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Visualizzazione dei post con l'etichetta evoluzione

Quelle orme di Homo erectus di 1.5 milioni di anni fa sono tracce di una battuta di caccia

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In articolo pubblicato su Science il 27 Febbraio 2009 Early Hominin Foot Morphology Based on 1.5-Million-Year-Old Footprints from Ileret, Kenya (Science, ) un gruppo di ricercatori coordinato da Matthew R. Bennett forniva le prove del ritrovamento di 22 impronte di ominidi databili fra 1.51 e 1.53 milioni di anni fa a Ileret, in Kenya. Ieri Nature dava notizia di una nuova ricerca, condotta recentemente da Neil Roach (American Museum of Natural History, New York) in quello stesso luogo, che ha portato alla scoperta di altre 100 orme: Homo erectus footprints hint at ancient hunting party (Nature, 17 April 2015). Neil Roach ipotizza che quelle orme non siano altro che la registrazione di una giornata di caccia. La prova evidente della capacità di cooperare e di attuare strategie che superano la semplice sopravvivenza. Ancient footprint, Ileret, Kenya Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 18 Aprile 2015

Yawunik kootenayi: l'antico predatore riemerso dalle rocce

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Yawunik kootenayi [Credit: Robert Gaines] Yawunik kootenayi è il nome di un nuovo abitante delle acque. Nuovo si fa per dire, dato che visse 250 milioni di anni prima della comparsa dei dinosauri: è nuovo solo perché è stato scoperto nel 2012 e poi identificato da gruppo di paleontologi dell'Università di Toronto, del Royal Ontario Museum e del Pomona College (California). Yawunik kootenayi aveva 4 occhi e catturava le prede con le appendici anteriori dotate d i estremità sensibili al tatto. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Palaeontology e le agenzie giornalistiche stanno facendo girare la notiza "Scoperto uno dei primi predatori, aveva tenaglie e 4 occhi. Vissuto 500 milioni di anni fa, 'padre' di ragni e aragoste" (ANSA, 27 marzo, 18:50).  E dal punto di vista della comunicazione della scienza si tratta di un caso interessante: l'articolo scienfico perfora la barriera che circonda la comunicazione tra scienziati e raggiunge il pu...

Le infinite e complesse reti che intrappolano l'universo (L'Unione Sarda, 5 Gennaio 2015)

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Cosa sarebbe successo 65 milioni di anni fa se quell'asteroide che colpì il nostro pianeta, mandando letteralmente a farsi friggere i dinosauri che la popolavano, avesse seguito una traiettoria leggermente diversa? Perché l'unico abitante della Terra dotato di intelligenza è anche l'unico a causare la distruzione sistematica del proprio ambiente? Ma in fondo l'uomo è la punta dell'evoluzione o costituisce un errore madornale della genetica? Con queste domande il biochimico Pier Luigi Luisi aveva stuzzicato il pubblico del Cagliari Festivalscienza, l'8 Novembre, presentando il libro scritto a quattro mani con il fisico Fritjof Capra: “Vita e natura. Una visione sistemica” (578 pagine, 34,50 €, edizioni Aboca), una vera e propria Enciclopedia del pensiero complesso. A Fritjof Capra, celebre per aver dato l'avvio al confronto creativo fra la fisica e la filosofia orientale con il suo “Tao della fisica” (1975), abbiamo chiesto di rispondere a quelle domande. ...

Risolto l'enigma della zebra: la soluzione è su Nature Communications

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Per più di un secolo l'enigma della zebra è rimasto senza soluzione: perché l'evoluzione ha portato alla scelta di un mantello a strisce biance e nere? A partire dal dibattito tra Alfred Russel Wallace e Charles Darwin di 120 anni fa le ipotesi erano principalmente cinque:  una forma di mimetismo; una modalità per ostacolare i predatori confondendo la vista dei carnivori; un sistema per la gestione del calore; una colorazione con funzione sociale; limitare l'azione dei parassiti. The function of zebra stripes è il titolo dell'articolo pubblicato il primo aprile 2014 (e non è uno scherzo) su Nature Communications . Gli autori, un gruppo di ricercatori dell'università della California Davis, guidato da Tim Caro, ha mappato la distrubizione geografica di 7 specie: zebre, cavalli, asini e le loro sottospecie, annotando lo spessore , la disposizione, e la tonalità delle loro strisce su varie parti del corpo . Successivamente i ricercatori hanno associa...

