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Neutrini e velocità della luce: il fisico sfiduciato si dimette (L'Unione Sarda, Cultura, 31 marzo 2012)

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Il difficile è cercare di immaginare qualcosa che a nessuno è mai venuto in mente, che sia in accordo in ogni dettaglio con quanto già si conosce, ma sia diverso; e sia inoltre ben definito, e non una vaga affermazione. (Richard Feynman) Il clamore mediatico suscitato dal presunto superamento della velocità della luce aveva generato, nel settembre scorso, le più varie reazioni. Come se d'un tratto tutti fossero diventati esperti di fisica delle particelle. Gli unici a raccomandare cautela erano sono stati i veri esperti, a partire proprio dai ricercatori della collaborazione internazionale Opera, guidati dal fisico Antonio Ereditato. Il 22 febbraio è stato lo stesso gruppo di ricerca a scoprire un errore dovuto a piccole ma importanti anomalie negli strumenti di misura. Poi sono arrivati i risulati degli esperimenti Icarus, diretto dal Nobel per la fisica Carlo Rubbia, e Lvd, coordinato dal fisico Antonino Zichichi. In definitiva i neutrini provenienti dal Cern sarebbero non sar...

Il contributo del CRS4 all'esperimento OPERA (o dei neutrini in corsa fra il CERN e il Gran Sasso)

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Il contributo del CRS4 all'esperimento OPERA (neutrini fra CERN e Gran Sasso)

Neutrini veloci, il contributo del CRS4 di Pula (L'Unione Sarda, 29 settembre 2011)

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Quando la scienza cerca risposte importanti, come accade per la ricerca dei costituenti più intimi della materia, diventa indispensabile la collaborazione di numerose competenze. È il caso dell'esperimento Opera divenuto famoso per le misure anomale di velocità dei neutrini registrate nei laboratori dell'Istituto nazionale di fisica nucleare sotto la superficie del Gran Sasso, anche se era stato ideato per osservare un raro fenomeno di trasformazione dei neutrini (la cosiddetta “oscillazione”). L'esperimento è parte del progetto CNGS (“Cern Neutrinos to Gran Sasso”) che prevede il lancio di neutrini muonici dal Cern di Ginevra ai Laboratori del Gran Sasso, a 730 km di distanza, grazie al fatto che i neutrini attraversano distanze enormi in qualsiasi materiale come la luce attraversa il vetro di una finestra. Questa collaborazione internazionale ha coinvolto anche un pezzo di Sardegna: il CRS4. Il centro di ricerca di Pula nel 2004 ha realizzato una serie di simulazioni ded...

Anche il CRS4 nel progetto CNGS (CERN Neutrinos to Gran Sasso)

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Progettare un sistema sofisticato come quello che si cela dietro l'esperimento OPERA (laboratori INFN del Gran Sasso) richiede un ampio ventaglio di competenze. Uno di questi aspetti è stato curato dal CRS4 (Centro di ricerca, sviluppo e studi superiori in Sardegna) nel 2005: lo sviluppo di una simulazione numerica del bersaglio di carbonio contro il quale viene indirizzato il fascio di protoni, necessario a sua volta a generare i neutrini che vengono iviati da Ginevra ai rivelatori del Gran Sasso: è il progetto CNGS (CERN Neutrinos to Gran Sasso). Il gruppo di ricercatori del CRS4, composto da fisici e ingegneri, aveva il ruolo di simulare la resistenza dei bersagli di carbonio, situati nella parte terminhale dell'acceleratore di protoni.

Media, neutrini e reazioni velocissime. Intervista a Romeo Bassoli, capo ufficio stampa dell'INFN.

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Abbiamo assistito, in questi giorni, a un raro fenomeno. L'esposizione, anzi l'esplosione, mediatica di una notizia scientifica. Ma l'esperimento Opera, interessato a indagare sulla cosiddetta "oscillazione dei neutrini" ha conquistato una fama mondiale grazie a un dato di cui forse nessuno immaginava di dover prestare attenzione: la velocità con la quale le particelle hanno percorso la distanza tra il CERN e i laboratori del Gran Sasso. Questa fama è anomala, proprio come la velocità misurata. Per cercare di capire meglio cosa è successo ho interpellato Romeo Bassoli , capo ufficio stampa dell' INFN , l'Istituto Nazionale Fisica Nucleare. Romeo, dal punto di vista della comunicazione, cosa ha significato per l'INFN la notizia delle velocità "anomale" misurate tra Cern e Gran Sasso? «Noi dell'ufficio comunicazione l'abbiamo saputo, ovviamente, in anticipo e abbiamo preparato materiali e persone alla giornata di ieri. Abbiamo ovviamen...

