22 giugno 2011

Una proteina tipica dell'occhio umano mostra sensibilità al campo magnetico terrestre.

occhi Per le tartarughe di mare e molte specie di uccelli la capacità di riconoscere il campo magnetico terrestre è di fondamentale importanza in caso di viaggi a lunghe distanze. La specie Homo Sapiens è sempre stata ritenuta priva di percezione naturale del campo magnetico, ma secondo una ricerca pubblicata ieri su Nature Communications ("Human cryptochrome exhibits light-dependent magnetosensitivity") una proteina presente nella retina umana dimostra una sensibilità innata per il campo magnetico quando impiantata in una Drosofila.
In molti animali migratori la reazione chimica sensibile alla luce convolgente la flavoproteina cryptochrome (CRY) si pensava che giocasse un ruolo importante nella capacità di percepire il campo magnetico terrestre. Nel caso della Drosofila, studi precedenti mostrarono che la proteina cryptochrome trovata in questi moscerini funziona come un sensore indipendente per il campo magnetico. Per dimostrare che la proteina umama cryptochrome (hCRY2) manifesta analoghe abilità magnetiche i gruppo di ricerca guidato Steven Reppert (Higgins Family Professor di Neuroscienze e Neurobiologiay) ha creato una Drosofila transgenica carente di proteina cryptochrome naturale ma dotata della proteina umana: hCRY2. Il gruppo guidato da Reppert ha dimostrato che questi moscerini transgenici sono in grado di rispondere a un campo magnetico generato elettricamente.
Questi risultati dimostrano che la proteina hCRY2 ha la capacità molecolare di funzionare in un sistema sensibile al campo magnetico. Tutto ciò apre la strada a future indagini sulla magneto-percezione umana.
Testo e foto: Andrea Mameli - www.linguaggiomacchina.it - 22 giugno 2011



“Human cryptochrome exhibits light-dependent magnetosensitivity” By Lauren E. Foley, Robert J. Gegear, & Steven M. Reppert. Nature Communications, June 21, 2011.
Abstract
Humans are not believed to have a magnetic sense, even though many animals use the Earth's magnetic field for orientation and navigation. One model of magnetosensing in animals proposes that geomagnetic fields are perceived by light-sensitive chemical reactions involving the flavoprotein cryptochrome (CRY). Here we show using a transgenic approach that human CRY2, which is heavily expressed in the retina, can function as a magnetosensor in the magnetoreception system of Drosophila and that it does so in a light-dependent manner. The results show that human CRY2 has the molecular capability to function as a light-sensitive magnetosensor and reopen an area of sensory biology that is ready for further exploration in humans.


CRYPTOCHROME mediates light-dependent magnetosensitivity in Drosophila (Nature. 2008 August 21)

In the Blink of Bird’s Eye, a Model for Quantum Navigation (wired.com January 27, 2011)

"Reverse-Engineering the Quantum Compass of Birds" (wired.com June 23, 2009)

Humans have a magnetic sensor in our eyes, but can we detect magnetic fields? (Discover, June 8-th, 2011)

Robins can literally see magnetic fields, but only if their vision is sharp (Discover, June 21st, 2011)

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