La madre di tutti i gusci e l'evoluzione della tartaruga

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L'origine del guscio delle tartarughe ha lasciato i biologi perplessi per due secoli. Ora un gruppo di ricerca ha creato un modello per spiegare l'evoluzione del guscio e per farlo ha analizzato il rettile (estinto) Eunotosaurus africanus considerato progenitore delle tartarughe attuali. Dallo studio del fossile è emerso che questa specie estinta possedeva nove costole allargate ma non aveva i muscoli intercostali, esattamente come le tartarughe. La scoperta riporta indietro il datario delle nostre conoscenze sullo sviluppo del guscio di 40 anni. La struttura del guscio ha avuto origine circa 260 milioni di anni fa ma i più antichi fossili di tartaruga hanno 215 milioni di anni; nel 2008 fu scoperta una tartaruga di 220 milioni di anni. I ricercatori hanno scoperto che con il guscio si è evoluto anche il sistema respiratorio, generando un nuovo meccanismo di ventilazione polmonare, adatto a respirare nonostante le costole fissero fuse con il guscio protettivo esterno. ...

Se la mancanza di pressione evolutiva rende deboli le nostre intelligenze, la forza è tutta nella società.

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«Sarei disposto a scommettere che se un cittadino di Atene dell'anno mille avanti Cristo dovesse apparire improvvisamente in mezzo a noi, potrebbe risultare più brillante e intellettualmente vivo rispetto ai nostri colleghi e amici». Con queste parole si apre l'articolo pubblicato su "Trends in Genetics" e firmato da Gerald R. Crabtree, docente di patologia e di biologia dello sviluppo alla Stanford University. Secondo Crabtree l'intelligenza umana avrebbe iniziato lento ma inesorabile declino da quando i nostri antenati hanno smesso di vivere esclusivamente di raccolta di frutti spontanei e di caccia. Così, con la diffusione dell’agricoltura e la nascita dei villaggi, la pressione evolutiva sui geni legati all’intelligenza si è ridotta notevolmente. Lo studio, intitolato "Our Fragile Intellect", indica che i geni connessi con le emozioni e l'intelligenza sarebbero fra 2 mila e 5 mila, e furono selezionati in un periodo compreso fra 50.000 e 500...

Ma i dinosauri erano destinati a crescere così tanto? La risposta il 4 Novembre al congresso della Geological Society of America.

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Ma i dinosauri dovevano per forza crescere così tanto? La risposta è nella legge di Cope : la discendenza di una popolazione tende a crescere di dimensioni corporee nel corso del tempo evolutivo. In altre parole, secondo il paleontologo statunitense Edward Drinker Cope, gli organismi tendono a crescere di taglia quando evolvono da forme generalizzate a forme specializzate. Per verificare se la legge di Cope si sia dimostrata realmente valida per i dinosauri, e in quale misura, Gene Hunt (curatore del Dipartimento di Paleobiology nel National Museum of Natural History di Washington), Richard FitzJohn (University of British Columbia), Matthew Carrano (National Museum of Natural History di Washington) hanno usato il femore di alcuni dinosauri come misura di riferimento e hanno effettuato analisi statistiche. E allora perché i piccoli mammiferi non hanno sentito il bisogno di crescere? Ma perché mammiferi di piccola taglia, onnivori, con elevata capacità riproduttive e in grado di ...

Fuxianhuia protensa: un cervello moderno in un corpo antico. Lo studio sarà pubblicato su Nature l'11 Ottobre 2012.

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Analizzando un fossile di Fuxianhuia protensa , trovato nella provincia dello Yunnan in Cina, i ricercatori dell'Università dell'Arizona hanno osservato il più antico cervello anatomicamente evoluto: 520 milioni di anni fa. Lo studio, che sarà pubblicato su Nature domani, 11 ottobre, fornisce l'anello mancante della storia evolutiva degli artropodi, il gruppo tassonomico cui appartengono aracnidi, crostacei e insetti. I ricercatori coordinati dal neurobiologo Nicholas Strausfeld , considerano questa scoperta molto importante. Chissà che non ci sia qualcosa a che fare con l'esplosione cambriana come forse accadde con gli occhi di Anomalocaris . «Nessuno si aspettava che il cervello fosse evoluto così presto nella storia degli animali pluricellulari - ha sottolineato Strausfeld - e la stessa discussione sull'origine degli insetti è stata intensa. Ho trascorso cinque ore frenetiche al microscopio a dissezionare e le ultime due ore a fotografare. In questo modo mi s...

