Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta regista

Catherine Hardwicke: scouting in Sardinia. Alla ricerca del set per una produzione internazionale

Immagine
Le miniere esercitano da sempre un enorme fascino. Quegli scavi che sfidano la terra colgono non di rado l'attenzione di registi in cerca di luoghi speciali. Così è stato in Sardegna, nei giorni scorsi, con l'esplorazione del territorio da parte di Catherine Hardwicke . La regista texana, nota per aver diretto tra gli altri Thirteen (2003), The Nativity Story (2006), Twilight (2008), Prisoner's Daughter (2022), era alla ricerca delle aree (minerarie e non) in cui girare un film. Dalla  Sardegna Film Commission  veniamo a sapere che questo film racconta le avventure di cinque amici adolescenti ossessionati dalla ricerca di un tesoro appartenuto a un magnate delle ferrovie deceduto anni prima. Nella storia c'è Newton, un inventore di 12 anni, appassionato di film dell'orrore e capo dei Diggers, c'è Serge, il fratellino di Newton, ha l'ossessione di tutto ciò che è militare, c'è Knuckles, la quale pensa che l'uomo giusto per qualsiasi lavoro sia una don...

Leggere di cinema, spiegare il cinema, scrivere per il cinema. Tre belle letture.

Immagine
A volte i libri si svegliano dal letargo in cui li abbiamo costretti e si manifestano, come a chiederci: "Leggimi!". E se ricompaiono in gruppo è un chiaro segnale: "Leggici insieme!". Mi è successo qualche giorno fa con Fuori il regista (David Grieco, 1979), Spiegare il cinema ai bambini (Laura Galasco, Marina Oddenino, Francesca Paraboschi, 2006) e STORY: Substance, Structure, Style and the Principles of Screenwriting (Robert McKee). Il libro di David Grieco contiene una serie di interviste a registi raccolte nella sua lunga esperienza di critico cinematografico. Ci trovo Bertolucci che accende squarci di luce sul cinema: "Nato e cresciuto, non a caso, di pari passo con la psicoanalisi, il cinema è la materializzazione corrente di quell'inconscio collettivo che un qualsiasi «regime» ha, nel ventesimo secolo, l'«obbligo» di pilotare o, altrimenti, di distruggere. Come il sogno, il cinema è un mondo ineffabile che si sovrappone al nostro presen...

Come pensa un regista?

Immagine
Ho una domanda che mi ronza in testa da molto tempo. Una domanda che si alimenta spontaneamente guardando film e pensando a come sono fatti. "Cosa accade nella mente del regista prima e durante la lavorazione di un film?"  Francis Ford Coppola shelters himself from the driving rain that added to the troubles of an already beleaguered shoot for Apocalypse Now (1979, Mary Ellen Mark) Ho provato a cercare un senso a questa domanda nella relazione tra narrazione e cinema. Ricerca di senso alimentata dalla lettura dal libro di Robert Mc Kee: Story (ora tradotto in italiano con il sottotitolo "Contenuti, struttura, stile, principi per la sceneggiatura e per l'arte di scrivere storie" ). Il cerchio ha iniziato a chiudersi un anno fa, quando ho avuto l'occasione di osservare da vicino il set di un film: "Bellas Mariposas". Notai che Salvatore Mereu prima del ciak illustrava le scene alle due protagoniste come se lui avesse tutto molto chiaro i...

Pensieri sul set (3). Il senso del ciak.

Immagine
La prima cosa che noti è che il ciak italiano ha l'asticella, clachette , in basso, mentre quello americano in alto. Lo noti perché hai visto il ciak americano in tanti film e quello italiano ti sembra sbagliato. Poi noti che la tavoletta contiene una serie di informazioni: sono i dati indispensabili al montatore per identificare i diversi punti del girato. Troviamo il titolo del film, il numero della scena ( scene ), il numero della ripresa ( take ), il numero dell'inquadratura ( roll ). Oltre ovviamente la data della riptesa e il nome del regista. Scopri anche che l'uso del ciak richiede una precisa sequenza: il regista grida " motore !", poi il fonico annuncia l'accensione della registrazione sonora: " partito !", infine l'assistente operatore grida " ciak !". A quel punto l'operatore ciacchista legge a voce alta quanto è scritto sul ciak e sbatte con forza l'asticella. La sequenza viene chiusa dal regista che annuncia ...

Pensieri sul set (1). Il "Video assist" modifica il lavoro del regista

Immagine
Prima del 28 settembre 2011 non sapevo quasi nulla di set : tutto il mio sapere si limitava alla lettura di articoli sul lavoro dei registi e sulla visione di alcuni spoiler e backstage . Quel giorno ho iniziato la figurazione speciale in Bellas Mariposas , il film di Salvatore Mereu ispirato all'omonima opera di Sergio Atzeni. E così ho scoperto un mondo di professionalità, metodologie, relazioni, tecnologie. Ho deciso di raccontarlo: saranno i miei Pensieri sul set . Sia chiaro: prima dell'uscita del film non farò menzione delle scene o di altri particolari. Per ora mi limiterò a considerazioni e approfondimenti su ciò che ho visto e pensato. Posso solo dire che il set era a Cagliari nel quartiere di Sant'Elia. Inizio il mio diario dal set a partire da un sistema che non avevo mai visto in azione: il Video Assist . Devo dire che me lo immaginavo proprio così: un monitor Lcd connesso con una videocamera installata accanto alla cinepresa. Uno strumento che mostra quel c...