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Tre ingredienti per divulgare efficacemente: raccontare bene, far mettere le mani, conoscere l'argomento

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Oggi ho avuto l'onore di raccontare alle allieve e gli allievi del Master "Neuroscienze e comunicazione scientifica" le mie esperienze di divulgazione scientifica con i bambini e le mie considerazioni sul perché e come farlo. Il mio intervento al Master (proposto da Treccani Accademia, in collaborazione con Fondazione Santa Lucia IRCCS e CNR Consiglio nazionale delle ricerche, con il supporto di RAI News 24) è stato poi occasione di confronto con una lunga serie di domande da parte degli allievi e di uno dei docenti, nonché membro del Comitato Scientifico, Marco Ferrazzoli (Dirigente tecnologo CNR, docente di Divulgazione della conoscenza all'Università di Roma Tor Vergata e Giornalista). Una proposta divulgativa rivolta a bambine e bambini - sono state le mie conclusioni - per essere realmente efficace richiede un adeguato bilanciando tra il fare (hands-on) e il raccontare (storytelling). Ma oltre questo c'è una condizione fondamentale per il successo di tali att...

Scosse e riscosse. Disegnare e raccontare può aiutare a elaborare i traumi causati dal terremoto

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Scosse e riscosse è un bellissimo volume pubblicato dalla casa editrice Ericksonn nel 2010. Il libro, frutto di una brillante iniziativa della Fondazione Marilena Ferrari: "L’Officina Adamo da Rottwei", un laboratorio che ha coinvolto alcuni studenti dell'Aquila, assistiti dai maestri artigiani che lavorano per la Casa editrice d’arte Marilena Ferrari-FMR e da un gruppo di psico-pedagogisti coordinati da Marco Dallari (docente di Pedagogia generale all’Università di Trento). In questo modo i bambini abruzzesi reduci dal terremoto del 2009 sono stati aiutati a superare i traumi attraverso la produzione di storie e di immagini. Il senso dell'operazione lo spega Marco Dallari , curatore del volume: «La produzione di narrazioni e di immagini, la raccolta e la conservazione di reperti e frammenti di memoria, il rendersi conto di essere in grado di raccontare e commentare ciò che è accaduto, condenendo e controllando l'emozione, trasforma il dramma in una riso...

Raccontare il mondo delle disabilità visive

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La conoscenza che noi abbiamo del mondo passa attraverso i sensi e le persone che abbiamo intorno. La trasmissione di questa conoscenza agli altri richiede anche l'impegno a raccontare il nostro mondo. Un impegno che coinvolge ancora una volta i sensi e le persone che abbiamo intorno. E se il protagonista del racconto è una persona con disabilità visive o una persona che gli vive (o lavora) intorno, allora l'impegno a raccontare si arricchisce di uno sforzo ulteriore. Uno sforzo nobile, che può aiutare a far capire mondi di cui, spesso, si ha scarsa conoscenza. A tutto vantaggio del comune senso di civiltà. “Ti racconto il mio mondo” è un progetto della onlus Retina Italia che nasce dall’esigenza di far conoscere il mondo di un disabile della vista attraverso i racconti di chi vive questa patologia in prima persona e delle persone che la circondano.  La onlus Retina Italia è attiva nel sostegno alla ricerca scientifica per l’individuazione delle cause, della cura ...