25 novembre 2012

Se la mancanza di pressione evolutiva rende deboli le nostre intelligenze, la forza è tutta nella società.

«Sarei disposto a scommettere che se un cittadino di Atene dell'anno mille avanti Cristo dovesse apparire improvvisamente in mezzo a noi, potrebbe risultare più brillante e intellettualmente vivo rispetto ai nostri colleghi e amici». Con queste parole si apre l'articolo pubblicato su "Trends in Genetics" e firmato da Gerald R. Crabtree, docente di patologia e di biologia dello sviluppo alla Stanford University. Secondo Crabtree l'intelligenza umana avrebbe iniziato lento ma inesorabile declino da quando i nostri antenati hanno smesso di vivere esclusivamente di raccolta di frutti spontanei e di caccia. Così, con la diffusione dell’agricoltura e la nascita dei villaggi, la pressione evolutiva sui geni legati all’intelligenza si è ridotta notevolmente.
Lo studio, intitolato "Our Fragile Intellect", indica che i geni connessi con le emozioni e l'intelligenza sarebbero fra 2 mila e 5 mila, e furono selezionati in un periodo compreso fra 50.000 e 500.000 anni fa, all'interno della comunità di antenati comuni a tutti gli esseri umani.
«Le pressioni selettive che la sopravvivenza hanno imposto agli umani cacciatori/raccoglitori - scrive Crabtree - hanno portato all'evoluzione di un cervello in grado di scrivere sinfonie e di elaborare raffinati concetti matematici». Secondo il genetista di Stanford la nostra intelligenza è più debole ripetta a quella dei nostri simili di un periodo comprefo fra 2.000 e 6.000 anni fa. La nostra forza viene dall'organizzazione della società, dalla trasmissione della conoscenza e dalla tecnologia.

Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 25 Novembre 2012

In the figure: expansion of endocranial volume during the past 2.5 million years among Homo Sapiens ancestors. Note that language follows the expansion.

P.S. Strepitoso il modo in cui Crabtree chiude il suo articolo: «The sciences have come so far in the past hundred years that we can safely predict that the accelerating rate of knowledge accumulation within our intellectually robust society will lead to the solution of this potentially very difficult problem by socially and morally acceptable means. But in the meantime I’m going to have another beer and watch my favorite rerun of “Miami CSI” (if I can figure out how to work the remote control)»

«Le scienze hanno fatto tanta strada nel corso degli ultimi cento anni che possiamo tranquillamente prevedere che il tasso di accelerazione dell'accumulo di conoscenza all'interno della nostra società intellettualmente forte porterà alla soluzione di questo problema, potenzialmente molto difficile, con mezzi socialmente e moralmente accettabili. Ma nel frattempo ho intenzione di bene un'altra birra e guardare la mia replica preferita di "CSI Miami" (sempre che riesca a capire come funziona il telecomando)»

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