15 gennaio 2008

Cagliari: la città che sorprende e guarda al futuro.

geo febbraio copertina cagliari In due anni ha perlustrato gli angoli più nascosti del pianeta con l'intento di spiegare il presente. Sei premi giornalistici e fotografici conquistati in appena due anni di vita indicano che Geo ha imboccato la strada giusta. Scienza, geografia, natura, società, costume, tecnologia, sono gli argomenti affrontati da una rivista pubblicata in molti Paesi europei (l'originale tedesco nacque oltre 30 anni fa) ma che presta molta attenzione anche ai fatti di casa nostra. Uno dei pezzi di copertina del numero di gennaio del mensile diretto da Fiona Diwan si intitolava: "Longevità: dalla Liguria alla Sardegna, i segreti dei grandi vecchi." Il principale titolo di copertina del numero di febbraio (in edicola dal 15 gennaio) sarà invece "Cagliari che guarda al futuro."
GEO Cagliari «Abbiamo deciso di raccontare le città italiane meno raccontate - spiega Irene Merli, autrice del servizio - e dopo Livorno è la volta di Cagliari. Il nostro intento era presentare la Cagliari che ci ha sorpreso, quella città attiva e sveglia».
Cosa vi ha colpito maggiormente? «Sembra una città piccola e tranquilla, poi scropri che quasi quasi ci sono più scrittori che a New York. Il solco tracciato da Sergio Atzeni è molto fertile: da Abate a Soriga, da Agus a Deroma, e tantissimi altri che elenco nel servizio. Poi tutti quei festival letterari, come Marina Café Noir e Tuttestorie. Sicuramente Cagliari ha le sue difficoltà, è lontana da tutto, ma le idee e i progetti importanti che la animano possono davvero candidarla a diventare una capitale del Mediterraneo».
Un fermento culturale o qualcosa di più? «Io vedo Cagliari a distanza di tempo e la trovo sempre molto cambiata, ad esempio il quartiere della Marina. La vedo sempre più viva, quasi effervescente. Noi abbiamo osservato anche la presentza della ricerca scientifica, tutta di altissimo livello, in diversi campi. Poi ci sono grandi sfide architettoniche in corso, dal campus della semoleria al quartiere di Sant'Elia. E in una cartina abbiamo rappresentato l'intero fronte mare».
La vista pià emozionante? «Lo spettacolo che si ammira dal Bastione. Ma anche i bronzetti del Museo Archeologico».
E la peggiore? «Vedere le automobili parcheggiate nella piazza del Duomo, nel quartiere Castello».
L'Unione Sarda pagina della Cultura (14 gennaio 2008, pag. 57)
Andrea Mameli

1 commento:

Anonimo ha detto...

Un bel numero, con belle foto, ricco di informazioni.
Ho notato qualche errorino veniale nell'articolo: Casteddu non è il nome con cui si indica il quartiere Castello, come scritto nella rivista, ma la città di Cagliari, come ben sappiamo...
Piuttosto ignoravo del rifacimento del porticciolo dei pescatori di Sant'Elia, che apprendo dalla rivista Geo... spero non ci siano bracci di molo nuovi, che come si sa modificano le correnti e accorciano o fanno sparire spiagge... speriamo abbiano fatto bene i calcoli e le previsioni di commportamento delle correnti marine!
ciao Paolo