Perché esistono 40.000 specie di coleotteri e solo 23 specie di coccodrilli e alligatori? Uno studio pubblicato su PLoS Biology il 28 Agosto 2012.

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Perché alcune linee animali e vegetali sono molto più antiche di altre e nonostante ciò hanno prodotto poche specie? È il caso dei coccodrilli e degli alligatori, 23 specie in tutto, contro le 400 mila specie di coleotteri (ma potrebbero esisterne molte altre ancora sconosciute). A questo tipo di domande, per me particolarmente stimolanti, prova a fornire risposte uno studio pubblicato su PLoS Biology il 28 Agosto 2012. La ricerca ha interessato 1.397 gruppi principali di animali, funghi e piante, i quali rappresentano in totale 1,2 milioni di specie per cercare di capire se i gruppi che si sono divisi più anticamente raggiungevano il maggior numero di specie. I ricercatori hanno assegnato un punteggio di "ricchezza di specie" a ciascun gruppo e hanno applicato metodi statistici. Uno dei risultati dello studio indica che l'età non spiega il grado di diversità delle specie, quindi si pensa che un lignaggio produrrà specie fino a riempire una "zona adattativa"...

Perché adoro Stephen Jay Gould?

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Pochi autori mi hanno affascinato come Stephen Jay Gould. Sarà per la mia passione per pietre e disauri, nata sui banchi di scuola quando, avrò avuto 7 anni, il maestro (Serafino Orgiana da Escalaplano) portava in classe minerali e fossili. Sarà per aver letto e riletto due volte La vita meravigliosa dietro suggerimento di Fabio Pagan quando frequentavo il Master in Comunicazione della Scienza a Trieste (sarà stato il 1997). Stephen Jay Gould (1941-2002) viene ricordato come un grande divulgatore della biologia, della paleontologia e dell'evoluzionismo. Docente all'università di Harvard, in 25 (1974-2002) ha pubblicato oltre 300 articoli sulla rivista mensile dell’American Museum of Natural History, nella sua rubrica “This View of Life”. La vita meravigliosa è stata una lettura veramente illuminante perché mi ha fatto scoprire l'esplosione cambriana attraverso l'analisi dei fossili rinvenuti a Burgess Shale (Canada, Simon Conway Morris 1977) e in Cina (1992). Col...

Predatori piumati. Un fossile di Sciurumimus albersdoerferi scoperto in Germania (PNAS, 2 Luglio 2012).

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Un nuovo dinosauro, scoperto in Germania, fornisce una nuova prova della mancanza di collegamento tra i dinosauri teropodi piumati e gli uccelli. Questo splendido cucciolo di Sciurumimus albersdoerferi vissuto circa 150 milioni di anni fa, è stato trovato tra le rocce calcaree della Baviera settentrionale con i resti di un piumaggio filamentoso eccezionalmente conservati. Il nome del genere si riferisce al nome scientifico degli scoiattoli (dato che la coda del dinosauro appare particolarmente folta, proprio come quella degli scoiattoli). Un articolo dei Proceedings of the National Academy of Sciences del 2 luglio illustra la vera particolarità di questa scoperta: tutti i dinosauri piumati predatori conosciuti finora rappresentano sono considerati stretti degli uccelli. Lo Sciurumimus è invece molto più in basso nell'albero genealogico dei dinosauri, e sembra indicare che i dinosauri predatori avessero le piume. Questo fossile rappresenta anche il più completo dinosauro predat...

Celacantide: molto più che un semplice "fossile vivente". Uno studio pubblicato su Current Biology il 5 Giugno 2012

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Ricordo che pensare al Celacantide (che attualmente viene chiamato Celacanto) come "fossile vivente" mi impressionava molto, da bambino. Sognavo di incontrarlo in mare e di potergli chiedere come si viveva milioni di anni fa... Oggi riscopro questo splendido pesce grazie a un comunicato stampa ( 400 million years old, but still capable of adapting ) dell'università tedesca di Bochum riferito alla pubblicazione di uno studio internazionale su Current Biology : Population divergence in East African coelacanths . Una specie di Celacanto, Latimeria chalumnae, vive nelle vicinanze delle isole Comore, al largo della costa dell'Africa orientale: dal Kenya al Sud Africa. La seconda specie dimora nelle acque al largo di Sulawesi, in Indonesia. L'importanza di questo pesce risiede nelle sue caratteristiche, che lo potrebbero porre in un gradino di quella particolare evoluzione che ha portato dai pesci agli animali terrestri a quattro zampe: due pinne sostenute da os...

