01 ottobre 2011

Pensieri sul set (1). Il "Video assist" modifica il lavoro del regista

video assist Prima del 28 settembre 2011 non sapevo quasi nulla di set: tutto il mio sapere si limitava alla lettura di articoli sul lavoro dei registi e sulla visione di alcunispoiler e backstage. Quel giorno ho iniziato una piccolissima esperienza di comparsa (in Bellas Mariposas, il film di Salvatore Mereu ispirato all'omonima opera di Sergio Atzeni) e ho scoperto un mondo di professionalità, metodologie, relazioni, tecnologie. Ho deciso di raccontarlo: saranno i miei Pensieri sul set.
Sia chiaro: prima dell'uscita del film non farò menzione delle scene o di altri particolari. Per ora mi limiterò a considerazioni e approfondimenti su ciò che ho visto e pensato. Posso solo dire che il set era a Cagliari nel quartiere di Sant'Elia.
Inizio il mio diario dal set a partire da un sistema che non avevo mai visto in azione: il Video Assist. Devo dire che me lo immaginavo proprio così: un monitor Lcd connesso con una videocamera installata accanto alla cinepresa. Uno strumento che mostra quel che vedono gli operatori, semplice e affidabile. Per prima cosa ho pensato che questo sistema deve aver modificato il lavoro dei registi. Certo, come spesso accade nelle professioni complesse e creative, alcuni non si adeguano alle novità: non tutti i registi amano questo sistema preferendo affidarsi agli operatori. Con il Video Assist è più semplice ricostruire le scene per le ripetizioni, per controllare gli angoli di ripresa, per riscontrare sovrapposizioni e per rifare le scene con le controfigure. La praticità dei monitor portatili per la visione in differita del girato è un ulteriore vantaggio introdotto da questo sistema digitale: ho visto il regista riguardare le scene durante le pause e ho intuito il valore dello strumento. Ma un'opera cinematografica è frutto di moltissimi fattori: le migliori tecnologie del mondo non bastano a fare un ottimo film. Il fattore umano, dalla creatività alle capacità organizzative, è sempre determinante.
Quanto alle modifiche nella professione del regista, trovo che la mia supposizione è sostenuta dalla fotografa Mary Ellen Mark in un articolo che restituisce il senso del cambiamento: secondo la fotografa di Philadelphia, autrice di migliaia di foto in centinaia di set di film, il più grande mutamento di visuale è stato l'intruduzione del Video Assist. "Prima le reazioni e le interazioni di un regista durante le prove e le riprese erano meravigliosi soggetti da fotografare. Ciò è particolarmente evidentemente in molte delle mie foto di Federico Fellini impegnato con i suoi attori e la sua squadra, dietro la sua camera. Oggi, durante una ripresa, spesso il regista non si trova accanto alla cinepresa, ma in una zona buia del set o in una tenda".
Condivido, per quel che può valere la mia opinione in questo campo, le osservazioni di Mary Ellen Mark. E aspetto di poter vedere un nuovo set per conoscere altre tecnologie per il cinema. La mia curiosità cresce anziché diminuire.
Testo e foto: Andrea Mameli - www.linguaggiomacchina.it

Note.
- The Bellboy, un film di Jerry Lewis del 1969, è stato il primo film con Video Assist sul set. Ma risale al 1945 il primo brevetto sul tema: System for supervising the taking of moving pictures
- A World Behind the Scene (Mary Ellen Mark, 2008): "Over the years I have worked on over a hundred film sets and made thousands of photographs. The greatest visual change on a film set has been the introduction of a video monitor - referred to as 'video assist' - which allows the director to look at a monitor and see exactly what the camera is seeing, rather than being behind the camera itself. Before the advent of the video assist, a director's reactions and interactions during rehearsals and takes were wonderful to photograph. This is particularly evident in many of my photographs of Federico Fellini working with his actors and crew from behind his camera. Today, during a take, the director is usually nowhere near the camera, but instead in front of a video monitor in a darkened area of the set or in a tent on location. This has cut out many photographic opportunities."

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