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Premio Asimov 2018, una delle cose più belle degli ultimi anni

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Andare nei licei a spiegare come si scrive una recensione è una delle cose più belle che mi è capitato di fare negli ultimi anni. Come l'anno scorso a Iglesias, quest'anno a Cagliari, Quartu e Selargius (Alberti, Giua, Euclide, Pitagora) ho portato ai ragazzi alcuni consigli basati sulla mia esperienza. Non solo sulla scrittura di una recensione. Ma anche sul metodo scientifico, sulla comunicazione della scienza, sulla necessità di mantenere con i lettori il livello di onestà più alto possibile e sul bisogno ormai impellente di usare le parole con consapevolezza (con doveroso rimando al manifesto delle Parole Non Ostili). Come sempre dal confronto con i ragazzi esco con qualcosa in più. Grazie al Premio Asimov . Il Premio Asimov, istituito nel 2016 dal Gran Sasso Science Institute, nasce da un’idea di Francesco Vissani e si ispira ai premi assegnati dalla Royal Society per i libri di divulgazione scientifica, con l'obiettivo di avvicinare l'editoria scientifica d...

Nel pozzo Seruci dove l'Argon diventa purissimo (21 gennaio 2018)

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L’UNIONE SARDA domenica 21 gennaio 2018 Cultura   Il progetto Darkside tra Usa, Gran Sasso e Sulcis Nel pozzo Seruci dove l'Argon diventa purissimo “DarkSide” sembra il titolo di un racconto di fantascienza. Invece è il nome di una «trappola per la materia oscura», del tutto reale. Un esperimento che si svolgerà nel laboratori del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, incluso nel progetto Aria, e ha un'anima tutta sarda. Coinvolge infatti il pozzo minerario “Seruci I” della miniera “Monte Sinni”. L'obiettivo del progetto è la separazione dell'aria nei suoi componenti fondamentali, in particolare, l'Argon-40, utilizzato nella ricerca della materia. Ne abbiamo parlato con Cristiano Galbiati, coordinatore dell'esperimento e professore alla Princeton University, negli Stati Uniti. Professore, a che cosa serve l'Argon? «L'Argon serve per individuare particelle di materia oscura: componente molto importante dell...

A roman shield for a particle detector, from Cagliari to Gran Sasso Laboratory

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Ancient lead ingost, each weighing about 33 kilograms, come from a Roman shipwreck, the remains of a vessel that sank between 80 B.C. and 50 B.C. off the coast of Sardinia . What makes the ingots equally valuable to physicists is the fact that over the past 2,000 years their lead has almost completely lost its natural radioactivity. It is therefore the perfect material with which to shield the the CUORE (Cryogenic Underground Observatory for Rare Events) detector, at the Gran Sasso laboratory (INFN). An effort to determine the Majorana/Dirac nature of the neutrino . Today, the last load of 30 lead ingots departed from Cagliari , destination Gran Sasso. There were about a thousand ingots of 33 kg each extracted in a campaign of diving expeditions funded by INFN. Each of the lead ingots has a unique stamp that records some of its manufacturing history: the name of the Roman who cast it. These inscriptions are priceless archeological sources, and are being studied at t...

Un carico di 30 lingotti in partenza da Cagliari. Destinazione: Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS)

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La collaborazione tra Archeologia e Fisica continua. Oggi partono gli ultimi 30 lingotti di piombo romano destinati ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS) dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) per l'esperimento CUORE (Cryogenic Underground Observatory for Rare Events) . Dove si cercherà di capire se Majorana aveva ragione. Per Marco Minoja (Soprintendente archeologico Sardegna): «L'occasione è assolutamente straordinaria, connessa con la straordinarietà del rinvenimento archeologico e con la loro destinazione a beneficio della ricerca scientifica.. Sono lingotti di piombo rimasti per alcuni migliaia di anni sotto decine di metri di acqua, quindi in condizioni praticamente irripetibili. Per l'archeologia della Sardegna è un'eccellente occasione per completare un percorso di studio, di ricerca e di analisi che ha già fornito importanti risposte sull'industria del piombo in epoca romana. Non ci siamo limitati a prendere altri 30 lingotti...

