02 settembre 2011

La nuova ignoranza. Uso improprio di parole proprie

ricariche mameli 2011 Non sopporto l'uso improprio delle parole. Mi va bene quando si scherza, quando si gioca o quando si deve spiegare qualcosa ricorrendo a espressioni spiritose o esempi bizzarri. Ma in un discorso serio non posso proprio sentire "estrapolare" come sinonimo di "estrarre" oppure "piuttosto che" usato per elencare anziché per confrontare o ancora "implementare" adoperato al posto di "migliorare". Una forma di pigrizia, nel ripetere quanto si sente dire da altri, oppure una maniera di innovare una lingua? Io propendo per la prima ipotesi. Sono solo opinioni senza pretesa di scientificità linguistica. Semplicemente non solo non trovo innovativo usare un termine importato, goffamente, da altre lingue. Ma mi sembra un evidente gesto di pigrizia mentale. In alcuni casi (uno su tutti "piuttosto che") forse proprio una moda, ragione in più per farmi odiare queste scorciatoie linguistiche. Già, scorciatoie, come "cosa" e "coso". Preferisco sforzarmi di trovare il termine appropriato a costo di rispolverare antichi armamentari (leggasi dizionario). Ma non cadrò mai (spero) nelle trappole della falsa innovazione. In particolare provo orrore per "supportare" e estrapolare" usati in modo inappropriato. Mi è bastata una rapida ricerca e ho capito di non essere vittima di scrupolosite fulminante. Leggete qui:

1 commento:

matasilogo ha detto...

propongo di discutere l'uso improprio della parola energia in tutto il settore esoterico: Yoga e simili.
Non di energia, infatti si veda Wikipedia ma di organizzazione o informazione dovrebbero tradurre da Prana un saluto