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Alle ragazze della Scuola Don Bosco di Cagliari il titolo di Campionesse italiane nel Trofeo Scacchi Scuola 2025

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Ma gli scacchi sono solo un gioco? No, perché aiutano la mente  e sviluppare le aree del cervello connesse con le capacità logico-deduttive. Così concetti topologici-matematici basilari come avanti, dietro, destra, sinistra, sopra, sotto, prima e dopo, con gli scacchi diventano familiari. Ma gli scacchi allenano anche la creatività, la capacità di attenzione, l'immaginazione, la memorizzazione e il pensiero analitico. Inoltre possiamo vedere gli scacchi anche come uno strumento per sviluppare il pensiero computazionale e per introdurre al coding.   Sono numerosi gli studi che associano il gioco degli scacchi in età scolare a una serie di benefici per la mente. Nel 2013 Ramón Aciego, Lorena García e Moisés Betancort (Universidad de La Laguna, Spagna) hanno pubblicato uno studio che esamina i benefici cognitivi, emozionali e sociali in un gruppo di 170 persone (da 6 a 16 anni) che giocano regolarmente a scacchi: The Benefits of Chess for the Intellectual and Social-Emotiona...

Le meraviglie del cervello (degli attori e degli spettatori)

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Grazie alla compagnia L'aquilone di Viviana oggi Cagliari ha ospitato un interessante dialogo tra Gabriele Sofia (Phil. Doctor in Tecnologie digitali per la ricerca sullo spettacolo, Université Paul Valery di Montpellier III), Gaetano Di Chiara ( docente di farmacologia all' Università di Cagliari ) e Laura Bifulco (Comitato Scienza Società Scienza). "Le acrobazie dello spettatore: dialoghi fra teatro e neuroscienze". Gabriele Sofia ha illustrato alcune ricerche come quella che ha evidenziato effetti benefici del teatro in pazienti con morbo di Parkinson ( " Active Theater as a Complementary Therapy for Parkinson's Disease Rehabilitation: A Pilot Study" ) e quella che mostra le relazioni tra chi compie un'azione e chi la osserva ( "I know what you are dong: a neurophysiological study" ). Ma soprattutto ha portato a riflettere sulla necessità per l'attore di sviluppare uno schema corporeo differente: lo schema corporeo performativ...

Storie di penultiumi, tra emozioni e valori, nel romanzo di Francesco Abate "Un posto anche per me"

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C'è chi si interessa alle vite degli ultimi, chi dei primi. Un posto anche per me , l'ultimo romanzo di Francesco Abate , racconta invece la storia dei penultimi. Il protagonista è Peppino: uno che consegna pasti a domicilio viaggiando in autobus nella lunga notte romana. Uno che  osserva e si fa un'idea su tutto quello che lo circonda. Uno che pensa e poi racconta, con le sue scale di priorità, le sue paure, le sue speranze. E i suoi ricordi. Abate sa usare le parole come il barbiere sa maneggiare le forbici e così i ricordi diventano patate di mare: «I ricordi sono i miei compagni di viaggio. A volte se ne stanno sul fondo, altre volte tornano a galla come le patate di mare. Dove stanno le patate di mare prima di andare a riposare sulla spiaggia? Prima di essere prese a calci, lanciate per scherzo o usate per fare il naso delle sculture di sabbia? Nessuno lo sa. Cosí è per i pensieri del passato. Stanno lí appostati, come cane Tobia, ma non puoi prevedere quando e perché...

Come comunicare le idee: un corso di Federico Caboni a Cagliari il 21 e 22 Giugno 2013.

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Avere buone (o anche ottime) idee non basta: bisogna saperle comunicarle bene. Chi ha a che fare con il pubblico lo sa bene: c'è sempre qualcosa che si potrebbe migliorare nel raccontare e nel presentare. Non è solo questione di tecniche e di atteggiamenti ma anche di serietà, di sensibilità, di umiltà e di coraggio. Però se non si padroneggiano le tecniche e gli atteggiamenti hai voglia di avere sensibilità, umiltà e coraggio. Ecco perché consiglio il corso d i Federico Caboni dedicato ai trucchi per interessare gli interlocutori, partendo dagli strumenti (come sfruttare al meglio i software di presentazione) e dalle metodologie (come rappresentare in modo efficace i dati e le informazioni). Quanto dura? 4 ore . Quando si svolge? il 21 Giugno (dalle 19 alle 21) e il 22 Giugno (dalle 19 alle 21) del 2013 of course. Dove si svolge? Nei locali della Libreria Cocco di Cagliari (via Tuveri 16). E per saperne di più? Basta scegliere tra un indirizzo e-mail info@libreriacocc...

