Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta colori

David Attenborough racconta le meraviglie del pianeta e mette in guardia dagli errori umani. Ascoltiamolo

Immagine
Ho visto Life in Colour with David Attenborough e A Life on Our Planet . E subito dopo mi sono chiesto: che cosa possiede David Attenborough per rendere così affascinanti i suoi documentari? L'originalità nel modo di raccontare? Il tono di voce? La scelta delle immagini? La storia che si intreccia con le cose, le persone, gli animali? Mi sono dato la risposta: tutti questi ingredienti sono scelti con cura, le parole non sono mai troppe o troppo poche, le spiegazioni sono chiare, la voce rassicura e incuriosisce nello stesso tempo.  In Life in colour c'è tanta, straripante bellezza, con tutte quelle forme infinite e bellissime. E con quelle meravigliose spiegazioni del perché la tigre è arancione e tante altre che non svelo perché dovete vederlo. Ma in  A Life on Our Planet, e questo forse rende Attenborough davvero così tanto credibile, c'è una chiara e circostanziata denuncia dei misfatti umani. Mi accorgo che in queste opere di Attenborough è come se emergessero dei...

Risolto l'enigma della zebra: la soluzione è su Nature Communications

Immagine
Per più di un secolo l'enigma della zebra è rimasto senza soluzione: perché l'evoluzione ha portato alla scelta di un mantello a strisce biance e nere? A partire dal dibattito tra Alfred Russel Wallace e Charles Darwin di 120 anni fa le ipotesi erano principalmente cinque:  una forma di mimetismo; una modalità per ostacolare i predatori confondendo la vista dei carnivori; un sistema per la gestione del calore; una colorazione con funzione sociale; limitare l'azione dei parassiti. The function of zebra stripes è il titolo dell'articolo pubblicato il primo aprile 2014 (e non è uno scherzo) su Nature Communications . Gli autori, un gruppo di ricercatori dell'università della California Davis, guidato da Tim Caro, ha mappato la distrubizione geografica di 7 specie: zebre, cavalli, asini e le loro sottospecie, annotando lo spessore , la disposizione, e la tonalità delle loro strisce su varie parti del corpo . Successivamente i ricercatori hanno associa...

Raccolta di libri, giochi, colori e carta, per i bambini vittime dell'alluvione

Immagine
"Scosse e riscosse. Disegni, racconti e conversazioni per elaborare un trauma" è il titolo di un bellissimo libro pubblicato dalla casa editrice Erickson di Trento nel 2010. Il volume raccoglie i disegni dei bambini abruzzesi scampati al terremoto del 2009, frutto un progetto della Fondazione Milena Ferrari che ha coinvolto ragazzi abruzzesi della scuola primaria e secondaria di primo grado e degli Istituti d'Arte dell'Aquila e di Castelli. Il libro, a cura di Marco Dallari, può essere di grande aiuto a educatori, insegnanti, animatori, psicologi e genitori. «La produzione di narrazioni e di immagini, la raccolta e la conservazione di reperti e frammenti di memoria, il rendersi conto di essere in grado di raccontare e commentare ciò che è accaduto, contenendo e controllando l’emozione, trasforma il dramma in una risorsa dolorosa, ma anche preziosa, di esperienza, di uno strumento di rinascita e di crescita individuale e collettiva» ha scritto Marco Dallari nell...

Exmà, Cagliari: forme e colori (Tuttestorie 2013)

Immagine
Exmà, Cagliari - #tuttestorie13 - forme e colori

Ombre azzurre. Vorrei vederle con le rotoballe.

Immagine
Una serie di 25 opere, dipinte tra il 1889 e il 1891 da Claude Oscar Monet. Una meticolosa analisi del comportamento della luce. Un capolavoro di arte e scienza. Sono i covoni di grano, ritratti “en plain air”, con i quali Monet riesce a fissare sulla tela una caratteristica (non molto nota): le ombre colorate. Ieri sera ho provato a immortalare, queste ombre colorate, ma senza successo. Non ho trovato i covoni, ma le rotoballe: decine e decine di rotoballe visibili dalla statale 195, attendevano il mio scatto. Niente da fare: ombre nere. Ma ovviamente non finisce qui: le ombre azzurre saranno la mia ossessione fotografica di quest'estate! Rotoballe al tramonto. Sardegna. Agosto 2013. Foto: A. Mameli Già che ci siamo perché non proviamo a capire cosa sono queste ombre colorate? Immaginiamo la luce del sole come una raffica di cariche elettriche oscillanti o come una mitragliata di molle in forte agitazione. E immaginiamo la reazione delle molecole dell'aria quando vengo...

I love infographics like this: The Psychology of Color

Immagine
A look into the truth behind color and how we subconsciously react to it. Also, shared tips on decorating with these shades and why certain palettes used in advertisements draw you in. By: nowsourcing.com

Neil Harbisson "sente" i colori, grazie al suo Eyeborg

Immagine
Neil Harbisson ha 30 anni e vede il mondo a scale di grigi: non distingue i colori dall'età di undici anni, ma dal 2007 utilizza una piccola videocamera che legge i colori e li converte in onde sonore. Harbisson ha ideato dispositivo, denominato Eyeborg, dopo una progettazione durata 3 anni e ora riesce a distinguere 360 colori. Neil Harbisson ha studiato Belle Arti all’Istituto Satorras (Spagna), e Composizione musicale al Dartington College of Arts (UK). Oggi le sue opere d’arte rappresentano una nuova percezione del mondo, che Harbisson definisce “sonocromatica”: trasforma in colore le prime 100 note di brani musicali. Harbisson ha viaggiato in tutto il mondo per cercare i colori caratteristici delle capitali, visitando oltre 40 Paesi, ma crea anche Ritratti Sonori "ascoltando" i colori dei volti. Per farlo deve restare in piedi di fronte alla persona e puntare il suo eyeborg verso le il suo viso e così scrive le note su uno speciale foglio a 360 linee. Nel 2010 ...

Presentazione Alieni in visita, Biblioteca comunale di Sestu, 4 ottobre 2011

Immagine

Quando sulla Terra giunsero i colori e gli occhi per vederli (L'Unione Sarda, 9 gennaio 2007)

Immagine
 

Con "Musicolor" ora la scienza è più vicina all'arte (L'Unione Sarda, 18 novembre 2006)

Immagine
Vasilij Kandinskij sognava che i suoi dipinti si potessero ascoltare. Non sbagliava: poche settimane fa una ricerca sviluppata allo University College di Londra ha confermato la previsione del pittore russo, aggiungendo che si potranno anche creare musiche da guardare. Un assaggio di questo interscambio sensoriale è stato fornito ieri a Pula ( parco scientifico e tecnologico Polaris ) durante l'incontro organizzato dal CRS4 sul tema "Futurismo e cromo-architetture spazio-temporali della musica" cui hanno partecipato due docenti del Politecnico di Milano, Giuseppe Caglioti (Ordinario di Fisica dei solidi) e Tatiana V. Tchouvileva (Regista e Docente di Estetica), ideatori, insieme a Goran Ramme (docente di Chimica all’Università di Uppsala, Svezia) del progetto Musicolor . Professor Caglioti, il Musicolor è un modo per avvicinare arte e scienza? «A noi piace pensare a Musicolor come a una nuova forma naturale di arte tecnologica. Assistiamo senza poter reagire allo ...