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Le difficoltà nel riconoscere i volti in persone con autismo connessa con un gruppo di neuroni. Studio pubblicato su "NeuroImage: Clinical"

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L'anomalia da cui dipende la difficoltà delle persone con autismo di riconoscere i volti sarebbe riconducibile a un preciso gruppo di neuroni. I neuroscienziati, coordinati da Maximilian Riesenhuber (Georgetown University Medical Center, Washington, Usa) hanno scoperto utilizzato la risonanza magnetica funzionale (fMRI) per analizzare il comportamento Lo studio, pubblicato il 15 marzo 2013 sulla rivista online NeuroImage, suggerisce che in molti individui con autismo, i neuroni nella zona del cervello che elabora le facce (fusiform face area: FFA) non riescono a discriminare con precisione le caratteristiche dei visi. Normalmente, quando il cervello elabora le immagini dei volti, i neuroni analizzano cercano di trovare le differenze e le similitudini tra una faccia e un'altra. A quantitative link between face discrimination deficits and neuronal selectivity for faces in autism Xiong Jianga, Angela Bollichc, Patrick Coxa, Eric Hydera, Joette Jamesc, Saqib Ali Gowa...

Tecnologie per persone con disturbi dello spettro autistico. The 5th Element Project e Progetto Alpaca.

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Una delle problematiche conesse con disturbi pervasivi dello sviluppo (autismo) riguarda la difficoltà di instaurare relazioni affettivamente stabili e efficaci dal punto di vista comunicativo. Per affrontre il primo aspetto il gruppo di studenti di Ingegneria Informatica "Italian Ingenium Team" (Antonio Vecchio dell'Università del Salento, Antimo Musone della Seconda Università di Napoli, Daniele Midi dell'Università di Roma3, Matteo Valoriani del Politecnico di Milano) ha ideato il progett o “The 5th Element Project” , basato sulla creazione di giochi personalizzabili e sul sistema di riconoscimento dei movimenti del corpo Kinect. Il progetto, sviluppato dal gruppo The Italian Ingenium, fa leva sullo spontaneo interesse dei bambini per i giochi e per le tecnologie e va in contro anche a chi non ha la possibilità di recarsi in centri specializzati grazie a un sistema di assistenza remota con lo scambio in tempo reale di immagini, video, informazioni sulla posizion...

Cave Art, Autism, and the Evolution of the Human Mind (Nicholas Humphrey, Cambridge Archaeological Journal, 1998)

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Cave Art, Autism, and the Evolution of the Human Mind (Cambridge Archaeological Journal, 8, 165-191, 1998) Nicholas Humphrey The emergence of cave art in Europe about 30,000 years ago is widely believed to be evidence that by this time human beings had developed sophisticated capacities for symbolization and communication. However, comparison of the cave art with the drawings made by a young autistic girl, Nadia, reveals surprising similarities in content and style. Nadia, despite her graphic skills, was mentally defective and had virtually no language. I argue in the light of this comparison that the existence of the cave art cannot be the proof which it is usually assumed to be that the humans of the Upper Palaeolithic had essentially 'modern' minds.

Temperatura attenzionale nei soggetti autistici. Una ricerca condotta a Cagliari

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Nella figura: il tracciato da eye-tracker di soggetti autistici (a destra) confrontato con quello di soggetti di controllo. La dispersione dei punti e la relativa Temperatura attenzionale come definita nello studio è sensibilmente più alta per i soggetti autistici e promette di diventare un nuovo parametro diagnostico". L'analisi degli schemi di interazione visiva dei bambini con disturbi autistici, condotta dal Centro per i Disturbi Pervasivi dello Sviluppo dell' Azienda Ospedaliera Brotzu (Cagliari) e dal Laboratorio di ricerca Linkalab, in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dell'Università di Cagliari e l'Hunter College di New York, è stata presentata il mese scorso a San Diego in occasione del congresso "International meeting for autism research". Il gruppo di Cagliari ha individuato un nuovo parametro caratteristico dei pattern di percezione visiva nei bambini autistici. Il risultato delle tracce dei punti di fissazione dell'o...

Rowan, in sella contro l'autismo (L'Unione Sarda, Cultura Estate, 3 agosto 2009)

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Un caso letterario insolito per una storia vera. Pubblicato in Inghilterra a inizio anno, Horse Boy (Rizzoli, 2009, 387 pagine, 21 euro) è stato subito tradotto in 16 lingue, facendo capolino nella prestigiosa “lista dei best seller” del New York Times e conquistando i lettori con il fascino tipico dei viaggi in terre sconosciute. L’autore, Rupert Isaacson , londinese di nascita e texano d’adozione, scrive guide turistiche e articoli per il National Geographic. Attivista per i diritti delle popolazioni tribali, Isaacson è anche un profondo conoscitore dei cavalli, avendoli addestrati per anni. La storia è quella di un bambino, Rowan, cui viene diagnosticato l’autismo, e di un padre (lo stesso Rupert Isaacson) che si trovano a lottare, con l’aiuto della madre del ragazzo, Kristin, contro le mille difficoltà di comunicazione e di comportamento tipiche dei disturbi pervasivi dello sviluppo. Ma quando Rupert porta il bambino a cavalcare accade qualcosa di inatteso: Rowan parla, mostra emoz...