10 settembre 2012

Come pensa un regista?

Ho una domanda che mi ronza in testa da molto tempo. Una domanda che si alimenta spontaneamente guardando film e pensando a come sono fatti.
"Cosa accade nella mente del regista prima e durante la lavorazione di un film?" 



Francis Ford Coppola shelters himself from the driving rain that added to the troubles of an already beleaguered shoot for Apocalypse Now (1979, Mary Ellen Mark)


Ho provato a cercare un senso a questa domanda nella relazione tra narrazione e cinema. Ricerca di senso alimentata dalla lettura dal libro di Robert Mc Kee: Story (ora tradotto in italiano con il sottotitolo "Contenuti, struttura, stile, principi per la sceneggiatura e per l'arte di scrivere storie").
Il cerchio ha iniziato a chiudersi un anno fa, quando ho avuto l'occasione di osservare da vicino il set di un film: "Bellas Mariposas". Notai che Salvatore Mereu prima del ciak illustrava le scene alle due protagoniste come se lui avesse tutto molto chiaro in mente. Evidentemente, pensai, la storia è nella sua testa, non in forma scritta (o almeno non solo) ma prevalentemente per immagini. Qui c'è una persona che immagina il film prima di tutti gli altri e deve riuscire a spiegarlo, poco a poco.
Salvatore Mereu sul set di Bellas Mariposas, Cagliari, 6 Settembre 2011. Foto: Andrea Mameli.

Ma ora che il film di Salvatore Mereu è approdato (con successo) al festival di Venezia io non sono approdato a nessuna conclusione e al quesito originario non so assolutamente rispondere. Il fatto è che questa domanda dovrei porla a un regista e per il momento mi limito a riannodare qualche filo. Intanto c'è il soggetto, la storia, naturalmente centrale in tutto questo processo, e il passaggio "dalla carta allo schermo", che contraddistingue questa fase creativa. Qui il regista deve però sapersi misurare con altri fattori che spesso non sono molto creativi come i soldi disponibili, ma anche la non semplicissima scelta delle persone (troupe e cast), dei luoghi, delle attrezzature.
E in tutto questo ragionamento le riprese non sono ancora iniziate: immagino che dall'idea al primo ciak serviranno molte notti trascorse a leggere, a pensare, a scrivere.
Poi si arriva a girare le scene e tutto quello che il regista aveva in mente si confronta con la realtà. Cosa succede adesso nella testa del regista? Cosa scatta quando quel che si era previsto si dimostra molto diverso da ciò che si ha realmente a disposizione per il film?
Salvatore Mereu sul set di Bellas Mariposas, Cagliari, 7 Settembre 2011. Foto: Andrea Mameli. 

Un altro elemento importante, immagino, è la possibilità di rivedere le scene con il video assist e quindi di rendersi conto più chiaramente di come le immagini stanno prendendo corpo. Ma siamo ancora molto lontani: mancano montaggio, suoni e musica. E credo che anche qui alla mente del regista tocchi ancora il compito di immaginare come quelle scene si potranno ancora trasformare. Ecco, secondo me la mente del regista riesce a alternarsi fra immaginazione creativa e pensiero razionale, comportandosi come suggeriva Calvino: "La fantasia è come la marmellata, bisogna che sia spalmata su una solida fetta di pane".
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 10 Settembre 2012
 
Salvatore Mereu a Venezia (2012)
Foto: Elena Tubaro.

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