medio di due anni e mezzo prima della mo...

Letture, emozioni, cervello e tecnologia. Un articolo di Annie Murphy Paul sul New York Times del 17 marzo aiuta a fare il punto.

Immagine
Avvertire emozioni leggendo un romanzo o facendoselo leggere, un'esperienza molto comune ma finora non studiata a fondo dalle neuroscienze. La giornalista scientifica Annie Murphy Paul ha descritto lo stato dell'arte delle neuroscienze su questo particolare aspetto in un articolo pubblicato nell'inserto domenicale del quotidiano The New York Times il 17 marzo 2012: Your Brain on Fiction . I ricercatori conoscono da molto il modo in cui le regioni linguistiche del cervello, come l'area di Broca e l'area di Wernicke, sono coinvolte nell'interpretazione delle parole scritte. Negli ultimi tampi gli scienziati si sono resi conto che le narrazioni attivano molte altre parti del nostro cervello e ricerche come il modo in cui la mente gestisce le metafore sono attualmente oggetto di studi e sperimentazioni. Il mese scorso la rivista Brain & Language ha pubblicato un articolo ( "Metaphorically feeling: Comprehending textural metaphors activates somatosensory...

Musica e memoria, nuove indicazioni da uno studio australiano sulle demenze.

Immagine
Perché le persone malate di Alzheimer dimenticano nomi, parole e concetti mentre possono ricordare le informazioni se queste giungono alle loro orecchie sotto forma di canzone? Partendo da questo interrogativo, basati sui loro studi, i ricercatori del Neuroscience Research Australia (centro coordinato da Olivier Piguet) hanno chiesto a 27 volontari affetti da demenza (14 Alzheimer e 13 di demenza semantica) e 20 sani di ascoltare 60 brani musicali. La metà dei motivi nusicali erano di quelli più conosciuti, come Happy Birthday e Jingle Bells, ascoltati in ordine casuale, mentre altre 48 registrazioni erano non erano altro che rumori ambientali. Lo studio, coordinato da John Hodges e dallo studente di dottorato Sharpley Hsieh, mostra che le persone affette da demenza semantica hanno avuto maggiori difficoltà a identificare motivi celebri rispetto ai malati di Alzheimer. Mettendo a confronto le regioni del cervello danneggiate dalle rispettive patologie è stato relativamente semplice...

Functional specificity for high-level linguistic processing in the human brain (PNAS)

Immagine
La ricerca del MIT sulle aree del cervello dedicate al linguaggio, anticipata su Linguaggio Macchina il 31 agosto 2011 , è stata pubblicata su PNAS il primo settembre: Functional specificity for high-level linguistic processing in the human brain . Ringrazio Evelina (Ev) Fedorenko , prima firma del paper, per avermi informato tempestivamente. Buona lettura Andrea Mameli, Cagliari, 3 settembre 2011 Functional specificity for high-level linguistic processing in the human brain Evelina Fedorenko, Michael K. Behr, Michael Behr Abstract Neuroscientists have debated for centuries whether some regions of the human brain are selectively engaged in specific high-level mental functions or whether, instead, cognition is implemented in multifunctional brain regions. For the critical case of language, conflicting answers arise from the neuropsychological literature, which features striking dissociations between deficits in linguistic and nonlinguistic abilities, vs. the neuroimaging lit...

Aree del cervello dedicate al linguaggio. Una ricerca del MIT

Immagine
Una nuova ricerca condotta al Massachusetts Institute of Technology - anticipata nel sito del MIT: Localizing language in the brain e in pubbliazione su PNAS (Functional specificity for high-level linguistic processing in the human brain) - suggerisce l'esistenza di punti del cervello dedicati esclusivamente al linguaggio. Questo risultato costituisce un significativo passo avanti nella ricerca di regioni del cervello specializzate in particolari funzioni. Gli scienziati sanno che le specificità funzionali esistono in aree limitate. Nel controllo del movimento, ad esempio, alcuni neuroni sono dedicati alle dita della mano sinistra mentre altri controllano la lingua. Ma cosa cosa implicano funzioni molto più complesse come il riconoscimento delle facce o l'utilizzo di un linguaggio adeguato o la matematica? Esistono parti del cervello dedicate a queste attività o si utilizzano aree che utili per qualsiasi compito? Numerosi esperimenti hanno trovato che molte azioni differenti...

La scienza ha bisogno del tuo corpo. E dei tuoi organi

Immagine
In attesa che il Parlamento italiano affronti il tema della donazione del corpo a scopi scientifici (la proposta di legge n. 1020 risale all'8 giugno 2006) post mortem, a Torino sono circa un centinaio i potenziali donatori, i quali hanno indicato, nel testamento, il Laboratorio per lo Studio del Cadavere diretto da Lorenzo Varetto , il luogo di destinazione della loro salma. Lorenzo Varetto, medico legale, dirige il laboratorio dal 2001 e riceve decine di e-mail al ogni mese di persone che desiderano, prima di essere sepolte o cremate, donare alcune parti del loro corpo alla scienza. L'iniziativa piace molto agli antivisisezionisti: "E' utile per la scienza, e risparmierebbe la vita agli animali usati ora come cavie" . Nell'intervista a novivisezione.org Varetto spiega quali sono i principali motivi per cui la scienza ha bisogno di corpi: "La donazione del cadavere può servire per molte cose: innazitutto lo studio anatomico e l'attività chirurgica...

Cervello, speranze dai microsensori (L'Unione Sarda, 1 maggio 2009)

Immagine
Un nuovo modo di osservare le variazioni neurochimiche nel cervello connesse con particolari comportamenti. Un sistema wireless, cioè completamente senza fili, sviluppato nelle università di Sassari e Dublino. Il metodo si basa sul monitoraggio del consumo di ossigeno nel cervello con l’impiego di microsensori di nuova concezione. A cosa potrà servire? Come è stato realizzato? Chi lo ha creato? Ne abbiamo parlato con uno degli ideatori: il medico Pier Andrea Serra (Dottorato di ricerca in Farmacologia e Tossicologia, PostDoc all’University College di Dublino, professore associato di Farmacologia alla facoltà di Medicina dell’Università di Sassari).  Come avete misurato l’ossigeno nel cervello?   «I sensori per l'ossigeno cerebrale derivano da oltre 10 anni di studi e sono originali e unici sia per il per materiale usato, epossidica caricata al carbonio, che per la forma, conica, che riduce notevolmemte il trauma dovuto all'inserzione neurochirurgica in una regione cerebrale. L...

Brain processing of speech sounds is different in some Southern English speakers

Rice University study focuses on merged vowel sounds in different dialects When Rice University alumna Brianna Conrey was in third grade in Stillwater, Okla., she misspelled "pen" on a test because her teacher unknowingly pronounced it "pin." At the time, Conrey never would have guessed that she would write a senior thesis in college about the brain activity that takes place in people who don't distinguish between similar-sounding words like "pin" and "pen." Nor would she have guessed that her thesis would get published several years later in the journal Brain and Language. While working on a B.A. in linguistics at Rice, Conrey wanted to study the variation in spoken American English in certain regions of the U.S. "I lived in a lot of different areas of the country as a kid and was exposed to many different ways of talking, so this topic was really fascinating," Conrey said. "We know from sociolinguistics - the study of lang...