Se la mancanza di pressione evolutiva rende deboli le nostre intelligenze, la forza è tutta nella società.

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«Sarei disposto a scommettere che se un cittadino di Atene dell'anno mille avanti Cristo dovesse apparire improvvisamente in mezzo a noi, potrebbe risultare più brillante e intellettualmente vivo rispetto ai nostri colleghi e amici». Con queste parole si apre l'articolo pubblicato su "Trends in Genetics" e firmato da Gerald R. Crabtree, docente di patologia e di biologia dello sviluppo alla Stanford University. Secondo Crabtree l'intelligenza umana avrebbe iniziato lento ma inesorabile declino da quando i nostri antenati hanno smesso di vivere esclusivamente di raccolta di frutti spontanei e di caccia. Così, con la diffusione dell’agricoltura e la nascita dei villaggi, la pressione evolutiva sui geni legati all’intelligenza si è ridotta notevolmente. Lo studio, intitolato "Our Fragile Intellect", indica che i geni connessi con le emozioni e l'intelligenza sarebbero fra 2 mila e 5 mila, e furono selezionati in un periodo compreso fra 50.000 e 500...

Come pensa un regista?

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Ho una domanda che mi ronza in testa da molto tempo. Una domanda che si alimenta spontaneamente guardando film e pensando a come sono fatti. "Cosa accade nella mente del regista prima e durante la lavorazione di un film?"  Francis Ford Coppola shelters himself from the driving rain that added to the troubles of an already beleaguered shoot for Apocalypse Now (1979, Mary Ellen Mark) Ho provato a cercare un senso a questa domanda nella relazione tra narrazione e cinema. Ricerca di senso alimentata dalla lettura dal libro di Robert Mc Kee: Story (ora tradotto in italiano con il sottotitolo "Contenuti, struttura, stile, principi per la sceneggiatura e per l'arte di scrivere storie" ). Il cerchio ha iniziato a chiudersi un anno fa, quando ho avuto l'occasione di osservare da vicino il set di un film: "Bellas Mariposas". Notai che Salvatore Mereu prima del ciak illustrava le scene alle due protagoniste come se lui avesse tutto molto chiaro i...

Musica, dopamina e istinti. Una ricerca e due libri.

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"Senza musica il mondo preistorico sarebbe semplicemente troppo silenzioso per risultare credibile" (Steven Mithen). Robert Zatorre, neuroscienziato del Neurological Institute della Mcgill University di Montreal, ha dimostrato quanto si sapeva da tempo: le forti emozioni associate all'ascolto di un brano musicale sono correlati con il rilascio di dopamina nel cervello. La musica imita alcune caratteristiche del linguaggio in grado di trasmettere emozioni tipiche della comunicazione verbale, inserendosi in strutture cerebrali primitive, coinvolte con la motivazione, la gratificazione e l'emozione. Anatomically distinct dopamine release during anticipation and experience of peak emotion to music Valorie N Salimpoor, Mitchel Benovoy, Kevin Larcher, Alain Dagher, Robert J Zatorre Nature Neuroscience 14, 257–262 (2011) doi:10.1038/nn.2726 Abstract Music, an abstract stimulus, can arouse feelings of euphoria and craving, similar to tangible rewards that involve ...

Le regole per allenare la mente (L'Unione Sarda, 29 Dicembre 2007)

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Le regole per allenare la mente Invecchiamento: un libro spiega come stimolare il cervello. Contare i soldi, riconoscere le banconote, calcolare rapidamente il resto, valutare i prezzi. Operazioni banali, come lavarsi, vestirsi, addirittura sapere con certezza in che anno siamo o che giorno è oggi o ricordare cosa abbiamo mangiato ieri a cena. Così banali che non saperle eseguire correttamente può costituire un campanello d'allarme: se gli episodi di confusione sono frequenti allora la causa può risiedere nel deterioramento delle funzioni mentali o, in una parola, demenza. La demenza è originata da un ampio spettro di patologie e colpisce quasi 25 milioni di persone in tutto il mondo. Negli ultimi 40 anni, complice il progressivo innalzarsi della vita media, questo numero è in costante crescita: ogni anno si contano circa 5 milioni di nuovi casi di demenza. Con questo ritmo il numero di persone affette da demenza è destinato a superare 80 milioni nel 2040. Il rapporto "Demenza...

"SconfinataMente" a tu per tu l'arte e la scienza (L'Unione Sarda, 19 gennaio 2006)

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