14 giugno 2012

Ecco il libro “evoluto”: racconta una storia che si è interrotta 65 milioni di anni fa (Andrea Mameli)

Chi ha detto che i libri non possono evolvere? Basta aprire questo “Viaggio nel mondo dei dinosauri” (Editoriale Scienza, 2011, pagine 32, euro 22,90) per capire che l'evoluzione è possibile. A guardare tutte quelle finestrelle, i cartoncini mobili che sembrano dar vita ai rettili estinti 65 milioni di anni fa, e soprattutto le figure che si sollevano quando si sfogliano le pagine sembra che tra i libri classificati “per bambini” sia in atto un'autentica evoluzione. E questa evoluzione paradossalmente non è frutto di raffinate tecnologie elettroniche ma riguarda l'elemento tradizionale del libro, cioè la carta.
Così le scoperte fondamentali della palentologia dei lucertoloni giganti, la classificazione dei predatori e degli erbivori, il significato dei nomi e le storie delle scoperte diventano tappe di questo viaggio tridimensionale chiamato pop-up. Il libro così evoluto si arricchisce di emozioni e le emozioni diventano veicoli del sapere.
Un viaggio splendidamente illustrato da cinque maestri di fama mondiale, Bob Nicholls, Leonello Calvetti, Maurizio De Angelis, Nicholas Forder, Thomas Bayley. E così questo libro evoluto, scritto dal geologo scozzese Dougal Dixon contribuirà a alimentare il legame, da sempre molto stretto tra i dinosauri e i bambini. Come si può facilmente constatare durante una visita al percorso dell'evoluzione allestito subito dopo il Planetario dell'Unione Sarda.
Secondo Gian Luigi Pillola, paleontologo dell'Università di Cagliari, il rapporto bambini-dinosauri discende dal fascino verso queste creature estinte, ma non troppo dissimili dai mammiferi o dai rettili attuali.
Professore, perché tanta attrazione?
«Forse per ammirazione nei contronti di queste creature che sembrano uscite da un cartone animato. O più paura della loro potenza, delle dimensioni, della crudeltà che sembrano ispirare. Il fattore spettacolarità è davvero trainante e poche cose reggono la concorrenza dei dinosauri».
Vi capita spesso di constatarlo?
«Insieme ai suoi studenti osservo spesso le reazioni di tutti i visitatori di fronte al T-Rex esposto nel Museo palentologico di Carbonia. E più sistematicamente abbiamo analizzato quelle di un gruppo di bambini cagliaritani al Natural History Museum di Londra, pochi mesi fa».
Cosa colpisce maggiormente la fantasia dei bambini?
«In generale la reazione più frequente è rappresentata dalla meraviglia di fronte a resti di organismi vissuti tanto tempo fa. In particolare, per il fatto che gli stessi si siano conservati e giunti fino a noi e per le numerose informazioni che ci possono fornire sugli ambienti del passato. Nel caso dei fossili custoditi nel Museo dell'Università di Cagliari, benché non si tratti di dinosauri, si aggiunge anche lo stupore dato che pochi immaginano che anche sotto i nostri piedi si celano dei tesori scientifici meravigliosi. In questo caso la vista di un coccodrillo gavialoide, Tomistoma calaritanus, scoperto dentro le rocce affioranti in Piazza d'Armi, oppure gli enormi carapaci delle tartarughe, come quella ritrovata a Is Mirrionis, non fanno che lasciare “impietriti” anche molti visitatori».  
Andrea Mameli
Articolo pubblicato il 14 Giugno 2012 nella pagina della Cultura del quotidiano L'Unione Sarda

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