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Le razze non esistono: «Veniamo tutti dall'Africa» (15 Settembre 2015)

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Pochi giorni fa in una grotta del Sud Africa sono stati portati alla luce 1.500 reperti fossili appartenenti a 15 individui di una nuova specie di ominidi. I ricercatori hanno chiamato la nuova specie Homo naledi e l'hanno descritta come dotata di alcune caratteristiche tipiche degli australopitechi, altre dei sapiens e altre mai viste prima in nessuna specie ominide. Questo ritrovamento renderà ancora più complessa la storia della nostra specie? O contribuirà a delineare meglio il puzzle evolutivo? Gli antropologi spiegano che discendiamo dal gruppo umano che sessantamila anni fa partì dall’Africa, raggiunse l'Europa, dove c'erano i Neandertal , ed ebbe la meglio su tutte le altre forme umane preesistenti. Così all'interno della nostra spece, esistono e sono evidenti molteplici differenze, ma sono distribuite in modo continuo nello spazio geografico, così le caratteristiche di ogni popolazione si sovrappongono e sfumano gradualmente in quelle delle popolazioni vicin...

Sapiens: autobiografia dell'umanità. A Trento la mostra sul percorso dell'Uomo per congedarsi dal Museo della Scienza (L'Unione Sarda, 4 gennaio 2013

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Siamo l'unica specie sulla Terra, per quanto ne sappiamo, che prova a rappresentarsi e a raccontare la propria storia. Ne è un esempio la mostra “Homo Sapiens. La grande storia della diversità umana” inaugurata a Trento il 20 settembre, ideata da Luca Cavalli Sforza e Telmo Pievani. La prima sezione, “Mal d’Africa” racconta i primi passi dell’umanità, milioni di anni fa, prima in Africa e poi in Europa e Asia, con una ricostruzione degli eventi arricchita da fossili originali. La seconda, “La solitudine è un’invenzione recente”, illustra la nascita della nostra specie, avvenuta circa 200.000 anni fa in Africa, e la convivenza con altre forme umane fino a 12.000 anni fa. La terza, “I geni, i popoli e le lingue”, presenta la rivoluzione culturale del Paleolitico, con il suo potente bagaglio simbolico rappresentato dalla nascita dell’arte e delle tecniche. La quarta sezione, “Homo sapiens, la specie planetaria”, mostra l'importanza dell’invenzione dell’agricoltura, avvenuta 10 mi...

Il concetto di razza? Per la scienza è una menzogna (L'Unione Sarda, 27 dicembre 2006)

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Fin dalla sua nascita, avvenuta nel 1700, l'antropologia ha fatto da ponte tra i due mondi in cui, arbitrariamente, dividiamo il sapere: la cultura scientifica e la cultura umanistica. Anche per questa ragione un concetto, quello di “razza umana”, è rimasto a lungo sospeso, in una sorta di limbo, tra realtà e immaginazione, fino al 1972: quando il genetista Richard Lewontin fu capace di dimostrare che la percentuale globale di variabilità del nostro genoma è vicina all'85%. In altre parole, se per una colossale catastrofe si salvasse solo una ristretta porzione della popolazione umana, in essa sopravviverebbe l'85% della variabilità genetica attuale. Dato che siamo nati in Africa, circa 200 mila anni fa, la maggiore variabilità genetica si riscontra in quel continente (“effetto fondatore"), poi abbiamo colonizzato Europa e Asia, portando con noi una variabilità genetica via via minore. Questo dato, poi confermato nel 2004 (da David Goldstein e Guido Barbujani) e nel 2...