09 agosto 2007

Gli inventori svelati


Gli inventori svelati
Scienza e tecnologia, padri veri e falsi
(Quotidiano L'Unione Sarda, Inserto Estate pag. VII, Cultura, 7 agosto 2007)
Il 12 agosto 1982 è la vera data di nascita del personal computer? Chi fu il vero inventore del telefono? Come si svilupparono le tecnologie che hanno portato alla nascita della rete Internet? Le risposte in Hacker, scienziati e pionieri, storia sociale del ciberspazio e della comunicazione elettronica (Stampa Alternativa, 2007, 240 pagine, 13 euro) un libro di Carlo Gubitosa che rende onore a inventori e scienziati ingiustamente messi in ombra e talvolta dimenticati. Come nel caso di Phillip Katz, ideatore del software di compressione PKZip, morto povero e solo il 14 aprile 2000, a soli 37 anni. Più complessa la storia del primo pc Ibm, quello che il 12 agosto di 25 anni "fa il suo ingresso trionfale sul mercato, con una presentazione in grande stile al salone delle feste del Waldorf Astoria di New York". In realtà il personal computer della storia si sarebbe l'Olivelli 101, creata da Pier Giorgio Perotto nel 1964, ma secondo Gubitosa il primo pc nasce in Francia nel 1973. è il Micral (basato sul processore 8088) ma ha poca fortuna. Due anni dopo negli Usa viene presentato l'Altair 8800: il suo cuore è il processore Intel 8080, costa 397 dollari e ha 256 bytes di memoria. Dalla sua il pc Ibm (basato su processore 8086 e con 16Kbyte di Ram) aveva la potenza di un sistema operativo rivoluzionario, l'Ms-Dos, che "Big Blue" aveva acquistato da una piccolissima azienda, che allora si chiamava Micro-Soft, di cui faceva parte William Henry Gates III.
Scrive l'autore: "Con mio grande stupore ho scoperto che Samuel Morse nonha inventato il telegrafo, Thomas Edison non ha inventato la lampadina, Alexander Bell non ha inventato il telefono, Guglielmo Marconi non ha inventato la radio, Bill Gates non ha inventato l'MS-Dos, o almeno non l'hanno fatto secondo il senso e l'accezione comune che diamo al termine invenzione."
Ma chi ha inventato l'Ms-Dos? Risponde Gubitosa: "Quella stessa deformazione della storia che ha trasformato i fratelli Lumière negli 'inventori del cinema', nonostante fossero il punto di arrivo e non di partenzanello sviluppo del cinematografo, ha permesso a Bill Gates di scrivere la 'sua' storia dell'informatica". Il Dos risale al sistema operativo CP/M ideato da Gary Kildall: ma sarebbe diventato lui l'uomo più ricco del mondo, se si fosse accordato con l'Ibm? Nessuno può dirlo, resta il fatto che Kildall, come racconta Gubitosa, "muore il 6 luglio del 1994 all'età di 52 anni dopo aver lottato fino alla fine contro lo strapotere commerciale di Microsoft e Ibm".
Analogo discorso per il Basic, il linguaggio di programmazione generalmente associato al genio di Bill Gates. Per Gubitosa la sua nascita risale al 1964, quando John Kemeny (già assistente matematico di Einstein) e Thomas Kurtz inventano il Codice Multifunzione di Istruzioni per Principianti e per la prima volta le istruzioni vengono impartite al calcolatore impiegando parole e non più lunghe sequenze di 1 e 0 (il "linguaggio macchina"). Gubitosa (attualmente impegnato a Santo Domingo in un progetto di cooperazione dell'Unione Europea) conosce le tecnologie in profondità in qualità di Ingegnere delle Telecomunicazioni, ma deve le sue qualità di segugio dell'informazione all'esperienza nel giornalismo d'inchiesta maturata da giornalista freelance e scrittore. Opere come La vera storia di Internet (distribuita gratuitamente in rete), Elogio della pirateria. Dal Corsaro Nero agli hacker, dieci storie di ribellioni creative (Altreconomia, 2005) hanno contribuito negli ultimi anni a mantenere viva l'attenzione per le tematiche scientifiche e tecnologiche con un approccio non ufficiale.
Gubitosa ha anche il merito di spiegare con chiarezza il significato di modello proprietario (ogni forma di utilizzo e duplicazione delle opere dell'ingegno si paga) e modello libero(nel quale il valore di un bene immateriale è dato dalla sua diffusione). Ma Hacker, scienziati e pionieri non narra solo storie di informatica: c'è spazio per Innocenzo Manzetti (il valdostano che inventò un sistema di trasmissione elettrica della voce assai prima di Meucci e Bell), per Nikola Tesla (dobbiamo a lui la corrente alternata nelle case, ma pochi lo ricordano), Turing (il primo a introdurre il concetto di manipolatore universale di simboli che fu poi applicato agli stati acceso e spento, o 1 e 0).
Gubitosa ha una spiegazione del perché i casi di disconoscimento scientifico sono tanto numerosi: "Dopo la fase della scoperta, aperta dai pionieri e successivamente affidata alla comunità scientifica, è la società ad appropriarsi delle invenzioni ed è nella società che nascono e spesso si scontrano, diverse visioni e interpretazioni della tecnologia". Il libro di Gubitosa ha il merito di ricondurre gli episodi di storia della scienza al loro contesto culturale levando la polvere che spesso li ricopre. C'è poi l'impegno del comunicatore a svelare quella scienza che si cela dietro l'innovazione e il lodevole tentativo di farla capire al grande pubblico.
"La classica immagine dello scienziato, che a partire da zero realizza un'innovazione tecnologica diventando ricco e famoso grazie alla sua scoperta, nella maggior parte dei casi non corrisponde alla realtà".
ANDREA MAMELI

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