Ecco il libro “evoluto”: racconta una storia che si è interrotta 65 milioni di anni fa (L'Unione Sarda, 14 Giugno 2012)

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Chi ha detto che i libri non possono evolvere? Basta aprire questo “Viaggio nel mondo dei dinosauri” (Editoriale Scienza, 2011, pagine 32, euro 22,90) per capire che l'evoluzione è possibile. A guardare tutte quelle finestrelle, i cartoncini mobili che sembrano dar vita ai rettili estinti 65 milioni di anni fa, e soprattutto le figure che si sollevano quando si sfogliano le pagine sembra che tra i libri classificati “per bambini” sia in atto un'autentica evoluzione. E questa evoluzione paradossalmente non è frutto di raffinate tecnologie elettroniche ma riguarda l'elemento tradizionale del libro, cioè la carta. Così le scoperte fondamentali della palentologia dei lucertoloni giganti, la classificazione dei predatori e degli erbivori, il significato dei nomi e le storie delle scoperte diventano tappe di questo viaggio tridimensionale chiamato pop-up. Il libro così evoluto si arricchisce di emozioni e le emozioni diventano veicoli del sapere. Un viaggio splendidamente ill...

Evoluzione umana: un video

C'era una volta un mondo popolato di Neanderthals e altre specie umane. In qualche modo siamo stati noi a prevalere. Un viaggio indietro di milioni di anni. Evolve! A Journey Through Time ( World Science Festival ) Music: Sustenance Variations composed by Orianna Webb, performed by Flexible Music, from the album Sustenance, courtesy of New Focus Recordings . Recorded June 2012; Posted June 2012

Musica, dopamina e istinti. Una ricerca e due libri.

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"Senza musica il mondo preistorico sarebbe semplicemente troppo silenzioso per risultare credibile" (Steven Mithen). Robert Zatorre, neuroscienziato del Neurological Institute della Mcgill University di Montreal, ha dimostrato quanto si sapeva da tempo: le forti emozioni associate all'ascolto di un brano musicale sono correlati con il rilascio di dopamina nel cervello. La musica imita alcune caratteristiche del linguaggio in grado di trasmettere emozioni tipiche della comunicazione verbale, inserendosi in strutture cerebrali primitive, coinvolte con la motivazione, la gratificazione e l'emozione. Anatomically distinct dopamine release during anticipation and experience of peak emotion to music Valorie N Salimpoor, Mitchel Benovoy, Kevin Larcher, Alain Dagher, Robert J Zatorre Nature Neuroscience 14, 257–262 (2011) doi:10.1038/nn.2726 Abstract Music, an abstract stimulus, can arouse feelings of euphoria and craving, similar to tangible rewards that involve ...

Energia e sostenibilità. Il Parco "Sardegna in miniatura" si arricchisce di nuovi spazi espositivi.

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Il parco a tema "Sardegna in miniatura" non è solo una semplice esposizione di modellini dei monumenti più celebri dell'isola. Oggi questo luogo contiene un planetario e museo interattivo dell'astronomia, una biosfera vivente, un percorso sull'evoluzione e la storia di Charles Darwin. E da oggi anche energia e sostenibilità. Il progetto di Pierangelo Cadoni e Anna Melis, ideatori di questo splendido parco a tema, consiste nell'aggiungere una nuova sezione ogni anno. Nel 2012, in occasione dell' Anno Internazionale dell’energia sostenibile per tutti , la nuova sezione interattiva è "Terra, difendiamola con energia". Il laboratorio si sviluppa dentro una cupola trasparente di 12 metri di diametro e permette ai visitatori di sperimentare il limiti del modello di consumi attuale le scelte sostenibili. Le soluzioni interattive, ideate per coninvolgere in maniera ludica i partecipanti, sono state realizzate dal CRS4 nel laboratorio Open Media C...