Il contributo del CRS4 all'esperimento OPERA (o dei neutrini in corsa fra il CERN e il Gran Sasso)

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Il contributo del CRS4 all'esperimento OPERA (neutrini fra CERN e Gran Sasso)

Neutrini veloci, il contributo del CRS4 di Pula (L'Unione Sarda, 29 settembre 2011)

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Quando la scienza cerca risposte importanti, come accade per la ricerca dei costituenti più intimi della materia, diventa indispensabile la collaborazione di numerose competenze. È il caso dell'esperimento Opera divenuto famoso per le misure anomale di velocità dei neutrini registrate nei laboratori dell'Istituto nazionale di fisica nucleare sotto la superficie del Gran Sasso, anche se era stato ideato per osservare un raro fenomeno di trasformazione dei neutrini (la cosiddetta “oscillazione”). L'esperimento è parte del progetto CNGS (“Cern Neutrinos to Gran Sasso”) che prevede il lancio di neutrini muonici dal Cern di Ginevra ai Laboratori del Gran Sasso, a 730 km di distanza, grazie al fatto che i neutrini attraversano distanze enormi in qualsiasi materiale come la luce attraversa il vetro di una finestra. Questa collaborazione internazionale ha coinvolto anche un pezzo di Sardegna: il CRS4. Il centro di ricerca di Pula nel 2004 ha realizzato una serie di simulazioni ded...

Anche il CRS4 nel progetto CNGS (CERN Neutrinos to Gran Sasso)

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Progettare un sistema sofisticato come quello che si cela dietro l'esperimento OPERA (laboratori INFN del Gran Sasso) richiede un ampio ventaglio di competenze. Uno di questi aspetti è stato curato dal CRS4 (Centro di ricerca, sviluppo e studi superiori in Sardegna) nel 2005: lo sviluppo di una simulazione numerica del bersaglio di carbonio contro il quale viene indirizzato il fascio di protoni, necessario a sua volta a generare i neutrini che vengono iviati da Ginevra ai rivelatori del Gran Sasso: è il progetto CNGS (CERN Neutrinos to Gran Sasso). Il gruppo di ricercatori del CRS4, composto da fisici e ingegneri, aveva il ruolo di simulare la resistenza dei bersagli di carbonio, situati nella parte terminhale dell'acceleratore di protoni.

Volete sapere come fa OPERA a misurare la velocità dei neutrini? Leggete il blog di Marco Delmastro "Borborigmi di un fisico renitente"

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Volete sapere come fa OPERA a misurare la velocità dei neutrini spediti dal CERN ai Laboratori del Gran Sasso? E com'è stata determinata la distanza tra il CERN e i laboratori dell'INFN? E in che modo viene prodotto il fascio di neutrini? Allora vi consiglio vivamente di leggere qui: Considerazioni dopo il seminario di OPERA. Ovvero, di come si misura la velocità dei neutrini (superluminali o meno) , è un post del blog di Marco Delmastro : Borborigmi di un fisico renitente. Marco è un fisico delle particelle e lavora al CERN di Ginevra nell'esperimento ATLAS. Ne capisce abbastanza per addentrarsi nella scienza e nella tecnologia, restituendo descrizioni che si lasciano capire anche dai fisici che fanno altro (come me) e dai non fisici. Basta scorrere i commenti al post. Marco ha letto attentamente il paper scritto dai ricercatori impegnati nell'esperimento OPERA (e da una delle sue risposte ai commenti apprendo che l'articolo non è stato firmato da tutti coloro c...

Media, neutrini e reazioni velocissime. Intervista a Romeo Bassoli, capo ufficio stampa dell'INFN.

