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Le razze non esistono: «Veniamo tutti dall'Africa» (15 Settembre 2015)

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Pochi giorni fa in una grotta del Sud Africa sono stati portati alla luce 1.500 reperti fossili appartenenti a 15 individui di una nuova specie di ominidi. I ricercatori hanno chiamato la nuova specie Homo naledi e l'hanno descritta come dotata di alcune caratteristiche tipiche degli australopitechi, altre dei sapiens e altre mai viste prima in nessuna specie ominide. Questo ritrovamento renderà ancora più complessa la storia della nostra specie? O contribuirà a delineare meglio il puzzle evolutivo? Gli antropologi spiegano che discendiamo dal gruppo umano che sessantamila anni fa partì dall’Africa, raggiunse l'Europa, dove c'erano i Neandertal , ed ebbe la meglio su tutte le altre forme umane preesistenti. Così all'interno della nostra spece, esistono e sono evidenti molteplici differenze, ma sono distribuite in modo continuo nello spazio geografico, così le caratteristiche di ogni popolazione si sovrappongono e sfumano gradualmente in quelle delle popolazioni vicin...

Ecco il nostro antenato. Eccezionale scoperta in Sudafrica: i fossili di una nuova specie (11 Settembre 2015)

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Altezza: un metro e mezzo. Peso: 45 chili. Abilità: svelto nella corsa, agile sugli alberi. Cervello: poco sviluppato. Una scimmia? No, un nuovo tipo di umano, con caratteristiche simili a noi Sapiens, come la quella di seppellire i morti della propria specie. Questo sorprendente Homo naledi , scoperto in Sudafrica, da ricercatori dell'Università Witswaterstrand di Johannesburg, dalla National Geographic Society e del Dipartimento per la Scienza e la Tecnologia/National Research Foundation del Sudafrica, fu rinvenuto nella grotta Rising Star, a una cinquantina di chilometri dalla capitale Pretoria. Un evento scientifico straordinario, sia per la quantità dei reperti (con oltre 1.500 parti fossili è il più grande ritrovamento di ossa di ominini), sia per l'importanza della scoperta: 15 individui di questa nuova specie (altri verranno alla luce successivamente). Per il paleontologo Lee Berger, coordinatore del progetto di recupero: «Abbiamo a disposizione esemplari multipli di...

Tra i fossili di Zoe (Andrea Mameli intervista Arianna Dagnino, L'Unione Sarda 1/8/2011)

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La paleoantropologa sudafricana Du Plessis protagonista del libro di Arianna Dagnino che ora si racconta tra finzione e realtà Da anni Zoe Du Plessis cerca ossa. E non ossa qualunque: alla paleoantropologa sudafricana interessano i primi reperti del genere Homo, le testimonianze dei nostri più remoti progenitori. Poi arrivano le sorprese, l'accorgersi dell'esistenza di un mondo esterno, prima sconosciuto. E la constatazione che non tutto si esaurisce nella scienza: «Tracce, tracce. Non aveva fatto che cercae tracce. Ma quanti miliardi di essereri umani erano già scomparsi senza lasciare traccia? Avrebbe veramente fatto una qualche differenza? Forse avevano ragione loro, gli umili della terra. I dimenticati». Zoe è la protagonista di Fossili. Una storia d'amore in Sudafrica , romanzo d'esordio della giornalista genovese Arianna Dagnino: una protagonista che incarna la figura della scienziata moderna, attenta alla sua disciplina ma non distaccata dal resto del mondo, all...

Alla ricerca delle prime tracce del genere Homo, tra odio, amore, vergogna e coraggio.

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Ho letto Fossili di Arianna Dagnino. Il libro, pubblicato da Fazi nel 2010, mi ha catturato con svariati tentacoli: ci sono i drammi e le storie d'amore, affiora il passato tenebroso dell'apartheid. Su tutto la ricerca di reperti del genere Homo , condotta dalla protagonista: Zoe Du Plessis, discendente degli ugonotti che alla fine del 1600 fuggendo dalla Francia per scampare alle persecuzioni religiose si imbarcarono per la Colonia del Capo, è una paleaoantropologa. Zoe è un'afrikaner e vive sulla sua pelle le contraddizioni di una terra incantevole che per anni è stata martoriata dalla segregazione razziale. Una terra, lo si scopre nelle ultime pagine, che ha vissuto anche una forte emarginazione scientifica da parte di non pochi studiosi. E così quelle ossa fossili, risalenti a oltre cento mila anni fa, diventano un oggetto del desiderio, mentre scorrono visioni di un mondo colorato di rosso, quello degli incantevoli tramonti del profondissimo sud, ma anche rosso di sa...