17 maggio 2010

Disease mongering e costi della medicalizzazione

THX-1138 Nel primo film prodotto da George Lucas ("THX-1138", 1971) la società è drogata: il suo "umore placido" è indotto dai farmaci. I robot-poliziotti dell'Agenzia per la Diffusione delle Medicine fanno rispettare il credo pagano ("Non assumere farmaci è un crimine") per mezzo di strumenti da fleboclisi molto efficaci nel somministrare farmaci a persone di ogni età.
Scenari in qualche modo superati alcuni decenni prima da Aldous Huxley con il suo libro del 1932 “Il mondo nuovo” ("Brave New World") nel quale compare la droga di stato (“soma”) che rende tutti felici ma al prezzo di perdere ogni senso critico: “La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai nessuno è sano”. Brave New World
In Italia fece discutere l’editoriale del Bollettino d’Informazione sui Farmaci (organo ufficiale del Ministero della Salute) numero 12 del marzo 2005, intitolato “Nasce prima il farmaco o la malattia?” che svelava le strategie adottate dai produttori di farmaci per istruire medici e pazienti sull’esistenza di una "nuova" malattia. L'articolo parlava di creazione di "un mercato potenziale sufficientemente ampio ai prodotti che verranno in seguito lanciati.”
malattia
Nel 2003, in Germania, fece scalpore il libro del biologo e giornalista scientifico Jörg Blech “Gli inventori delle malattie. Come ci hanno convinti di essere malati” (tradotto in italiano da Lindau, Torino, 2006). Il volume analizza spietatamente il fenomeno del Disease mongering, ovvero: fare affari con le malattie. Scrive Blech: “Per ogni malattia c’è una pillola, e sempre più spesso per ogni nuova pillola c’è anche una nuova malattia.”
Alle stesse conclusioni giungeva, nel 2002, il “British Medical Journal” ("Too Much Medicine?"): “Molti normali processi della vita come la nascita, l’invecchiamento, la sessualità, il sentirsi infelici e la morte possono essere medicalizzati.”
E nell'ultimo numero della rivista mensile Social Science & Medicine tre sociologi della Brandeis University (Peter Conrad, Thomas Mackie, Ateev Mehrotra) hanno illustrato la crescita della medicalizzazione, intendendo con questo termine il processo mediante il quale problemi non di salute giungono a essere definiti e trattati come problemi sanitari: "Estimating the costs of medicalization". Eloquente il commento di Peter Conrad rilasciato al portale Physorg.com: "We spend more on these medicalized conditions than on cancer, heart disease, or public health."
medicalized

1 commento:

Martina ha detto...

Ti segnalo una nuova malattia: la cellulite.
La nuova campagna pubblicitaria della Somatoline sostiene "La cellulite è una malattia".
Credo sia un bell'esempio di disease mongering, non credi?