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Abbiamo assistito, in questi giorni, a un raro fenomeno. L'esposizione, anzi l'esplosione, mediatica di una notizia scientifica. Ma l'esperimento Opera, interessato a indagare sulla cosiddetta "oscillazione dei neutrini" ha conquistato una fama mondiale grazie a un dato di cui forse nessuno immaginava di dover prestare attenzione: la velocità con la quale le particelle hanno percorso la distanza tra il CERN e i laboratori del Gran Sasso. Questa fama è anomala, proprio come la velocità misurata. Per cercare di capire meglio cosa è successo ho interpellato Romeo Bassoli , capo ufficio stampa dell' INFN , l'Istituto Nazionale Fisica Nucleare. Romeo, dal punto di vista della comunicazione, cosa ha significato per l'INFN la notizia delle velocità "anomale" misurate tra Cern e Gran Sasso? «Noi dell'ufficio comunicazione l'abbiamo saputo, ovviamente, in anticipo e abbiamo preparato materiali e persone alla giornata di ieri. Abbiamo ovviamen...

Comunicato stampa del CERN: OPERA experiment reports anomaly in flight time of neutrinos from CERN to Gran Sasso

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OPERA experiment reports anomaly in flight time of neutrinos from CERN to Gran Sasso Geneva, 23 September 2011 . The OPERA experiment, which observes a neutrino beam from CERN 730 km away at Italy’s INFN Gran Sasso Laboratory, will present new results in a seminar at CERN this afternoon at 16:00 CEST. The seminar will be webcast at http://webcast.cern.ch. Journalists wishing to ask questions may do so via twitter using the hash tag #nuquestions, or via the usual CERN press office channels. The OPERA result is based on the observation of over 15000 neutrino events measured at Gran Sasso, and appears to indicate that the neutrinos travel at a velocity 20 parts per million above the speed of light, nature’s cosmic speed limit. Given the potential far-reaching consequences of such a result, independent measurements are needed before the effect can either be refuted or firmly established. This is why the OPERA collaboration has decided to open the result to broader scrutiny. The collaborat...

E se il neutrino fosse più veloce della luce? Prima di sentenziare lasciamo completare l'Opera.

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Per tre anni hanno viaggiato tra il CERN di Ginevra e i laboratori del Gran Sasso percorrendo 732 km. Oggi sembrano rivelare qualcosa di inatteso: sembrano muoversi a velocità superiori a c , la velocità della luce = 299792458 km al secondo. Ora, se un fotone percorresse questa distanza nel vuoto impiegherebbe un tempo pari a 732 diviso 299792458: 2,442 millesimi di secondo. Invece alcuni neutrini contenuti nei 15.000 fasci inviati dal CERN al Gran Sasso pare (leggendo le news) siano riusciti a giungere a destinazione molto più in fretta: 60 milionesimi di secondo in meno. La notizia importante, a leggere articoli, post e lanci d'agenzia, sarebbe proprio il superamento da parte dei neutrini della velocità della luce nel vuoto. E alcuni, forse troppo frettolosamente. si spingono fino ad associare questo risultato, sempre che sia confermato, con la violazione della Teoria della Relatività Ristretta. L'esistenza dei neutrini fu postulata nel 1930 da Wolfgang Pauli ma furono sco...

Borexino: perla nascosta della fisica italiana (e internazionale).

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Borexino vive nascosto nel sottosuolo. Non è un roditore in letargo ma un delicato esperimento di fisica delle particelle. Nei Laboratori sotterranei del Gran Sasso , gestiti dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), con il progetto Borexino i fisici riescono a osservare i geoneutrini: le particelle provenienti dagli strati profondi del nostro pianeta. I geoneutrini forniscono le prove dell'origine radioattiva del riscaldamento del nucleo caldo della Terra: il decadimento degli elementi radioattivi. L'unicità dei Laboratori del Gran Sasso, oltre alla loro posizione sotterranea, risiede nella distanza dalle più vicine centrali nucleari: oltre 500 km. Grazie a queste caratteristiche, e alla strumentazione creata appositamente, i fisici sono in grado di rilevare i segnali della radioattività naturale della Terra. Forse non esageriamo nell'affermare che si apre una nuova era nello studio del nostro pianeta, in particolare per quei fenomeni che sono alla base dei movi...