20 giugno 2011

Temperatura attenzionale nei soggetti autistici. Una ricerca condotta a Cagliari

Temperatura attenzionale nei soggetti autistici Nella figura: il tracciato da eye-tracker di soggetti autistici (a destra) confrontato con quello di soggetti di controllo. La dispersione dei punti e la relativa Temperatura attenzionale come definita nello studio è sensibilmente più alta per i soggetti autistici e promette di diventare un nuovo parametro diagnostico".
L'analisi degli schemi di interazione visiva dei bambini con disturbi autistici, condotta dal Centro per i Disturbi Pervasivi dello Sviluppo dell'Azienda Ospedaliera Brotzu (Cagliari) e dal Laboratorio di ricerca Linkalab, in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dell'Università di Cagliari e l'Hunter College di New York, è stata presentata il mese scorso a San Diego in occasione del congresso "International meeting for autism research". Il gruppo di Cagliari ha individuato un nuovo parametro caratteristico dei pattern di percezione visiva nei bambini autistici.
Il risultato delle tracce dei punti di fissazione dell'occhio sul video è caratterizzato da schemi molto complessi nei quali sono racchiuse importanti informazioni trattabili con i metodi tipici della Fisica Statistica e dei Sistemi Complessi. Particolarmente utile l'analogia con i "moti browniani", tipicamente descritti da leggi statistiche.
Quella in esame è una categoria particolare di moti stocastici, che risponde al nome di Lévy Flights. Il modello che messo a punto dal laboratorio Linkalab, in collaborazione con il gruppo del Brotzu, descrive il livello di agitazione di questi moti per mezzo di un parametro che ne determina il livello di disordine spaziale: la cosiddetta "temperatura attenzionale". Al crescere di questo parametro il soggetto esplora in maniera frenetica la scena visibile sullo schermo.
Lo studio ha rilevato che il comportamento autistico corrisponde a valori di "temperatura attenzionale" mediamente più alti rispetto a quelli dei soggetti di controllo. Si tratterebbe pertanto di un parametro particolarmente significativo per la diagnosi, utile a distinguere il comportamento dei soggetti autistici. Inoltre, dall'analisi degli schemi di funzionamento dell'attenzione visiva possono scaturire elementi utili per l'analisi delle dinamiche delle loro interazioni sociali, a vantaggio della stessa diagnosi (originando una classificazione dei comportamenti autistici in base ai parametri individuati), sia eventuali terapie basate sullo studio del comportamento dei soggetti sani.
Andrea Mameli - linguaggiomacchina.it - 20 giugno 2011

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