Evoluzione? Animazione! Il video ideato da Tyler Rhodes con i bambini di Richmond (Virginia).

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Tyler Rhodes, studente di animazione della Virginia Commonwealth University, ha ideato Evolutionanimation un telefono senza fili per immagini. Lo scopo è far evolvere i disegni di animali attraverso un processo analogo a quello avvenuto durante l’evoluzione: un processo emergente, come nell'albero della vita di Darwin.. Per farlo Tyler ha coinvolto i bambini di due scuole elementari di Richmond (Virginia, USA) ( William Fox e Patrick Henry School of Science & Art ), a partire dal disegno di una salamandra. "A collaborative animation in which I took 5 groups of people and simulated evolution with them in the course of an hour. From those groups I amassed about 460 drawings, which I then turned into an animation. This animation here involves the group from Patrick Henry School of Science and Art and is roughly 100 or so of their creatures, with their own unique ending to the animation- the Ice Age." (Tyler Rhodes) An Evolution Animation Unlike Any You’ve Seen Befor...

Bambini a lezione (giocosa) di paleontologia al Natural History Museum di Londra

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Non capita tutti i giorni di visitare un museo in compagnia di un esperto. Il 27 febbraio 2012 la fortuna è toccata a cinque bambini, portati al Natural History Museum di Londra, per seguire la lezione (giocosa) del paleontologo Gian Luigi Pillola (Università di Cagliari). Ai cinque bambini, provenienti da Cagliari, è stata illustrata la sezione Our Place in Evolution all'interno della quale, in appena un'ora, è stato percorso il lungo cammino da Homo erectus a Homo sapiens. Dopo alcune ore il professor Pillola, con la collaborazione di due suoi studenti del corso di Museologia Naturalistica, ha chiesto ai bambini di raccontare cosa avevano imparato. Un'esperienza interessante e divertente, che i cinque bambini non dimenticheranno facilmente.  Andrea Mameli  linguaggiomacchina.it 1 marzo 2012  Cinque bambini al Natural History Museumbambini al museo

I cebi dei cornetti? Riconoscono gli oggetti anche senza toccarli (L'unione Sarda, 31 gennaio 2012)

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Imparare a riconoscere le proprietà funzionali di un oggetto senza toccarlo è una capacità che nella nostra specie si sviluppa entro i primi tre anni di vita. Recentemente due ricercatrici dell'Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Cnr (Istc-Cnr) di Roma, Gloria Sabbatini e Elisabetta Visalberghi, in collaborazione con ricercatori tedeschi del Max Planck Institute di Lipsia, hanno riscontrato la medesima capacità cognitiva in una piccola scimmia sudamericana: i cebi dai cornetti. Lo studio ha dimostrato che queste scimmie, evolutivamente lontane dall'uomo 35 milioni di anni, non hanno problemi a scegliere tra un bastoncino rigido e uno flessibile per prelevare una fetta di banana fuori dalla loro portata. Fra tre strumenti differenti per colore, diametro, materiale e rigidità, ma non per lunghezza, dovevano scegliere quello rigido per avvicinare la banana scartando gli altri due, troppo flessibili per quello scopo. Questi risultati non sono interessanti solo pe...

W i vermi!!! (e Il signore degli anellidi)... tuttigiuperterra storie di rifiuti

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W I VERMI!!! tuttigiuperterra storie di rifiuti (e Il signore degli anellidi)... Per chi, come chi scrive, è legato ai lombrichi da memorie indelebili (ricordi di epiche avventure di pesca alla trota, da bambino, tra laghetti e ruscelli) il diffuso ribrezzo per i vermi è un sentimento che semplicemente non esiste. Ma il lombrico non è, per sua fortuna, solo un’umile esca. Il lombrico è anche, e soprattutto, una delle creature più importanti tra quelle che popolano il terreno: digerisce le componenti organiche del suolo e partecipa alla formazione dell’Humus. Inoltre le gallerie che il piccolo anellide scava nel terreno migliorano l’aerazione e favoriscono i processi di umificazione: è la cosiddetta bioturbazione. E secondo gli autori di un articolo pubblicato su “Trends in Ecology and Evolution” nel 2006 (Filip J.R. Meysman, Jack J. Middelburg e Carlo H.R. Heip, The Netherlands Institute of Ecology: “Bioturbation: a fresh look at Darwin’s last idea”): “La bioturbazione è stata una for...