Comunicato stampa del CERN: OPERA experiment reports anomaly in flight time of neutrinos from CERN to Gran Sasso

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OPERA experiment reports anomaly in flight time of neutrinos from CERN to Gran Sasso Geneva, 23 September 2011 . The OPERA experiment, which observes a neutrino beam from CERN 730 km away at Italy’s INFN Gran Sasso Laboratory, will present new results in a seminar at CERN this afternoon at 16:00 CEST. The seminar will be webcast at http://webcast.cern.ch. Journalists wishing to ask questions may do so via twitter using the hash tag #nuquestions, or via the usual CERN press office channels. The OPERA result is based on the observation of over 15000 neutrino events measured at Gran Sasso, and appears to indicate that the neutrinos travel at a velocity 20 parts per million above the speed of light, nature’s cosmic speed limit. Given the potential far-reaching consequences of such a result, independent measurements are needed before the effect can either be refuted or firmly established. This is why the OPERA collaboration has decided to open the result to broader scrutiny. The collaborat...

Rolf-Dieter Heuer, Direttore Generale del CERN: l'etica scientifica impone di far circolare i risultati e ripetere gli esperimenti.

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Oggi Rolf-Dieter Heuer, fisico delle particelle e Direttore Generale del CERN dal 2009 annunciare ai colleghi del CERN che OPERA ha misurato "qualcosa che potrebbe essere molto importante" ma sottolinea l'assoluta necessità di effettuare altre misure in altri laboratori, per capire se c'è un errore o no. La sfida è ora trovare un modo per confutare o confermare. Senza euforia e clamore. L'argomento sarà affrontato con la dovuta cura questo pomeriggio, alle 16, nel corso del seminario programmato da tempo, dedicato l'illustrazione dei risultati dell'esperimento OPERA. Rolf-Dieter Heuer ci ricorda che quando una collaborazione scientifica mostra osservazioni sorprendenti l'etica della Scienza impone di rendere disponibili immediatamente alla comunità dei ricercatori questi risultati e suggerisce di incoraggiare l'esecuzione di altri esperimenti. Questo mi sembra il punto centrale della questione: non clamore ma rigore. Esattamente il contrario di co...

E se il neutrino fosse più veloce della luce? Prima di sentenziare lasciamo completare l'Opera.

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Per tre anni hanno viaggiato tra il CERN di Ginevra e i laboratori del Gran Sasso percorrendo 732 km. Oggi sembrano rivelare qualcosa di inatteso: sembrano muoversi a velocità superiori a c , la velocità della luce = 299792458 km al secondo. Ora, se un fotone percorresse questa distanza nel vuoto impiegherebbe un tempo pari a 732 diviso 299792458: 2,442 millesimi di secondo. Invece alcuni neutrini contenuti nei 15.000 fasci inviati dal CERN al Gran Sasso pare (leggendo le news) siano riusciti a giungere a destinazione molto più in fretta: 60 milionesimi di secondo in meno. La notizia importante, a leggere articoli, post e lanci d'agenzia, sarebbe proprio il superamento da parte dei neutrini della velocità della luce nel vuoto. E alcuni, forse troppo frettolosamente. si spingono fino ad associare questo risultato, sempre che sia confermato, con la violazione della Teoria della Relatività Ristretta. L'esistenza dei neutrini fu postulata nel 1930 da Wolfgang Pauli ma furono sco...

Quando le immagini dialogano con noi (L'Unione Sarda, 22 agosto 2008)

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  Quando le immagini dialogano con noi (L'Unione Sarda, 22 agosto 2008)   Dalle incisioni rupestri ai graffiti urbani, passando per l'arte, la scienza e la pubblicità, seguendo l'irresistibile onda di un bisogno umano a volte sottovalutato: l'immagine. Un bisogno primario, secondo Roberto Maragliano (autore del saggio "Parlare le immagini". Apogeo, 2008, 182 pagine, 14 euro) sia a livello di rappresentazione logica che di esperienza emotiva.  Maragliano, tra i primi pedagogisti italiani a occuparsi della multimedialità e apprendimento è responsabile del laboratorio di tecnologie dell'istruzione al l'Università Roma Tre. "Se è vero che un titolo concentra il senso di un'opera - spiega l'autore a pagina 38 - non ho difficoltà a riconoscere che quest'opera è monca, com'è monco il suo titolo. Consapevolmente. Non è completo questo lavoro, né intende esserlo. Non chiude una problematica, né intende farlo. Piuttosto aspira a riflettere, ...