29 giugno 2012

Celacantide: molto più che un semplice "fossile vivente". Uno studio pubblicato su Current Biology il 5 Giugno 2012

Ricordo che pensare al Celacantide (che attualmente viene chiamato Celacanto) come "fossile vivente" mi impressionava molto, da bambino. Sognavo di incontrarlo in mare e di potergli chiedere come si viveva milioni di anni fa...
Oggi riscopro questo splendido pesce grazie a un comunicato stampa (400 million years old, but still capable of adapting) dell'università tedesca di Bochum riferito alla pubblicazione di uno studio internazionale su Current Biology: Population divergence in East African coelacanths.
Una specie di Celacanto, Latimeria chalumnae, vive nelle vicinanze delle isole Comore, al largo della costa dell'Africa orientale: dal Kenya al Sud Africa. La seconda specie dimora nelle acque al largo di Sulawesi, in Indonesia.
L'importanza di questo pesce risiede nelle sue caratteristiche, che lo potrebbero porre in un gradino di quella particolare evoluzione che ha portato dai pesci agli animali terrestri a quattro zampe: due pinne sostenute da ossa simili a gambe e il cui movimento alternato ricorda il trotto del cavallo. Poi c'è il giunto intercraniale, grazie al quale il Celacanto può allargare la bocca per ingoiare prede di grandi dimensioni, c'ò anche un tubo, chiamato notocorda, che funziona come una colonna vertebrale. E ci sono poi le caratteristiche più appariscenti: le squame spesse, tipiche dei pesci oramai estinti.
Il Celacanto viene definito "fossile vivente" a causa della sua morfologia quasi del tutto invariata dal Devoniano: 410 milioni di anni fa.  
Fu Marjorie Courtenay-Latimer a scoprire il primo esemplare vivo, nel 1938, quando si riteneva che fosse già estinto.
Lo studio genetico ha riguardato 71 adulti di tutte le specie ora viventi. Nonostante una generale bassa diversità genetica ci sono prove di una divergenza delle popolazioni africane: una popolazione in Sud Africa e un'altra in Tanzania. Inaspettatamente è stata registrata una significativa scissione della specie Comore in due sottopopolazioni simpatriche. La speciazione simpatrica consiste nella formazione di nuove specie a causa di un isolamento riproduttivo nel tettitorio delle popolazioni parentali senza che intervenga isolamento geografico. Nonostante la sua lentissima evoluzione il celacantide si diversifica ancora e dimostra quindi di adattarsi alle nuove condizioni ambientali.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 29 Giugno 2012
Title
Population divergence in East African coelacanths 

Authors
Kathrin P. Lampert, Hans Fricke, Karen Hissmann, Jürgen Schauer, Katrin Blassmann, Benjamin P. Ngatunga and Manfred Schartl

Issue
Current Biology, Volume 22, Issue 11, R439-R440 5 June 2012 doi:10.1016/j.cub.2012.04.053  

Abstract
The coelacanth, Latimeria chalumnae, occurs at the Eastern coast of Africa from South Africa up to Kenya. It is often referred to as a living fossil mainly because of its nearly unchanged morphology since the Middle Devonian. As it is a close relative to the last common ancestor of fish and tetrapods, molecular studies mostly focussed on their phylogenetic relationships. We now present a population genetic study based on 71 adults from the whole known range of the species. Despite an overall low genetic diversity, there is evidence for divergence of local populations. We assume that originally the coelacanths at the East African Coast derived from the Comoros population, but have since then diversified into additional independent populations: one in South Africa and another in Tanzania. Unexpectedly, we find a split of the Comoran coelacanths into two sympatric subpopulations. Despite its undeniably slow evolutionary rate, the coelacanth still diversifies and is therefore able to adapt to new environmental conditions.  

Supplemental Experimental Procedures A total number of 71 Latimeria chalumnae individuals were analyzed in this study. 25 of these individuals were captured between 2003 and 2008 at the shores of Tanzania, the others came from different African locations and were samples in several expeditions between 1991 and 2003 [S1]. CITES was issued for material used in this study.

The article (pdf)
http://download.cell.com/current-biology/pdf/PIIS0960982212004733.pdf

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