19 agosto 2011

Cognitive Computing: oltre l'architettura di von Neumann?

schema Un sistema in grado di raccogliere i frutti delle neuroscienze, del supercalcolo e delle nano tecnologie: è il progetto SyNAPSE, ovvero Cognitive Computing allo stato puro.
La prima rivelazione risale al 2008 quando l'Ibm comunicò di aver avviato la creazione sistema di calcolo in grado riprodurre le abilità cognitive, le sensazioni e le percezioni tipiche della mente umana. L'iniziativa, sviluppata con la collaborazione di alcune importanti università, si proponeva anche di riuscire a rivaleggiare con la nostra mente non solo in termini di prestazioni, ma anche in relazione alle dimensioni e ai consumi.
Con una dote di 4,9 milioni di dollari assegnati dall'agenzia governativa Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) è stata assemblata una squadra di altissimo livello guidata da Dharmendra S. Modha (Ibm), proveniente da: Stanford University, University of Wisconsin-Madison, Cornell University, Columbia University Medical Center, University of California (Merced). Dharmendra S. Modha.
Qualche passo avanti venne poi presentato alla conferenza internazionale Super Computing (Portland, 14-20 novembre 2009), con l'annuncio di una prima simulazione corticale del cervello.
Ieri la rivelazione: la Cognitive Computing ha il suo primo chip. Con una nuova dotazione finanziaria di 21 milioni di dollari (DARPA) è iniziata la fase due del progetto SyNAPSE: Systems of Neuromorphic Adaptive Plastic Scalable Electronics. La prima fase riguardava la simulazione della corteccia cerebrale di un gatto con un supercomputer IBM da 144 terabyte di memoria. Nel comunicato ufficiale di ieri (IBM Unveils Cognitive Computing Chips) si parla con decisione di una nuova generazione di chip per computer progettati per emulare le abilità del cervello umano e nettamente diversi da quelli tradizionali. In particolare il calcolatore cognitivo non si basa sulla classica architettura di von Neumann, ovvero un processore e una memoria nei quali il codice di elaborazione e i dati sono separati.
“Questa è la più importante iniziativa di ricerca - spiega Dharmendra Modha, nel comunicato di ieri - messa in piedi per superare il paradigma di von Neumann paradigm che ha guidato la realizzazione dei calcolatori per oltre mezzo secolo. Le future applicazioni del calcolo richiederanno sempre maggiori funzionalità che non sono assolte in modo efficiente dall’architettura tradizionale. Questi chip permetteranno ulteriori passi in avanti nell'evoluzione dei computer da macchine calcolatrici a sistemi che apprendono, segnando l’inizio di una nuova generazione di computer e di applicazioni utili, per la loro capacità di gestire la complessità, al mondo scientifico e delle imprese, ma anche ai decisori pubblici.
Per la fase 2 del progetto SyNAPSE l'IBM sarà affiancata da ricercatori di quattro atenei nordamericani: Columbia University, Cornell University, University of California (Merced), University of Wisconsin (Madison).
Darmendra S. Modha cura un interessante blog (Cognitive Computing blog) nel quale ricostruisce la storia di questa branca della computer science: Evolution of cognitive computing.


Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 19 agosto 2011


- Network architecture of the long-distance pathways in the macaque brain (Dharmendra S. Modhaa, Raghavendra Singhb) PNAS, June 11, 2010.
- IBM Seeks to Build the Computer of the Future Based on Insights from the Brain (comunicato ufficiale Ibm del 20 novembre 2008).
- IBM Awarded DARPA funding via SyNAPSE Program (Dharmendra S Modha's Cognitive Computing Blog, November 19, 2008)
- Tests on a cell assembly theory of the action of the brain, using a large digital computer (September 1956).

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